{"id":15523,"date":"2014-11-07T08:41:23","date_gmt":"2014-11-07T07:41:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15523"},"modified":"2014-11-07T08:41:23","modified_gmt":"2014-11-07T07:41:23","slug":"bolidi-meccanici-blocchi-metallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15523","title":{"rendered":"Bolidi meccanici da borchie di metallo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/A_qHR_H_2cg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15524\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15525\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/CTX-Gamma-2000-500x312.jpg\" alt=\"CTX Gamma 2000\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/CTX-Gamma-2000-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/CTX-Gamma-2000-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/CTX-Gamma-2000.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il\u00a0pezzo senza senso. Come il cuore di un motore, ma strano, grande, portentoso. Con\u00a0parte centrale fatta per girare, liscia e lustra quanto\u00a0il ventre di una sanguisuga. Lucide sfaccettature da bullone, sotto\u00a0denti d&#8217;ingranaggio diagonali. Sezioni zigrinate trasversali, utili a\u00a0trasmettere la forza si, ma di che cosa? Quattro avvitamenti contrapposti e perpendicolari, con l&#8217;aggancio per&#8230;Sbarre che&#8230; Niente, non ci arrivo. Eppure, esiste. Eccolo qui!<br \/>\nLe attrezzature fattive\u00a0tracciano\u00a0il sentiero per la fantasia. E non c&#8217;\u00e8 macchina migliore, n\u00e9 pi\u00f9 complessa, di un braccio robotico per lavorare l&#8217;alluminio. La\u00a0torretta motorizzata che si muove oscillando tra percorsi disegnati da un computer, posto all&#8217;estremit\u00e0 di un giogo\u00a0elettroni. Il blocco intonso che ruota, vorticosamente, sopra l&#8217;aggancio di un massiccio tornio. Mentre ad ogni contatto tra le due parti generatrici, scalpello diamantato e ruvida materia prima, pur se splendente, si separano le scorie dell&#8217;inconseguenza: cento lunghi trucioli ritorti, fili di metallo senza fine. N\u00e9 utilit\u00e0\u00a0residua, una volta separati. Sarebbe questa, la migliore esecuzione di un progetto ormai davvero collaudato. Il sistema che consiste nel creare grazie all&#8217;uso della sottrazione. Tutto serve, tranne tutto il resto. Come gli scultori delle statue greche, fatte in marmo solo successivamente colorato. Loro che dal fianco di un&#8217;alta montagna gi\u00e0 scorgevano il titanico dio Chronos, la dea della Terra e quel suo figlio Zeus, con\u00a0tutti gli altri, pronti a manifestarsi da un passaggio di sapienza operativa, quattro colpi di martello, la doppia Z\u00a0fatta col cesello.\u00a0Purch\u00e9 ispirata, direttamente dalla mente di costoro. Li aiutava\u00a0lo strumento dell&#8217;osservazione. Oltre a un carro di buoi, usato per raggiungere il laboratorio. E l\u00ec gi\u00f9 polvere, schegge, blocchi piccoli e superflui, perch\u00e9 privi di corrispondenza con la sacra verit\u00e0. Ovvero il corpo umano. Che esisteva gi\u00e0 in potenza, in ogni materiale. Ma si manifesta, questa \u00e8 cosa noto, solo per la forza artificiale della mim\u00e9si, sospinta innanzi\u00a0dal supremo desiderio.<br \/>\nCon il procedere dei tempi ingegneristici, la stanza di creazione delle opere dell&#8217;uomo si \u00e8 evoluta, raggiungendo nuove vette di complessit\u00e0. Ci\u00f2 che era un tempo una comune abitazione d&#8217;ablazione, forse un po&#8217; pi\u00f9 grande del normale, si \u00e8 trasformata in capannone, poi opificio. E infine, fabbrica. Dove cambiano le regole del mondo tecnico, in funzione della scala operativa. \u00c8 una forma di miracolosa moltiplicazione: in uno spazio tanto grande, si connota la sostanza di partenza, a pochi metri di distanza e un sol contesto. Non pi\u00f9 comanda quel progetto, unico e indivisibile, della Cosa da Produrre. Poich\u00e9 ne convivono diversi; nascosti sotto il vetro ed il metallo; ciascuno supervisionato, separatamente, da uno specialista; assemblato dalla forza pura della scienza tecnica, applicata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa specifica macchina a controllo numerico (altrimenti detta CNC) \u00e8 un\u00a0modello\u00a0top di gamma fuoriuscito dalle epiche catene di montaggio della DMG Mori, storico conglomerato multinazionale tra Germania e Giappone, sapiente\u00a0compagnia che opera nel campo dell&#8217;automatizzazione fin dal 1870. Si chiama <a href=\"http:\/\/it.dmgmori.com\/prodotti\/torni\/centri-di-lavorazione-completa-turn-mill\/ctx-tc\/ctx-gamma-2000-tc-linear\" target=\"_blank\">CTX gamma 2000<\/a>\u00a0ed ha caratteristiche da capogiro. Motori multipli per un mandrino a 5 assi, con ben 4000 Nm di coppia. Dodici\u00a0attrezzi di ricambio nell&#8217;alloggiamento raggiungibile dal braccio mobile, in tempi calcolati sul 30% in meno di quelli usuali per macchine di questa classe. Controllo a due canali e zona di lavoro ampiamente variabile, a seconda della grandezza del pezzo da creare.<br \/>\nIl tutto, magistralmente raffreddato ad acqua. E mentre scorrono quei fiumi di ricircolo, ebullienti e mefitici all&#8217;olfatto (parlo per esperienza) cos\u00ec l&#8217;acqua scorre sotto i ponti. Le cose cambiano ma restano&#8230;Le stesse?