{"id":15210,"date":"2014-10-07T08:48:30","date_gmt":"2014-10-07T06:48:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15210"},"modified":"2014-10-07T08:55:21","modified_gmt":"2014-10-07T06:55:21","slug":"motociclista-specchio-migliaia-chilometri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15210","title":{"rendered":"Motociclista dello specchio lungo sei migliaia di chilometri"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/2rJujJ7WQKk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15212\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15212\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Salar-de-Uyuni-500x312.jpg\" alt=\"Salar de Uyuni\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Salar-de-Uyuni-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Salar-de-Uyuni-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Salar-de-Uyuni.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Hai visto cose che noi umani non potremmo neanche immaginare. Rettili giganti che percorrono le giungle primordiali. Masse continentali suddivise, dalla forza tettonica del magma, in dozzine d&#8217;arcipelaghi sperduti nell&#8217;Oceano. Ciascuno patria di un insetto, di un uccello e di una rana, risultanze di un diverso ramo dell&#8217;evoluzione. Le hai viste tutte, queste cose, e molte ancora. Possiedi pi\u00f9 storie, assai probabilmente, di quante sono le tue stesse nubi vorticanti,\u00a0nell&#8217;azzurro vuoto dell&#8217;immensit\u00e0. Ma non ti eri ancora\u00a0visto in volto, ricreato da uno scherzo\u00a0della luce, prima che noi mettessimo gli\u00a0specchi tra i crateri del tuo vecchio e rustico\u00a0satellite, la Luna. Apollo 11, 14 e 15: ciascuna delle tre missioni americane del &#8217;69, trasportava gli\u00a0strumenti di un esperimento ancora in corso, finalizzato alla misurazione dello spazio fra di te, \u00a0pianeta, e la tua candida consorte astrale, priva di atmosfera eppure con quel fascino antiquato, quel certo non-so-che di uno\u00a0spettrale <em>savoir-faire. <\/em>\u00c8 molto semplice: si prende un laser, lo si punta verso il cielo in quei diversi punti attentamente definiti, si misura il tempo di ritorno dai tre astrali\u00a0catarifrangenti. Eppure, soltanto un essere pensante come l&#8217;uomo, avrebbe mai potuto concepire tale cosa.\u00a0Perch\u00e9 tu, mondo senza eguali tranne i tuoi riflessi, tu di superfici lucide gi\u00e0 ne avevi. Numerose. Oltre ogni limite dell&#8217;immaginazione. Frutto, senza il minimo timore di sbagliarsi, sempre di quell&#8217;ultimo elemento, l&#8217;acqua trasparente che pu\u00f2 piegare i raggi della luce stessa, per farli tornare indietro differenti. Arricchiti di un&#8217;immagine evidente. Specchio: la superficie di una piccola pozzanghera. Specchio: un lago intero, durante una giornata senza vento. Specchio delle mie brame: la pianura salina di Salar de Uyuna in Bolivia, 10.582 Km<span style=\"color: #545454;\">\u00b2 (la maggiore in assoluto) ricoperta delle rimanenze solide\u00a0di rare precipitazioni stagionali, presto evaporate. Sale, minerali, resti delle acque eternamente riciclate. Che comunque, nel breve periodo\u00a0delle piogge\u00a0l\u00ec si trovano, a giacere indisturbati. Acqua sopra il sale, sopra il tutto. Cos&#8217;\u00e8, in fondo, un&#8217;attrezzo riflettente fatto con le mani degli umani? Se non una superficie estremamente\u00a0levigata, monocromatica, ricoperta da un manto di cristallo, il vetro&#8230;<br \/>\n\u00c8 una scena rara. Rara, soprattutto, da dimenticare. Quando l&#8217;astro del giorno si trova esattamente allo zenith, in una giornata di tarda primavera, e un sottile velo d&#8217;acqua veste una simile\u00a0regione, tanto bianca e\u00a0povera di asperit\u00e0, si materializza, d&#8217;improvviso, un magico portale. L&#8217;ottimo paradigma visuale, il doppio delle cose soprastanti. Una pista su cui correre, con due veloci ruote, in mezzo al nulla di una duplice realt\u00e0. Il cielo sotto e sopra, il vento tutto attorno, uno spettrale\u00a0<em>doppelg\u00e4nger\u00a0<\/em>di se stessi nel terreno, capovolto, che sorride, che saluta e che rimbalza d&#8217;entusiasmo sul sellino.