{"id":15537,"date":"2014-11-09T08:50:20","date_gmt":"2014-11-09T07:50:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15537"},"modified":"2014-11-09T10:42:34","modified_gmt":"2014-11-09T09:42:34","slug":"pianto-delloblungo-vibro-sintetizzatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15537","title":{"rendered":"Il pianto dell\u2019oblungo vibro-sintetizzatore"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vimeo.com\/110633932\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15539\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15539\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Yaybahar-500x312.jpg\" alt=\"Yaybahar\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Yaybahar-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Yaybahar-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Yaybahar.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta strano, quel tipo di video che ti mostra un luogo affascinante, per\u00f2 solo dall\u2019interno e unicamente per la cosa che c\u2019\u00e8 dentro. Yaybahar: da qualche parte sulla costa turca sorge questa torre ottagonale. \u00c8 parte di un complesso, assai probabilmente, come uno <em>chateau<\/em>, il palazzo costruito da qualcuno. Forse un druido di passaggio. Oppure \u00e8 sorta sopra le pendici di un dirupo, nel giro di una sola notte, oltre l\u2019onda di marea e fra l\u2019ombre di cipressi silenziosi. Chi pu\u00f2 dirlo? C\u2019\u00e8 qualcosa di diverso, in questo luogo, come un senso di profonda aspettativa. Gli uccelli non si posano sopra l\u2019alto tetto, i cervi stanno fuori la portata di quei muri. Anche se non vedono, ci\u00f2 che invece adesso \u00e8 chiaro. Si accendano le telecamere che inizia quel concerto. L\u2019ultima solenne\u00a0vibrazione.<br \/>\nLa fantasia e l\u2019inventiva di un artista come G\u00f6rkem \u015een, del resto, \u00e8 adatta solamente per i nostri occhi di visitatori umani, sovrumani e tutti gli altri in grado di capire. E soprattutto, per le orecchie a punta tese da migliaia di chilometri, a udire virtualmente un tale canto melodioso, senza veri equivalenti nell\u2019intero mondo naturale. Che ci ricorda il vento, per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 veloce di un ciclone. Che riproduce un po\u2019 le onde, ma di un mare&#8230; Dal profondo sentimento, con milioni di meduse variopinte a far da chiavi di violino. Sinestetico \u00e8 il principio, ingegnosa la sua esecuzione. Nebulosa, la funzione. Simili suoni variabilmente discordi, di sicuro, non sfigurerebbero in un tempio tibetano, tra gli altri mandala cosmici, l\u2019evanescente mappa del creato. Tracciati nella sabbia, per svanire, come niente fosse, all\u2019ultimo eco di un simile concerto d\u2019accompagnamento.<br \/>\nCerto, c\u2019\u00e8 un motivo se da molti anni a questa parte, la gente non inventa nuovi strumenti musicali. Anzi, due. Il primo \u00e8 quello innato, del modo in cui funziona e agisce la Tecnologia. Tutto si trasforma, col procedere del tempo, e tendenzialmente perde la sua forma materiale. Nell\u2019epoca in cui \u00e8 possibile mostrare facilmente, sullo schermo di un computer, dinosauri su comete millenarie, o alieni che camminano tra stolidi bovini, perch\u00e9 mai dovremmo ancor produrre il suono primordiale, da metallo, pelli d\u2019animale oppure legno lavorato dai liutai? \u00c8 molto meglio, RI-produrlo migliorato, in senso <em>digital<\/em>, sfruttando quel potere che \u00e8 SIMULAZIONE. Esistono, probabilmente, due persone, forse tre, che udendo il ritmo cadenzato da uno Stradivari Vero, possono affermare con sincerit\u00e0: \u201cAh, si sente differenza, anche se manca la potenza!\u201d Per gli altri, noi comuni esseri umani, perch\u00e9 mai affannarsi&#8230;Tanto vale, battere sulla tastiera luminosa e mettersi le cuffie del <em>disc jockey<\/em>, per guidare suoni senza una vera ragione d\u2019esistenza, fino a diecimila decibel d\u2019imponenza. Analogico: <em>phuew<\/em>! Il passato, giusto?<br \/>\nDi sicuro non \u00e8 il nostro presente, visto che la blogosfera concorda sul fatto che tutto quello che ricorda lo Yaybahar, \u00e8 l&#8217;effetto auditivo\u00a0di un &#8220;comune&#8221; sintetizzatore informatico. Ma il futuro, chi lo sa! Verr\u00e0 forse un giorno, forse-forse non lontano, in cui la musica sar\u00e0 finita. Esaurita, <em>kaput<\/em>. Molto prima del petrolio, dell\u2019uranio, addirittura del gas elio, l\u2019eccesiva saturazione di melodie, endemicamente tutte uguali, ci far\u00e0 stancare di questa sublime forma d\u2019arte, antica quanto il primo colpo di un sassetto, dato da una protoscimmia sopra il tronco cavo. Tutti quei tamburi, quelle trombe, le arpe ed i violini, gli alti e larghi o bassi pianoforti, gli arpiscordi, i flauti dritti, di traverso e all\u2019incontrario, allora, non saranno che ingombranti orpelli da tenere in umide cantine.