{"id":15497,"date":"2014-11-04T08:22:47","date_gmt":"2014-11-04T07:22:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15497"},"modified":"2014-11-04T08:22:47","modified_gmt":"2014-11-04T07:22:47","slug":"cera-manichino-osaka","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15497","title":{"rendered":"C&#8217;era\u00a0un manichino americano a Osaka&#8230;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/8jkMBxowHEo\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15498\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15498\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Osaka-Mannequin-500x312.jpg\" alt=\"Osaka Mannequin\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Osaka-Mannequin-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Osaka-Mannequin-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Osaka-Mannequin.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Zen-tai<\/em>! E adesso, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. \u00c8 diventato umano! Come ti fa sentire, questa cosa, stolido passante della situazione? Il nero personaggio che si anima e ti porge quella mano enorme, all&#8217;improvviso, lancia un grido gutturale e assume pose molto strane&#8230;Paura, la paura \u00e8 ovunque. Il piccolo spavento che distrugge quello grande, di aver trovato l&#8217;unico negozio che fa saldi, ancora adesso, ma non vende nulla della tua misura. Tranne un uomo minacciosamente immobile, finch\u00e9. \u00c8 un semplice fa(t)to, geometrico. Una questione di ass(a)i cartesiani. L&#8217;altezza media dei popoli dell&#8217;Asia Orientale, come da sondaggi semplici e oggettivi, risulta\u00a0sensibilmente inferiore a quella di noialtri caucasici, sia quelli provenienti dall&#8217;Europa che, oltre l&#8217;azzurro Oceano del Pacifico, dalle splendenti coste di quel mondo un tempo &#8220;nuovo&#8221;. \u00c8 facile da dimostrare. Metti due persone, metti siano occidentali, per qualche motivo tra la folla nelle strade del Giappone. Quelle brulicanti <em>avenue<\/em>, veri simboli della metropoli di Tokyo, con dozzine di individui\u00a0per ciascun metro quadrato, che camminano quasi toccandosi, con le teste giustapposte l&#8217;una all&#8217;altra. Ebbene, se l\u00ec ci fossero pure soltanto, come talvolta capita, due <em>gaijin <\/em>(stranieri) questi si vedranno subito l&#8217;un l&#8217;altro gli\u00a0occhi, quattordici centimetri sopra la folla, oltre un mare di capelli neri! Talmente sarebbe pronunciata, questa\u00a0differenza di statura. Ma qui non siamo nella capitale: questa \u00e8 Osaka, gente! E dunque, divertiamoci dinnanzi a un <em>golem<\/em> con la tuta in spandex, come fanno loro.<br \/>\nAmerica, terra di feste popolari valide all&#8217;esportazione. Perch\u00e9 pi\u00f9 laiche, nella concezione, della media d&#8217;altri popoli, ma anche nate nella civilt\u00e0 contemporanea delle immagini, che soprattutto ama creare lo spettacolo, dar luogo a situazioni strane. Cos\u00ec ad Halloween, come da copione, tutto \u00e8 lecito e permesso. Entro i limiti della ragione: soprattutto, nel caso dello scherzo. Il gesto spregiudicato di mettere qualcuno a confronto con le sue paure, per poi riderne, assieme a lui, a pericolo scampato. C&#8217;\u00e8 suggestione di rivalsa, in tale approccio all&#8217;interrelazione tra perfetti sconosciuti, ma anche un certo senso di profonda solidariet\u00e0. Oggi tocca a te, domani? Chi lo sa. Siamo tutti diavoli, all&#8217;Inferno. Sia pure questo, simulato.<br \/>\nEd \u00e8 un tema classico di tale\u00a0tipo di racconti, sussurrati nella notte d&#8217;Ognissanti, quello in cui fantasmi e mostri, finalmente, possono passare inosservati. Qualche volta, per l&#8217;effetto di una grazia selettiva: il Destino\u00a0gli fa dono, temporaneo, di un aspetto umano. O pi\u00f9 semplicemente, in mezzo a tante maschere, chi vuoi che noti, il conte Dracula grondante vero sangue, oppure la Creatura, fuori dalla sua Laguna Nera. E\u00a0cos\u00ec via. Si trattava di un crollo delle convenzioni acquisite, attentamente limitato ad una volta l&#8217;anno, che permetteva di annientare la superstizione. Accettando tutto e tutti, per quanto differenti dalla massa, addirittura: un\u00a0<em>gaijin<\/em>. Del resto \u00e8 difficile, inquadrare la remota provenienza nazionale, di chi indossa gli abiti di un manichino senza volto&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/NR2Yz3x9EJY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15499\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15499\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Tokyo-Halloween-500x312.jpg\" alt=\"Tokyo Halloween\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Tokyo-Halloween-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Tokyo-Halloween-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Tokyo-Halloween.