{"id":15488,"date":"2014-11-03T08:30:28","date_gmt":"2014-11-03T07:30:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15488"},"modified":"2014-11-03T08:32:01","modified_gmt":"2014-11-03T07:32:01","slug":"amplificati-dalle-corde-strumenti-inusitati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15488","title":{"rendered":"Amplificati dalle corde di strumenti inusitati"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/ypuaJLHK_LQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15489\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15489\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ghironda-500x312.jpg\" alt=\"Ghironda\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ghironda-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ghironda-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Ghironda.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci vuole tempo per costruire un edificio che resista all&#8217;incedere de secoli, la macina pericolosa del progresso. Tempo di pensare, costruire, soprattutto ricordare. Che quel determinato luogo, si, \u00e8 importante, perch\u00e9 simboleggia il senso della vita stessa. E\u00a0cos\u00ec anche\u00a0la musica, del resto. \u00a0Fra i pi\u00f9 antichi pellegrinaggi europei, il\u00a0<i>Camino de Santiago <\/i>era<i>\u00a0<\/i>un viaggio spirituale e religioso che i fedeli affrontavano, fin dall&#8217;epoca medievale, avventurandosi\u00a0per molti giorni attraverso la terra frastagliata\u00a0oppure\u00a0il mare tempestoso, fino alle coste della Galizia, nella Spagna nord-occidentale. Quindi percorrevano le strade iberiche segnate dai re di Asturias, nell&#8217;ottavo secolo, e dal vescovo di Iria, Teodomiro. Colui che studiando e ricercando, attentamente, presso un\u00a0antico cimitero di epoca romana disse: &#8220;Queste sono le ossa di San Giacomo Maggiore, apostolo, tornato da Gerusalemme per pregare. Ors\u00f9, rendiamogli onore&#8221;. Con alte mura e il buon sudore della fronte! Un giorno, qui risuoneranno voci d&#8217;angelo e le trombe dell&#8217;Apocalisse.<br \/>\nVenne deciso, dunque, che l\u00ec sorgesse la divina Cattedrale: era il 1075 d.C e ci vollero ben sette\u00a0secoli, affinch\u00e9 fosse veramente completata. Ma per certi versi, ce ne vollero anche nove. Poich\u00e9 la musica divina non proviene dai sinceri sentimenti e soltanto quelli. Serve la chiave inglese, oltre a quella di violino. La sapiente <em>symphonia<\/em>. Un giusto grado di approccio\u00a0ingegneristico, come quello che ebbe a\u00a0portare qui a Santiago, soltanto nel recente 1977,\u00a0l&#8217;organo a canne Mascioni <em>opus<\/em> 1010, con trasmissione elettrica, tre tastiere per un totale di 183 note ed una pedaliera a raggiera, con altre 32. Perfetto. E&#8230;Prima? C&#8217;era stato, dicono, un organo pi\u00f9 piccolo, di epoca e di stile barocco, parzialmente smontato, quindi utilizzato come involucro per quello nuovo. E prima ancora?<br \/>\nQuando il pellegrino giungeva, a partire dal XII secolo, presso la vasta e poderosa casa del signore, doveva attraversare\u00a0un alto portale, affinch\u00e9 i suoi peccati fossero dimenticati, come avveniva per chi raggiungesse Roma, oppur la Terra Santa d&#8217;oltremare. Veniva\u00a0chiamato questo sacro varco: il\u00a0<i>\u00b4P\u00f3rtico da Gloria<\/i>, e ricoperto di elaborati bassorilievi in pietra. Tra\u00a0di essi, figurava al centro proprio lo strumento musicale che \u00e8 venuto prima, l&#8217;<em>organistrum<\/em>. Era lungo un metro e mezzo. Era simile a un attrezzo da lavoro. Due ecclesiastici, servivano, per manovrarlo: uno spingeva i tasti, l&#8217;altro ruotava la pesante manovella, ancora e ancora, senza mai stancarsi.<br \/>\nE come le tecniche messe a frutto nella costruzione cattedrali, molto prima del loro completamento, filtrarono verso l&#8217;architettura laica, cos\u00ec avvenne per quell&#8217;invenzione musicale. Che rimpicciolita nelle dimensioni, filtr\u00f2 fino in Francia, poi Inghilterra, l&#8217;odierna Germania e anche l&#8217;Italia. Come\u00a0<i>vielle \u00e0 roue,<\/i> uno strumento, dalla tipica forma di liuto (qualcuno dice che ricordi un po&#8217; una nave) e un certo numero di corde, vibranti della voglia di\u00a0produrre il Suono. Ma come spesso capita, ci\u00f2 che conta il metodo. Non certo l&#8217;intenzione!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aveva molti nomi. Da noi la chiamavano, durante l&#8217;epoca del Rinascimento, lira tedesca, prima che s&#8217;imponesse il termine suggestivo di gironda, o ghironda, ancora in uso tra gli specialisti del settore. Nonch\u00e9\u00a0tutti coloro che hanno la capacit\u00e0 di farla gorgheggiare. Mentre al Nord di Oltremanica, terra pragmatica di pastori e di mercanti, gli inglesi coniarono il buffo binomio\u00a0<em>hurdy-gurdy<\/em>, con probabile assonanza onomatopeica, o piuttosto un riferimento all&#8217;<em>hurly-burly<\/em>, un certo tipo di gozzoviglia sregolata. L\u00ec usavano suonarla, molto spesso, assieme con le cornamuse, sfruttando la potenza innata del suo suono. Questo particolare strumento fu presto associato, soprattutto nelle terre d&#8217;Occitania, al vagabondare degli antichi menestrelli, idealmente ciechi, che la usavano per accompagnare piccole rappresentazioni da taverna, di leggende o storie popolari. In tale particolare\u00a0guisa, lo strumento venne esportato fino all&#8217;Est dei popoli slavi, diventando un simbolo dei\u00a0<em>Kobzars<\/em>, una\u00a0classe sociale di fecondi musicanti, spesso associata ai vagabondi senza fissa dimora, e per questo duramente perseguitata, specie durante l&#8217;epoca del comunismo.