{"id":15530,"date":"2014-11-08T15:24:13","date_gmt":"2014-11-08T14:24:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15530"},"modified":"2014-11-08T15:26:23","modified_gmt":"2014-11-08T14:26:23","slug":"i-duri-contrattempi-caccia-allaragosta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15530","title":{"rendered":"I duri contrattempi della caccia all\u2019aragosta"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/8zbOLL5dC1E\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15532\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15532\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/aragosta-500x312.jpg\" alt=\"aragosta\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/aragosta-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/aragosta-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/aragosta.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un destino peggiore della morte. Il che non esclude, strano a dirsi, la morte. Venire ripescati dal fondale astruso del profondo mare, trasportati dentro a un sacco fino a un frigorifero di oziosa meditazione. Per poi ritrovare, finalmente, l\u2019acqua, eppure poca. Solo quella necessaria per la pentola sia chiaro, tale cosa tonda di metallo che tu ancora non conosci, perch\u00e9 sei rossa e grossa, tiepida e bitorzoluta, semplice, Pacifica aragosta. Pacifica perch\u00e9, nello specifico provieni da quel vasto Oceano, il pi\u00f9 colossale e misterioso, che si estenderebbe facilmente da una parte all\u2019altra dell\u2019Eurasia, per il tramite di un giro tutt\u2019attorno al suo pianeta. Se non fosse per la lunga cosa in mezzo, la barriera di una terra, di quelle cosiddette \u201cemerse\u201d. Tale grigia e verde preminenza, tanto ingombrante, che si chiama Continente. L\u2019America per l\u2019appunto, 42 milioni di chilometri del tutto invivibili, per voi decapodi, mammiferi marini, oltre agli amici pesciolini. E forse stavano meglio, tutti quei crostacei con i loro cuginetti, quando alla genesi del mondo ne esisteva solo uno, la Pangea di tutti i popoli, striscianti, quadrupedi o scagliosi, nonch\u00e9 quelli ancora da venire, carnivori e sapienti pescatori. Ma la geologia a questo conduce: suddivisioni. E cos\u00ec avvenne, milioni di anni fa, lo scisma evolutivo che condusse tutte le aragoste dell\u2019Atlantico ad avere grosse chele. Mentre dall\u2019altra parte, invece, solo antenne. Difficile capire la recondita ragione! Ci sono addirittura due termini diversi, in lingua inglese, per riferirsi alle due tipologie di creature, <em>lobster <\/em>(chelate, dalla parte del Vecchio) e <em>crayfish <\/em>(&#8230;). Salvo eccezioni, come la presente, che risponde alla sua legge, solamente.<br \/>\nPare di verderla, questa <em>Panulirus interruptus <\/em>o aragosta spinosa della California, senza chele ma pur sempre detta <em>lobster, <\/em>secondo l\u2019inesatto nome collettivo. Poco prima di finire dentro a un piatto, nella ciotola metallica sul fuoco, senza neanche il seme giustificativo della Comprensione. Lentamente, inizia a fare un po\u2019 pi\u00f9 caldo. E poco dopo, ancora un po\u2019 pi\u00f9 caldo. Finch\u00e9 non resta solo un suono, l\u2019assordante fischio della fine, un\u2019arma di difesa senza soluzione di salvezza. Resta quindi, la soddisfazione dello chef. Che cosa di buon gusto! \u00c8 una storia tragica che inizia in modo divertente. Come spesso capita, di questi tempi: guardate qui che scena. Rick Coleman, esperto pescatore di aragoste e fervido appassionato di biologia marina, assieme a Susie, la sua cara moglie, la quale ha deciso che. Si: \u00e8 giunto il momento d\u2019impegnarsi. Avvicinarsi a quel cimento, di portare il proprio pasto sulla tavola, senza l\u2019impiego di una trappola di o simili strumenti tecnologici. Soltanto le sue mani ed il pensiero, i gesti rapidi gi\u00e0 ben conosciuti dal consorte. Che intanto se la ride, telecamera alla mano. Si sa: tra il dire e il fare&#8230;.<br \/>\nPerch\u00e9 l\u2019aragosta, quando minacciata, non soltanto fischia ma ricorre a un altro tipo di risposta. Pu\u00f2 schizzare via, come un gambero colpito dalla frenes\u00eca! Gli effetti sonori del sapiente video aiutano ad enfatizzare le bizzarre circostanze.