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=15526\" rel=\"attachment wp-att-15526\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-15526\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Roman-Dodecahedron.jpg\" alt=\"Roman Dodecahedron\" width=\"350\" height=\"328\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco un altro pezzo, potenzialmente inutile. Come il componente dimostrativo di apertura, usato solamente per dimostrare le caratteristiche del macchinario, questo oggetto\u00a0forato e cavo parrebbe una semplice prova dell&#8217;artigiano, oppure un puro ninnolo decorativo, nato per pura e soggettiva voglia di creare. Eppure ne hanno trovati oltre un centinaio, in bronzo e pietra, risalenti all&#8217;epoca del primo e secondo secolo d.C, nelle regioni settentrionali dell&#8217;Impero Romano, soprattutto le odierne Germania e Francia.<br \/>\nQuesti dodecaedri sfaccettati, ormai da tempo, lasciano perplessi gli archeologi e conducono ad ogni sorta di\u00a0teoria, pi\u00f9 o meno probabile all&#8217;istinto. Qualcuno li associa al culto indiano di Mitra, dio del Sole, giunto in Occidente per il tramite dei contatti con la Persia. Sarebbero quindi ausili in qualche rito, oppure simboli domestici, affini alle statuette del focolare, i Lari che rappresentavano lo guardo critico di chi era venuto prima. Altri ci vedono i componenti di un bizzarro\u00a0gioco, ormai perduto, quasi si trattasse di una sorta di dadi stravaganti alla D&amp;D. Ma di certo erano troppo articolati, come forma e metodo realizzativo, per poter servire solo a questo! Soprassediamo, inoltre, sugli alieni che lasciavano piccoli pegni e le altre strampalate idee&#8230;<br \/>\nIl fatto, a mio parere, \u00e8 che la complessit\u00e0 delle forme chiama questo, soprattutto: maggiore complessit\u00e0, in un infinito ciclo ricorsivo di miglioramento. Senza il fabbro che batteva sull&#8217;incudine, non avremmo avuto un giorno le automobili. Senza l&#8217;abaco, non sarebbe stato messo assieme questa mente artificiale del computer, che comunica attraverso gli eteri del mondo. Cos\u00ec ciascun prodotto di sapienza genera, in potenza, un ulteriore seme di creazione. La meccanica ingegneristica, generalmente, viene fatta risalire alle prime catapulte e le baliste dei Romani. Quasi che il bisogno di sconfiggere il nemico, con conseguente spargimento di sangue, fosse pi\u00f9 importante di tali e tanti progressi urbanistici, civili e architettonici. Gli antichi davano i natali ad ogni tipo di creazione, esattamente come noi. Ed avevano le loro macchine, pure se pi\u00f9 semplici, naturalmente.<br \/>\nTra le teorie sul dodecaedro romano trovo interessante, in modo particolare, quella di\u00a0<a class=\"g-hovercard yt-uix-sessionlink yt-user-name \" dir=\"ltr\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCo-K7sklRFqCD3MlA2ZJiDQ\" data-sessionlink=\"ei=tmdcVNf1EpfhcP3-gagP&amp;feature=watch\" data-ytid=\"UCo-K7sklRFqCD3MlA2ZJiDQ\" data-name=\"watch\">TheMartinhallett<\/a>, qui sotto messa in video per il pubblico piacere. Lui, che il pezzo l&#8217;ha osservato a lungo e pure riprodotto (grazie all&#8217;uso di una stampante tridimensionale, ma quella \u00e8 tutta un&#8217;altra Storia) ha notato una strana successione dei diversi fori contrapposti: piccolo-medio-grande-medio, da una parte. Ed il contrario dall&#8217;altra; proprio come&#8230;Le dita della mani?! <em>Eureka<\/em>!\u00a0sembra di sentire quell&#8217;esclamazione ed ecco la ragione. Questo <em>gizmo <\/em>altro non sarebbe, dopotutto, che un telaio per creare i guanti. Ipotesi\u00a0tra l&#8217;altro compatibile con il clima freddo delle regioni di ritrovamento, guarda un po&#8217;!\u00a0Si, scienza, la presenza di un&#8217;ultima coscienza. Che le dita fredde fanno male. Ci\u00f2 che permette a un cubetto senza senso, di trasformarsi in macchina. La fonte di ogni cosa utile (oltre i\u00a0limiti della natura).<\/p>\n<figure id=\"attachment_15524\" aria-describedby=\"caption-attachment-15524\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/poGapxsanaI\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15524 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Roman-Dodecahedron-2-500x312.jpg\" alt=\"Roman Dodecahedron 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Roman-Dodecahedron-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Roman-Dodecahedron-2-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Roman-Dodecahedron-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15524\" class=\"wp-caption-text\">Non so quanto sia probabile, ma \u00e8 divertente!<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il\u00a0pezzo senza senso. 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Quattro avvitamenti contrapposti e perpendicolari, con l&#8217;aggancio per&#8230;Sbarre che&#8230; Niente, &#8230; <a title=\"Bolidi meccanici da borchie di metallo\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15523\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Bolidi meccanici da borchie di metallo\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[251,271,258,71,97],"class_list":["post-15523","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-archeologia","tag-macchine-industriali","tag-metallurgia","tag-storia","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15523","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15523"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15523\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15528,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15523\/revisions\/15528"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15523"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15523"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15523"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}