<br \/>\nI computer sanno fare molte cose. Ma tra queste, non figura l\u2019apertura di sentieri nuovi&#8230;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il che ci porta alla seconda problematica: il nuovo non \u00e8 bello, per definizione. Se \u00e8 bello, non \u00e8 veramente nuovo. Chiunque pu\u00f2 apprezzare, anche senza capirlo nel profondo, il sussegursi magistrale di una sinfonia dell\u2019epoca classica dei musicisti. Ma un bizzarro susseguirsi auditivo, come questo dello Yaybahar turco, naturalmente lascerebbe incuriositi, al massimo. Magari un po\u2019 perplessi. Ci vuole un certo grado di coraggio, per apprezzare immediatamente una musica del tutto sconosciuta. Per non parlar di una soluzione come questa, che prevede la trasmissione delle vibrazioni da lunghe corde fino a dei tamburi concavi, facendoli vibrare minacciosamente. Per una membrana che tale suono lo trasforma, dando luogo a suggestioni degne di un volo fantastico e inquietante. Ed infatti \u00e8 proprio nella manifestazione di un tale campo della creativit\u00e0, generalmente, che tali invenzioni trovano immediata applicazione: la cinematografia di fantascienza o dell\u2019orrore.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9d1yDCWicf0\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15538\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Waterphone-500x312.jpg\" alt=\"Waterphone\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Waterphone-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Waterphone-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Waterphone.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec fu per il Theremin di Lev Sergeevi\u010d Termen, lo strumento russo che trasforma il naturale campo elettrico del corpo umano in occulti miagolii, come pure per il Blaster Beam (inventore sconosciuto) quell\u2019arnese lungo e strano, costruito con parti di chitarre elettriche, che venne usato da molti registi di genere degli anni \u201970 e \u201980, oltre che in Star <em>Wars: Episodio II &#8211; L&#8217;attacco dei cloni<\/em> (2002).<br \/>\nSenza citare il qui presente Waterphone, l\u2019invenzione eclettica di Richard Waters, da cui prende in parte il nome. Solo in parte, dico, perch\u00e9 dentro a questa tazza monolitica di metallo, talvolta, viene posta proprio l\u2019acqua-<em>water<\/em> per accentuare ulteriormente il suono mistico di quello che potrebbe essere, come lo Yaybahar per gli strumenti a corda, la maggiore innovazione pseudo-recente nel campo delle percussioni propriamente dette.<br \/>\nQuest\u2019altro nasceva, nello specifico nel 1969, quando il suo inventore ascolta per la prima volta il tamburo da guerra tibetano, nella sua versione maggiormente trasportabile fino ad un college americano. In altre parole, un cilindro di bronzo, con un foro nella parte superiore. E un po\u2019 d\u2019acqua dentro, che modificava i toni ed il riverbero del suono. Dopo un primo periodo di perfezionamento, questa sua versione alternativa con chiodoni a vista, simile a una sorta di litofono, viene ben presto adottata da numerosi registi di Hollywood e la ritroviamo, tra gli altri, in <em>Poltergeist<\/em> (1982) ed <em>ALIENS<\/em>\u00a0 (1986). Nonch\u00e9, in tempi pi\u00f9 recenti, nel primo storico <em>The Matrix<\/em> (1999) e nell\u2019indimenticabile <em>La Tigre e il Dragone<\/em> (2000).<br \/>\nFra tutti gli strumenti bizzarri della nuova onda, probabilmente, resta questo il meno conosciuto dal grande pubblico, eppure il pi\u00f9 celebrato dagli esperti del settore, con l\u2019inclusione in prestigiose orchestre, nonch\u00e9 l\u2019esposizione in mostre o musei permanenti. Il compositore Jim Nollman, in collaborazione con la societ\u00e0 di biologi americani <em>Interspecies Communication<\/em>, afferma di aver usato con successo il Waterphone per comunicare con le balene, dando luogo al primo caso di scambio di opinioni tra cetacei ed umani. Fantastico.<br \/>\nChiss\u00e0 invece chi, o cosa, avr\u00e0 chiamato G\u00f6rkem \u015een, nella sua torre turca, in bilico tra terra e mare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Resta strano, quel tipo di video che ti mostra un luogo affascinante, per\u00f2 solo dall\u2019interno e unicamente per la cosa che c\u2019\u00e8 dentro. Yaybahar: da qualche parte sulla costa turca sorge questa torre ottagonale. \u00c8 parte di un complesso, assai probabilmente, come uno chateau, il palazzo costruito da qualcuno. Forse un druido di passaggio. Oppure &#8230; <a title=\"Il pianto dell\u2019oblungo vibro-sintetizzatore\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15537\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il pianto dell\u2019oblungo vibro-sintetizzatore\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,136,238,73,394,213],"class_list":["post-15537","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-invenzioni","tag-medio-oriente","tag-musica","tag-strumenti-musicali","tag-turchia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15537","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15537"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15537\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15543,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15537\/revisions\/15543"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15537"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15537"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15537"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}