{"id":15568,"date":"2014-11-13T08:42:47","date_gmt":"2014-11-13T07:42:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15568"},"modified":"2014-11-13T08:43:19","modified_gmt":"2014-11-13T07:43:19","slug":"fiore-ferrofluido","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15568","title":{"rendered":"Sembra un fiore, invece \u00e8 ferrofluido"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/XUz1ZI-w6LQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15570\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15570\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ferrofluido-500x312.jpg\" alt=\"Ferrofluido\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ferrofluido-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ferrofluido-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ferrofluido.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Porcospino nero liquido che scorre. Ma non verso il basso, all&#8217;incontrario! Su per la salita e fino in cima, ad acquosa mimesi dei capelli, dove sboccia fior di cardo, senza freni gravitazionali. Se lo tocchi, la mano ti diventa nera. Non lo fare. Un liquido ben saturo\u00a0di particelle di metallo, ecco che cos&#8217;\u00e8. Gi\u00e0 piuttosto fuori dal comune, come sostanza, senza andarci a mettere anche la forza motrice dell&#8217;elettro-magnete. Nascosto, come in questo caso, sotto a una scultura dalla forma funzionale, eccezionale. Nel creare uno spettacolo perfettamente logico e fisicamente saldo, eppure innaturale. Guarda: pare proprio un gioco di prestigio.<br \/>\nQuesti fluidi misteriosi, una vecchia conoscenza dei video virali internettiani e diversi gruppi d&#8217;artisti, derivano\u00a0dall&#8217;agglomerato di innumerevoli minuscole particelle (anche meno di 10 nanometri ciascuna) di ematite, magnetite o ferro, diluite\u00a0all&#8217;interno di un liquido che ne annienti la viscosit\u00e0. Olio, possibilmente, o un qualche tipo di solvente organico. Altrimenti, altro non diventerebbero che sabbia bagnata. Mentre da tale commistione nasce l&#8217;incontro fortunato qui messo in mostra, che dimostra\u00a0chiaramente\u00a0le caratteristiche del\u00a0secondo stato della materia, liquidit\u00e0, eppure ha una sua forma corrugata e incancellabile. Pronta a riapparire, nel momento della verit\u00e0: ovvero quando si accendono le telecamere, tu guarda il caso. Il fenomeno si chiama <em>Normal-field instability\u00a0<\/em>bench\u00e9 non abbia, all&#8217;apparenza, proprio nulla di normale. Avevate mai visto l&#8217;acqua, quel preponderante re dei fluidi, disporsi nell&#8217;apparente susseguirsi di picchi e valli, picchi e valli, in un modo tanto carico di sottintesi, interessante al tocco e affascinante per lo sguardo&#8230;\u00a0Forse, se vivete\u00a0su Titano, sesta luna di Saturno. Oppure, in altri luoghi ultramondani. Qui da noi, questa \u00e8 l&#8217;unica maniera, che fa capo a quello che si chiama, per l&#8217;appunto, ferrofluido. Non certo ferro, fluido.<br \/>\nIl suo comportamento nasce dall&#8217;incontro di diverse forze contrastanti. La maggiore, chiaramente, \u00e8 quella della potente calamita, generalmente al neodimio, usata per sollecitare il movimento. Come in un motore d&#8217;altro tipo, questa pone le basi della scena, a partire da quel gesto quasi universale, la pressione di un interruttore. Ma non c&#8217;\u00e8 niente di indotto, in quello che succede dopo; ebbene si, contrariamente all&#8217;apparenza, questo succedersi di bitorzoli \u00e8 la forma che garantisce la migliore conservazione d&#8217;energia. E dunque, ci\u00f2\u00a0che l&#8217;ordine prestabilito del cosmo impone per definizione, addirittura in tali assurde circostanze. In cui la gravit\u00e0 deve combattere con quell&#8217;unico nemico che conosce, il magnetismo, e nel farlo stabilisce la surreale\u00a0forma d&#8217;armistizio.<br \/>\nL&#8217;energia percorre il fluido, tendendo a disperdersi. Ma poich\u00e9 l&#8217;aria \u00e8 meno invitante, a tale scopo, di quest&#8217;acqua nera, per ciascuna propaggine l&#8217;endemica viscosit\u00e0 interviene sulla linea di ritorno, creando l&#8217;avvallamento dell&#8217;onda. In un perfetto susseguirsi regolare, fino al ritorno sospirato di uno stato di equilibrio, semplice e apparente. Imposto al mondo per il pubblico ludibrio di colui che lo comanda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I ferrofluidi furono scoperti da Steve Papell, ingegnere della NASA, nel 1963. Costui stava lavorando ad un sistema per veicolare\u00a0la benzina dai serbatoi alla camera di combustione dei razzi, che funzionasse anche in un ambiente privo di gravit\u00e0. Eccolo, giusto? Stiamo parlando dell&#8217;ennesima innovazione nata da quel campo dell&#8217;esplorazione spaziale, spesso erroneamente visto come privo di applicazioni immediate, ma che invece guida e direziona il flusso del progresso. Oggi queste stesse\u00a0sostanze le ritroviamo, infatti, come sistemi di lubrificazione in delicati e sofisticati meccanismi, quali gli <em>hard disk<\/em> dei computer o gli altoparlanti; nella produzione di strumenti