<br \/>\nLa leggenda nata dall&#8217;<em>organistrum\u00a0<\/em>primordiale, ad ogni modo, non accennava ad esaurirsi. Nel diciottesimo secolo, sull&#8217;onda del Romanticismo e della riscoperta delle usanze popolari, tale oggetto musicale acquisiva un nuovo grado di nobilt\u00e0, facendo la sua comparsa nei saloni Rococ\u00f2 della cultura e del potere, anche grazie all&#8217;opera di alcuni insigni compositori. Tra questi, il pi\u00f9 famoso resta\u00a0Nicolas Ch\u00e9deville (1705 \u2013 1782) con il suo &#8211; <em>Il pastor fido<\/em>, che egli ebbe addirittura il coraggio\u00a0di pubblicare sotto un falso nome: quello, guarda caso, di Vivaldi. La forma dello strumento, in quell&#8217;epoca, fu trasformata: piuttosto che un liuto, ricordava vagamente una chitarra. Ancora niente, rispetto alle remote trasformazioni del Tempo&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_15490\" aria-describedby=\"caption-attachment-15490\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/_ibIpex2tKY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15490\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15490 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Violin-Trumpet-500x312.jpg\" alt=\"Violin Trumpet\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Violin-Trumpet-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Violin-Trumpet-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/11\/Violin-Trumpet.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15490\" class=\"wp-caption-text\">Violino Stroh: le invenzioni del primo &#8216;900\u00a0cambiarono radicalmente le carte sulla tavola del suono, riportando in <em>auge<\/em> il vecchio sistema dell&#8217;archetto a mano. Anche questo strumento venne esportato nei paesi dell&#8217;Est Europa, e ancora si fa ode, occasionalmente, come accompagnamento\u00a0per le danze <em>hora<\/em> del popolo Rumeno.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La caratteristica principale della gironda era naturalmente la sua ruota collegata alla manovella. Proprio utilizzando quest&#8217;ultima per strofinare le corde, al posto del comune archetto da violino, lo strumento guadagnava la capacit\u00e0 di produrre note multiple allo stesso tempo. Almeno una continua e fissa, a fare da insistente sottofondo. Un certo numero, anche in contemporanea a scelta del suonatore, comandato da pulsanti, per la melodia. Ed un&#8217;altra, assai particolare. Venne aggiunta infatti l&#8217;innovazione, attorno al XV secolo di un ulteriore tasto sotto il corpo della cassa di risonanza, in grado di controllare un elemento ligneo detto &#8220;il cane&#8221;. Quest&#8217;ultimo avvicinava alla ruota, quando ritenuto necessario, una corda sbilanciata ad arte, che produceva una sorta di bizzarro ronzio, come il richiamo di un insetto. Sarebbe stato proprio questo, nei secoli, il marchio di fabbrica di un vero menestrello armato di gironda.<br \/>\nMa i tempi cambiano e con essi le necessit\u00e0. A seguito dell&#8217;invenzione della registrazione fonografica (1877) si scopr\u00ec che quasi nessuno degli strumenti a corde allora disponibili, con tali e tante delicate vibrazioni, fosse in grado di produrre\u00a0abbastanza decibel da muovere la puntina elettrica di registrazione, restando\u00a0impresso nel cilindro o disco rotativo. Ci\u00f2 includeva, ahim\u00e9, persino la gironda, che aveva saputo\u00a0sonorizzare tante sale da concerto, feste di paese e addirittura vaste cattedrali. Ci si rivolse ancora una volta, dunque, alla capacit\u00e0 di chi sapeva fare, ed inventare: nacquero cos\u00ec, i violini di risonanza. Una nuova classe di strumenti, generalmente metallici, in grado di amplificare all&#8217;inverosimile quel caos\u00a0desiderabile, l&#8217;armonia che nobilita le orecchie umane.<br \/>\nTra questi, come non citare, sia pure brevemente, l&#8217;affascinante violino di Stroh? Invenzione di un ingegnere elettrico londinese, che ebbe a brevettarlo nel 1899. La sua caratteristica era di disporre, invece che della tradizionale cassa di risonanza lignea, di una vera e propria tromba di amplificazione. Quella voce artificiale rinasceva, dunque: squillante! Allegra, petulante&#8230; Un vero segno dei tempi e della maniera in cui si fa di necessit\u00e0, virt\u00f9. Rumore forte non vuole dire una mancanza di finezza sopraffina. Come dall&#8217;insieme di un dipinto grande non svanisce, senza colpo ferire, l&#8217;attenzione ai minimi particolari. Purch\u00e9 l&#8217;artista&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci vuole tempo per costruire un edificio che resista all&#8217;incedere de secoli, la macina pericolosa del progresso. Tempo di pensare, costruire, soprattutto ricordare. Che quel determinato luogo, si, \u00e8 importante, perch\u00e9 simboleggia il senso della vita stessa. 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