<br \/>\nTutto in proporzione, e soprattutto, tutto quanto in ordine, rigidamente cronologico. Milioni d&#8217;anni fa, come la Luna grazie ai tre atterraggi dell&#8217;Apollo, il pianeta Terra ricevette il proprio catarifrangente. Funziona molto bene. Ad oggi, per calibrare l&#8217;altimetro dei nostri satelliti in orbita geostazionaria, piuttosto che puntarli contro il mare sconfinato, si usa proprio la pianura di Salar de Uyuna, fino a tre volte pi\u00f9 riflettente. E quasi altrettanto grande; chiss\u00e0 chi ce l&#8217;ha messo, questo specchio, e poi perch\u00e9. Chiss\u00e0 da dove, quel colui\u00a0ci osserva, e misura la distanza grazie all&#8217;uso di un potente puntatore a raggi gamma&#8230;.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_15211\" aria-describedby=\"caption-attachment-15211\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/kMzgha1Gjws\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15211 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Salar-de-Uyuni-2-500x312.jpg\" alt=\"Salar de Uyuni 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Salar-de-Uyuni-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Salar-de-Uyuni-2-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/10\/Salar-de-Uyuni-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15211\" class=\"wp-caption-text\">Il collettivo Yeti Adventure Films ha realizzato un vivido video-racconto di questa regione sperduta in mezzo al nulla sudamericano.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Salar de Uyuna, tecnicamente un altipiano, \u00e8 una desiderabile\u00a0destinazione turistica e un polo minerario di primaria importanza. Soltanto la\u00a0sua zona\u00a0sopraelevata a forma di pesce, detta <em>Isla del Pescado<\/em> ospita, nell&#8217;ordine (e qui cito Wikipedia): <span style=\"color: #252525;\">7 giacimenti archeologici della cultura\u00a0<\/span>Tiahuanaco<span style=\"color: #252525;\">, 2 rovine\u00a0<\/span>Inca<span style=\"color: #252525;\">, 30 caverne, 12 gallerie naturali ed un bosco di cactus, delle specie quirucolumbar, pillaya, piscallu, thulo, huajraguaya ed a\u00f1aguaya. L&#8217;intera localit\u00e0 contiene inoltre una quantit\u00e0 stimata tra il 50 e il 70% dell&#8217;intero patrimonio terrestre di litio, la sostanza mineraria che fa funzionare tutte le moderne batterie. Si tratta di un luogo tanto unico e prezioso che il governo boliviano\u00a0dell&#8217;epoca moderna, piuttosto che darlo in pasto\u00a0alle compagnie estere, gestisce direttamente un limitato numero di impianti di estrazione, tutti facenti parte della cooperativa Colchani, che conducono gli affari con un metodo e una pace operativa d&#8217;altri tempi. Non \u00e8 infatti inusitato, percorrendo i sentieri di una simile regione, scorgere da lontano gli addetti a questo compito faticoso che come contadini zappano il terreno, accumulando un certo numero di alti e candidi pseudo-covoni.\u00a0Ciascuno estremamente impervio\u00a0ed altrettanto granulare.<br \/>\nSi ritiene che fra i 30.000 e i 40.000 anni fa, questa intera regione fosse ricoperta da un colossale mare\u00a0preistorico, denominato Minchin, che prosciugandosi lasci\u00f2 due depositi\u00a0d&#8217;acqua pi\u00f9 piccoli, i laghi\u00a0Poop\u00f3 ed\u00a0Uru Uru, oltre alle pianure saline della\u00a0Salar de Coipasa\u00a0e la vasta\u00a0Salar de Uyuni. Le temperature diurne sono piuttosto stabili ed oscillano tra i 21 gradi (gennaio-febbraio) e 13 gradi (giugno). La notte, invece, come in tutti i deserti, si scende fino ai -9. Oltre alla sua naturale propensione a far da specchio e ai suoi numerosi siti archeologici, questa zona pu\u00f2 vantare altre significative meraviglie. Qui si accoppiano, ogni anno a novembre, tre specie di fenicotteri rosa sudamericani. La scena dei loro vasti