ottici, in funzione delle loro capacit\u00e0 di rifrazione; addirittura in campo medico, come sistema di contrasto nella risonanza magnetica e per terapie sperimentali contro il cancro. Alcune compagnie automobilistiche americane, in questi ultimi tempi, stanno sperimentando l&#8217;impiego di queste sostanze nelle sospensioni. Ma l&#8217;impiego pi\u00f9 celebre, nonch\u00e9 visibile, resta quello degli scienziati dell&#8217;ora di ricreazione, intenti a dimostrare quanto sia magnifico e imprevisto il mondo:<\/p>\n<figure id=\"attachment_15569\" aria-describedby=\"caption-attachment-15569\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/OE2pB1pyZN0\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15569 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ferrofluido-2-500x312.jpg\" alt=\"Ferrofluido 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ferrofluido-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ferrofluido-2-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ferrofluido-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15569\" class=\"wp-caption-text\">La maggior parte di questi video riporta una descrizione\u00a0bilingue inglese-tedesca, con qualche problemino di kerning e scorrevolezza del discorso.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo interessante esperimento di <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCcP1z8XhyM6JG0Hgv2-KhvQ\" target=\"_blank\">manf1234<\/a>, l&#8217;approccio \u00e8 semplice e diretto. Traendo spunto dalla difficolt\u00e0 nel farsi fabbricare\u00a0una forma metallica magnetizzabile allo scopo, che fosse al tempo stesso funzionale ed esteticamente appagante, lui ha smontato un tritacarne. E quell&#8217;elica interna che ne ha tratto, quindi, l&#8217;ha disposta sopra un recipiente di plastica (ve l&#8217;ho detto: i ferrofluidi macchiano). Quindi ha testato il potenziale dell&#8217;arnese, fornendogli\u00a0da sotto l&#8217;adeguata dose di magnetismo, sufficiente a far stare sospese, a differenti altezze, alcune\u00a0coppie di palline. Lo scopo \u00e8 presto detto: affinch\u00e9 si possa realizzare il &#8220;fiore&#8221; corrugato nel corso dell&#8217;impresa, l&#8217;energia deve raggiungere la soglia critica in sequenza. Ci\u00f2 significa che ottieni tutto, oppure niente. \u00c8 soprattutto\u00a0la durata dell&#8217;accensione magnetica, che determina la profondit\u00e0 dell&#8217;effetto, non la potenza delle sollecitazioni. Quindi, diminuendo gradualmente l&#8217;intensit\u00e0, lui ha registrato su di un grafico l&#8217;ordine in cadevano la sfere. Ed alla fine, ha reputato il suo rottame degno, e vi ha versato sopra la sapiente, dolce, nera cioccolata. Magnifico, non viene fame, a guardarlo?\u00a0Di provarci, intendo.<br \/>\nNon \u00e8 difficile, alla fine. Tutto quel che serve per iniziare \u00e8 la polvere di ferro, ottenibile in diversi modi. Alcuni bruciano la lana abrasiva venduta dal ferramenta, normalmente usata per pulire via le macchie di vernice. Tale cenere, a volerlo, gi\u00e0 va bene. Altri setacciano la sabbia marina con un magnete, depositando la risultanza in un pratico sacchetto di sabbia. Qualcuno, meno propenso a fare una simile\u00a0fatica, usa direttamente la polvere magnetica di controllo per le saldature o il terribile toner delle stampanti laser. Quest&#8217;ultimo approccio, visto il costo, si consiglia ai miliardari. \u00a0E poi, che resta?\u00a0Ecco, a\u00a0tutta quella polvere maleodorante,\u00a0si aggiunge un po&#8217; d&#8217;olio diluente, conduttivo verso l&#8217;utile pizzico di <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Brownian_motion\" target=\"_blank\">moto Browniano<\/a>.<br \/>\nFacile, come cucinare dolci per la colazione.\u00a0E se non fosse ancora chiaro, eccovi <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/user\/rulof87\/about\" target=\"_blank\">un tutorial di Rulof<\/a>, l&#8217;utente italiano di YouTube per cui &#8220;La perseveranza \u00e8 la condizione per il successo creativo.&#8221; Quindi, suvvia, sporchiamo orribilmente casa! Cosa potr\u00e0 mai importarci, al confronto con la marcia inarrestabile della pura\u00a0e sacra\u00a0scienza&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/cA_-rl07fLg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15573\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15573\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ferrofluido-3-500x312.jpg\" alt=\"Ferrofluido 3\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ferrofluido-3-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ferrofluido-3-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ferrofluido-3.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Porcospino nero liquido che scorre. Ma non verso il basso, all&#8217;incontrario! Su per la salita e fino in cima, ad acquosa mimesi dei capelli, dove sboccia fior di cardo, senza freni gravitazionali. Se lo tocchi, la mano ti diventa nera. Non lo fare. Un liquido ben saturo\u00a0di particelle di metallo, ecco che cos&#8217;\u00e8. 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