{"id":15302,"date":"2014-10-15T09:01:01","date_gmt":"2014-10-15T07:01:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15302"},"modified":"2014-10-15T09:01:01","modified_gmt":"2014-10-15T07:01:01","slug":"lanziano-maestro-sconfigge-campioni-judo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15302","title":{"rendered":"Anziano maestro che sconfigge cinque campioni di judo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/63xMDIy3Xic\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15304\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15304\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Kyuzo-Mifune-500x312.jpg\" alt=\"Kyuzo Mifune\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Kyuzo-Mifune-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Kyuzo-Mifune-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Kyuzo-Mifune.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ah, Kyuzo Mifune! Quando nasceva quest&#8217;uomo i fratelli Lumi\u00e8re stavano ancora perfezionando, nel distante continente d&#8217;Europa, le tecniche per mettere la luce su pellicola, il primo prototipo di cinepresa. E adesso eccolo l\u00ec,\u00a0oltre 70 anni dopo tale svolta d&#8217;epoca, sul palcoscenico finale del suo dojo di una vita. Spesa\u00a0bene, molto faticosamente. Guadagnandosi, nonostante le due guerre, una reputazione di sportivo insuperabile. E la cintura nera 10\u00b0 dan, il massimo grado di quel mondo, eternamente\u00a0dedito al combattimento. Non per niente tutti lo chiamavano a quel punto, &#8220;Il Dio del&#8211;&#8220;. Questo \u00e8 uno spezzone di <em><a class=\"external text\" style=\"color: #663366;\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=46veLgINFjU\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\">The essence of judo<\/a><\/em>\u00a0un vecchio e interessante\u00a0documentario, disponibile su YouTube senza una data esatta o altre specifiche di produzione, probabilmente reperito in origine, nonch\u00e9 sottotitolato, dallo stesso utente\u00a0<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/channel\/UCBdNtPCh9zW1iXyXQtWbu6g\" target=\"_blank\">Mike Fliss<\/a>, che ne offre la versione integrale di un&#8217;ora di durata.<br \/>\nQui compare lui, lottatore leggero e apparentemente irrigidito dall&#8217;et\u00e0, rigoroso eppure privo di una massa muscolare rilevante, ormai canuto, spigoloso e invulnerabile quanto uno spietato stelo di bamb\u00f9. E l&#8217;intero\u00a0<em>gotha<\/em> tokyoita della scuola\u00a0K\u014dd\u014dkan, ove era nato, neanche un secolo prima, il concetto stesso di quest&#8217;arte marziale moderna, in cui le tecniche di epoca Muromachi (XVI sec.) venivano adattate e limitate a ci\u00f2 che fosse giusto, ed utile, al di fuori della furia di una guerra. Niente pi\u00f9 intento omicida, dunque. Ma non fraintendete questa scena! Non stiamo certo parlando, qui, dell&#8217;incontro tra un anziano istruttore in pensione e i suoi pupilli adoranti, la nuova generazione che lui stesso ha contribuito a plasmare, pronta a ricambiarlo con un gesto di rispetto collettivo, lasciandolo\u00a0trionfare per bont\u00e0&#8230; Questa durissima lezione, perch\u00e9 di ci\u00f2 si tratta, \u00e8 anche\u00a0lo scontro tra visioni estremamente differenti. Ciascuno dei giovani guerrieri coinvolti si era gi\u00e0 meritato, attraverso innumerevoli tornei ed esami, almeno il quinto o sesto grado oltre il colore nero, tracciando, con gli archi e le proiezioni disegnate dagli avversari sconfitti, una sua via del judo lunga e articolata. Che ebbe a condurlo\u00a0sopra quel <em>tatami<\/em>, dandogli l&#8217;ultima opportunit\u00e0. D<br \/>\ni superare chi \u00e8 venuto prima! Nella visione del combattimento dell&#8217;Estremo Oriente, anche contesto del mondo circostante ha un grado primario d&#8217;importanza. E finita l&#8217;epoca di transizione, dopo la fatica fatta dai predecessori, come mai potrebbero loro dar prova di essere altrettanto validi, e possenti? Se non cos\u00ec, allora&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1956, forte dell&#8217;esperienza acquisita, Kyuzo Mifune scrisse e fece pubblicare un libro,\u00a0<em>Il canone del judo,\u00a0<\/em>in cui rivedeva e suddivideva in modo differente l&#8217;intero corpus dell&#8217;insegnamento di Jigor\u014d Kan\u014d. Era impossibile superare il sacro fondatore della scuola, polimata e divulgatore, grande personaggio nella storia olimpica e dello sport tutto. Per\u00f2 si poteva edificare, sopra i suoi insegnamenti. Gi\u00e0 da tempo, come l&#8217;ultimo dei suoi amici personali\u00a0ancora praticante, il vecchio maestro Mifune aveva condizionato con la sua visione e stile d&#8217;insegnamento il flusso stesso di quel grande fiume, e adesso qualcuno affermava, non senza un certo grado di preoccupazione, che il judo successivo alla seconda guerra mondiale fosse diventato meno &#8220;duro&#8221; e pi\u00f9 &#8220;gentile&#8221;, che avesse perso il suo sentiero originario. Almeno, cos\u00ec diceva <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Trevor_Leggett\" target=\"_blank\">Trevor Leggett<\/a>, il celebre istruttore inglese.