sciami che si riflettono sul terreno, colorati come le alghe, che gli donano quella pigmentazione assai particolare, dev&#8217;essere davvero straordinaria. Oltre ad essi, la Salar, che si trova a 3.500 metri dal livello del mare, ospita un limitato numero di specie endemiche, ciascuna adattata a vivere in un luogo tanto inospitale. Qui si aggirano i culpeo, le grandi volpi andine, predatrici di ogni sorta di animale. E presso le zone ombrose ai margini della pianura, dove sono attestate alcune timide forme di vegetazione, scavano la loro tana i graziosi\u00a0vizcachas (<em>Lagidium<\/em> e\u00a0<em>Lagostomus<\/em>) simili a dei chinchilla e diffusi fino alle pampa d&#8217;Argentina. A dimostrare, ancora una volta, come\u00a0non c&#8217;\u00e8 limite alla capacit\u00e0 di adattamento della natura. Inoltre, merita una visita il vecchio cimitero dei treni arruginiti, un tempo usati\u00a0dalle prime miniere locali.<br \/>\nIl nome Salar de Uyuna \u00e8 l&#8217;unione\u00a0di due termini in lingua\u00a0Aymara, degli antichi popoli andini. Significa pianura salina (<em>salar<\/em>) del recinto, con probabile riferimento alle occasionali depressioni paesaggistiche della regione, che danno luogo all&#8217;esistenza di veri e propri isolotti sperduti in mezzo al grande nulla pianeggiante. Secondo altri, invece, quest&#8217;ultimo sarebbe stato fin da principio il nome della piccola cittadina posta sul confine del deserto, dove gli allevatori tenevano i &#8220;recinti&#8221;, per l&#8217;appunto, dei propri animali addomesticati.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 tuttavia una corrente di pensiero, assai diffusa localmente, secondo cui la <em>salar<\/em> dovrebbe prendere il nome di Tunupa, un alto monte, posto in estrema contrapposizione con le piccole strutture architettoniche degli umani. Questo rilievo sarebbe stato secondo una leggenda, in un tempo assai lontano, una grande madre, tradita nell&#8217;affetto dal suo amato, il monte\u00a0Kusku, che scapp\u00f2 via per una cordigliera assieme a\u00a0Kusina, dai picchi e dai dirupi veramente troppo conturbanti. Cos\u00ec lei, la povera Tunupa, rimasta incinta, fu costretta ad allattare le sue piccole colline, mentre piangeva, piangeva disperata. Dal suo latte e dalle lacrime, sarebbe dunque nata la <em>salar<\/em>. Quanto di vero possa esserci in una tale storia, non \u00e8 difficile da immaginare. Mentre con la moto ci si corre sopra, lo sguardo perso verso l&#8217;orizzonte&#8230;.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hai visto cose che noi umani non potremmo neanche immaginare. Rettili giganti che percorrono le giungle primordiali. Masse continentali suddivise, dalla forza tettonica del magma, in dozzine d&#8217;arcipelaghi sperduti nell&#8217;Oceano. Ciascuno patria di un insetto, di un uccello e di una rana, risultanze di un diverso ramo dell&#8217;evoluzione. Le hai viste tutte, queste cose, e &#8230; <a title=\"Motociclista dello specchio lungo sei migliaia di chilometri\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15210\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Motociclista dello specchio lungo sei migliaia di chilometri\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[731,696,730,194,195,214,87],"class_list":["post-15210","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-bolivia","tag-deserti","tag-geografia","tag-geologia","tag-luoghi-misteriosi","tag-sudamerica","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15210","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=15210"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15210\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":15218,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/15210\/revisions\/15218"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=15210"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=15210"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=15210"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}