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec lei nuota e si avvicina, senza alcun evidente errore nelle procedure. Tutto viene fatto a regola di manuale (si capisce che lui gli aveva dato una lezione). Ma\u00a0ciascuna preda, all\u2019ultimo momento, agita velocemente la sua coda, una, due volte. In un turbinar di sabbia, sparice il crostaceo con il suo esoscheletro placcato, resta solo un senso d\u2019insoddisfazione. \u00c8 piuttosto sorprendente, per chi non li conosce, vedere questi animali con tante zampette, notoriamente gran camminatori dei fondali, partire come razzi fuori controllo, veri e propri ninja degli abissi. Del resto, tra i predatori naturali dell\u2019aragosta della California troviamo il persico gigante, diverse specie di squali, polipi e lontre marine. Nemici implacabili, che non lasciano facili vie di scampo. Almeno, senza l\u2019adeguata dose di riflessi e un buon allenamento ai casi d\u2019ermergenza&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_15531\" aria-describedby=\"caption-attachment-15531\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/ASa7apXLoW8\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15531 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/aragosta-2-500x312.jpg\" alt=\"aragosta 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/aragosta-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/aragosta-2-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/aragosta-2.jpg 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15531\" class=\"wp-caption-text\">Vedere il maestro al lavoro fa sempre un certo effetto<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019aragosta come queste, se lasciata in pace da: mani che ghermiscono o denti morsicatori e zanne etc. etc, si ritiene che possa vivere fino a 50 anni. Un periodo di tempo superiore a quello di cui disponevano molti dei nostri antenati, all\u2019epoca in cui queste creature erano considerate solo quel che tutt\u2019ora sembrano, in effetti: scarafaggi acquatici, praticamente incommestibili. Quando un\u2019aragosta muore, il suo organismo rilascia un enzima che inizia subito ad attaccare la carne, rendendola gommosa e sgradevole. Per questo, fino al XIX secolo, si trattava di un cibo riservato solamente alle classi povere, ai prigionieri per debiti e gli altri servi della gleba, in senso variabilmente letterale. E non era certo raro, trovarne sulle tavole dei primi coloni americani, o dei loro schiavi, costretti loro malgrado a nutrirsi d\u2019esponenti di questa vasta famiglia d\u2019animali; sia con le chele che prive di quest\u2019ultime, a seconda di quale fosse la costa oceanica presa in esame, la stagione o l\u2019ultimo dei pescherecci approdati presso i porti pi\u00f9 vicini.<br \/>\nMentre oggi, per l\u2019ironia del fato, proprio qui ci troviamo dinnanzi ad un caposaldo della cucina di lusso, dolciastro coronamento di ogni prestigioso e luculliano pasto; come cambiano i tempi! L\u2019aragosta della California, da sola, \u00e8 responsabile della maggior parte delle esportazioni di pescato della West Coast e il suo sfruttamento viene accuratamente regolamentato. Guai, a chi dovesse farsi trovare da un addetto delle autorit\u00e0, con pi\u00f9 di sette prede nella rete! O anche, nel frigorifero di casa. Le multe sono assai salate, almeno quanto approfonditi, ed accurati, i controlli quotidiani della guardia costiera. Dotata, addirittura, di visori notturni impiegati contro i pochi, impreparati cacciatori di frodo. Non che Susie, vista la sua abilit\u00e0 straordinaria, rischi di superare tanto presto tale limite. Ma non fatevi trarre in inganno: gli ostacoli che la mettono in crisi sono gli stessi di chiunque altro, alle prese con quella particolare sfida. I crostacei, come gli insetti, non hanno un unico cervello, ma una serie di gangli decentrati, che gli consentono di reagire al pericolo con estrema rapidit\u00e0. E di sopravvivere facilmente, loro malgrado, al pietoso colpo di grazia dietro la \u201cnuca\u201d che alcuni cuochi (poco informati) gli offrono erroneamente, prima di buttarli vivi sopra il fuoco.<br \/>\nCos\u00ec, nonostante le difficolt\u00e0, ogni anno tra Ottobre e Marzo, ricomincia l\u2019inseguimento, la pesca e la conquista. In fondo, ogni madre-aragosta depone fino a 680.000 uova, che si schiudono dopo dieci breve settimane. Ne fuoriescono altrettante minute larve, che attraverso un ciclo successivo d\u2019improbabili metamorfosi, diventano quella particolare, eccezionale cosa. Si pu\u00f2 solo continuare a provare, sperando che si stanchi di nuotare, prima o poi.<br \/>\nPotenzialmente longeva e sfortunatamente gustosa, specie se trattata con l\u2019opportuna dose di residuo barbarismo: cotta viva, perch\u00e9 no. Evviva, evviva! Alla fine l\u2019hai afferrata, cara mia. Che fame, che mi fai venire&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un destino peggiore della morte. Il che non esclude, strano a dirsi, la morte. Venire ripescati dal fondale astruso del profondo mare, trasportati dentro a un sacco fino a un frigorifero di oziosa meditazione. Per poi ritrovare, finalmente, l\u2019acqua, eppure poca. 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