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Eccolo, guardate: un paese che ha recentemente accettato questa festa straniera, cos\u00ec temuta dai parroci dubbiosi e dai preziosi benpensanti. Halloween, l&#8217;americana bisboccia\u00a0dei pupazzi. Certo, va applicato un valido distinguo. L\u00ec non c&#8217;era, il Carnevale. N\u00e9 la complessa rete di ricorrenze, legate alla tradizione paleocristiana e poi trasformata col procedere dei secoli, in un valido sostegno per l&#8217;accrescimento spirituale. <em>Eureka!<\/em>\u00a0Signori:\u00a0persino questo rigido e impostato\u00a0Giappone, cos\u00ec legato alle sue antiche tradizioni e storicamente poco aperto a chi viene da fuori, si \u00e8 dimostrato pi\u00f9 flessibile di noi, penisola protesa tra i diversi continenti.<br \/>\nCome si trovino i suoi giovani virgulti, dopo tale imposizione culturale, non \u00e8 difficile da\u00a0percepire. Si divertono, parecchio. In video come questi, dall&#8217;America al Giappone, c&#8217;\u00e8 una spensieratezza\u00a0collettiva che rasenta l&#8217;entusiasmo, con tanto di creativit\u00e0 visuale, variopinta, e una chiara\u00a0voglia di distinguersi dagli altri. Ci\u00f2 nonostante il flusso sia soltanto uno, la ragione sempre quella. Esserci, lasciare il segno. Venire ricordati. Non c&#8217;\u00e8 davvero un punto negativo, in tutto questo. Le novit\u00e0 sono sempre piacevoli e divertenti, se affrontate con l&#8217;approccio giusto, privo di inutili\u00a0preconcetti.\u00a0Si potrebbe, del resto, affermare che il Giappone fosse avvantaggiato. Si \u00e8\u00a0diffusa in tempi recenti, in quel paese, una visione dell&#8217;abbigliamento che trascende l&#8217;estetica della pura eleganza. Celebre \u00e8 l&#8217;immagine delle trib\u00f9 giovanili dei quartieri tokyoiti di Shibuya ed Akihabara, ciascuna riconoscibile dal modo stravagante di abbigliarsi. Abbondano, nei loro raduni, i pizzi georgiani, le capigliature scolpite in\u00a0stile anni &#8217;50, per\u00f2 amplificate mille volte. Ma ci sono anche le sembianze da cartone animato, con riconoscibili\u00a0costumi tratti dagli ultime <em>manga<\/em>\u00a0o <em>videogames<\/em>. Si potrebbe addirittura affermare, come fanno molti, che la moderna corrente culturale del <em>cosplay,\u00a0<\/em>il mascherarsi su precisa base commerciale degli adulti, sia nata proprio in questi luoghi, riuscendo ad influenzare di ritorno America, Europa ed il resto dell&#8217;Asia. Attecchendo, virulenta, in ogni paese che avesse un terreno fertile per tale attivit\u00e0.\u00a0L&#8217;unico caso, quello, in cui le maschere non\u00a0van di pari passo con la\u00a0voglia di scherzare. Quasi come se l&#8217;intabarrarsi, rendendosi irriconoscibili, desse diritto ad una sorta di gradita immunit\u00e0.<br \/>\nE Internet, chiaramente, non fa che amplificare tale sensazione. Cos\u00ec abbondano tanti\u00a0assurdi video, in cui menti alquanto\u00a0visionarie fanno il possibile, per spaventare all&#8217;inverosimile chi passa di l\u00ec. \u00c8 spesso improbabile, ci\u00f2 che ci mostrano, con scene truculente, mostri assassini e mille altre drammatiche scenette sanguinose. Quasi fosse una gara di suprema cattiveria, cosa che in realt\u00e0 non \u00e8. Perch\u00e9 scherzare senza limiti, dal punto di vista fisiologico, esporrebbe ad ogni tipo di sgradita conseguenza. Dalla reazione violenta della presunta vittima, all&#8217;arrivo problematico delle autorit\u00e0 in uniforme. C&#8217;\u00e8 chi ci crede, a tutte quelle &#8220;candid camera&#8221;, io&#8230;<br \/>\nForse resta meglio\u00a0questo modo di scherzare, gridando BUH! Che non ha nulla di psicologico, n\u00e9 potenzialmente maligno. Ma\u00a0districa i rami di mangrovia, scioglie il ghiaccio di palude. E libera il pesce gatto del divertimento, con due baffi che si estendono fino in Per\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Zen-tai! E adesso, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. \u00c8 diventato umano! Come ti fa sentire, questa cosa, stolido passante della situazione? 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