<\/p>\n<figure id=\"attachment_15303\" aria-describedby=\"caption-attachment-15303\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/fnSMKPS8C_c\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15303 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Go-Tsunoda-500x312.jpg\" alt=\"Go Tsunoda\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Go-Tsunoda-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Go-Tsunoda-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Go-Tsunoda.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15303\" class=\"wp-caption-text\">A far da contrappunto alla battaglia di apertura, ecco un esempio pi\u00f9 recente di maestro di judo alle prese con i suoi giovani studenti. Lui \u00e8 Go Tsunoda.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia di Mifune \u00e8, in un certo senso, anche quella del judo. Il futuro maestro\u00a0veniva da lontano, dalla piccola citt\u00e0 di Kuji, nella prefettura di Iwate. Era un bambino\u00a0piuttosto sregolato, a quanto si usa dire. Fu a 13 anni, nel 1896, che scopr\u00ec quest&#8217;arte marziale nuova, presso una severa scuola del Sendai, dove l&#8217;aveva mandato suo padre, per punirlo delle scorribande scriteriate ed i fastidi che aveva arrecato alla famiglia. Che fantastica ironia! A 14 anni, durante un torneo regionale, sconfisse 9 avversari di seguito. Cos\u00ec scopr\u00ec la sua passione, l&#8217;unico sentiero meritevole di essere seguito. Lo ritroviamo all&#8217;epoca dell&#8217;universit\u00e0, quando trasferitosi a Tokyo, per frequentare la prestigiosa Waseda, decide di iscriversi per frequentare il\u00a0dojo\u00a0K\u014dd\u014dkan, l&#8217;origine stessa del\u00a0suo mito. Non era facile riuscirci, a quell&#8217;epoca a cavallo tra due secoli, e richiedeva, soprattutto, la raccomandazione di un membro interno, con cui stringere un mistico patto d&#8217;alleanza. Ma lui non si perse d&#8217;animo. Pianton\u00f2, per settimane e mesi, la figura di\u00a0Sakujiro Yokoyama, detto &#8220;Il Demone&#8221; tra i pi\u00f9 forti lottatori di quell&#8217;epoca. Il quale alla fine, stanco di vederlo nel vialetto fuori casa, o forse colpito da tanta cocciuta determinazione, acconsent\u00ec all&#8217;idea. Nel 1903, Mifune si un\u00ec alla scuola stessa di\u00a0Jigor\u014d Kan\u014d. Aveva 22 anni: suo\u00a0padre, piccato per il fatto che spendesse i soldi di famiglia per qualcosa d&#8217;altro che studiare, smise di mandarglieli.<br \/>\nSegue un&#8217;epoca di successi senza pari. Mifune, auto-pubblicando un giornale che gli permetteva di mantenersi, si guadagna una reputazione d&#8217;imbattuto della scuola. Vince numerosi tornei e nel 1912, a soli 30 anni, \u00e8 gi\u00e0 istruttore con il sesto dan. Quell&#8217;anno esatto\u00a0si spos\u00f2, con una ragazza della sua nativa Kuji, su specifica richiesta\u00a0di suo padre. Ci sono molte storie, su di lui. L&#8217;amico occidentale\u00a0E. J. Harrison, a cui lui dedica il suo libro Il <em>canone del judo<\/em> (1965) racconta della volta in cui furono aggrediti insieme da un gruppo d&#8217;ubriachi, dentro un piccolo locale vicino alla scuola\u00a0K\u014dd\u014dkan. E di come lo svelto lottatore giapponese, da solo contro tutti, avesse messo in fuga 13 avversari, grazie a\u00a0pochi colpi attentamente calibrati.\u00a0A 40 anni, con un peso approssimativo\u00a045 Kg, Mifune sfid\u00f2 un campione di sumo alto un metro e ottanta, dalla\u00a0stazza complessiva di oltre due volte e mezzo la sua. Finendo per proiettarlo\u00a0in aria due minuti dopo, grazie alla sua personale interpretazione della\u00a0presa <em>uki otoshi. <\/em>Cos\u00ec\u00a0trionfava di nuovo e ancora, e ancora.<br \/>\nFinch\u00e9 non giunse, un giorno, a questo, il giorno dell&#8217;incontro predestinato. Qualcuno potrebbe affermare che i giovani studenti, tanto abili anche loro, avrebbero potuto sovrastarlo grazie alla pura forza fisica, sollevandolo di peso. Non saprei, non ne capisco abbastanza. Di certo, l&#8217;anziano Mifune si dimostra agile, per qualunque\u00a0et\u00e0. E poi, che senso avrebbe avuto? Battere &#8220;Il Dio del judo&#8221; usando tecniche da rissa di strada&#8230;Il disonore di un simile gesto sarebbe stato sconfinato. Raggiunta l&#8217;epoca della saggezza, il chi che scorre dentro al corpo umano smette di agitarsi. Immoto come uno stagno, si trasforma nello specchio che riflette il mondo delle cose. Permettendo, non soltanto al saggio di comprendere il nemico. Ma a quest&#8217;ultimo, di capire, finalmente, la Realt\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ah, Kyuzo Mifune! Quando nasceva quest&#8217;uomo i fratelli Lumi\u00e8re stavano ancora perfezionando, nel distante continente d&#8217;Europa, le tecniche per mettere la luce su pellicola, il primo prototipo di cinepresa. E adesso eccolo l\u00ec,\u00a0oltre 70 anni dopo tale svolta d&#8217;epoca, sul palcoscenico finale del suo dojo di una vita. Spesa\u00a0bene, molto faticosamente. 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