{"id":15037,"date":"2014-09-19T08:26:06","date_gmt":"2014-09-19T06:26:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15037"},"modified":"2014-09-19T08:26:06","modified_gmt":"2014-09-19T06:26:06","slug":"giostre-impossibili-non-scenderesti-mai","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=15037","title":{"rendered":"Giostre impossibili da cui non scenderesti mai"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/RVeHxUVkW4w?t=55s\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15038\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-15038\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Centrifuge-Brain-Project-500x312.jpg\" alt=\"Centrifuge Brain Project\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Centrifuge-Brain-Project-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Centrifuge-Brain-Project-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Centrifuge-Brain-Project.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non voglio mica la Luna. Ma soltanto un Parco, in cui girare su me stesso, ribaltarmi, accelerare fino all&#8217;\u00e0pice dell&#8217;universo stesso. Potrei quasi morirne, estasiato. Nel famoso cortometraggio visionario pubblicato dalla Kurz Film Agentur di Amburgo, <em>The\u00a0Centrifuge Brain Project<\/em>, si va ben oltre i limiti di ci\u00f2 che possa effettivamente essere affrontato, senza gravi conseguenze, dalle cedevoli e utilissime interiora dell&#8217;uomo. Mettendo alla prova, addirittura, i villi di materia grigia che contengono la sua immaginazione. Che cuore gonfio d&#8217;entusiasmo, quale polmone che trattiene il fiato per la <em>suspence<\/em>, dov&#8217;\u00e8 il fegato spappolato dalla gioia? La realt\u00e0 \u00e8 diversa, grigia quanto la materia stessa. Tutta l&#8217;azione si svolgeva infatti nella mente, e nei computer,\u00a0Till Nowak, regista, ideatore, produttore, tecnico delle riprese, addetto agli effetti speciali e chi ne ha d&#8217;altro, venga innanzi. Si, se non fosse ancora chiaro, siamo nel mondo fai-da-te del piccolo cinema d&#8217;avanguardia, in cui la tecnica viene subordinata allo splendido valore delle idee. Talvolta, certo, mica\u00a0sempre. Le macchine scuotivento\u00a0progettate per il qui presente capolavoro, piuttosto, sembravano praticamente\u00a0vere. Nonch\u00e9 quasi leonardesche nell&#8217;impostazione. Merito non soltanto delle\u00a0modalit\u00e0\u00a0con cui avevano trovato genesi, delle ore e i giorni trascorsi sui programmi tridimensionali e Adobe AfterEffects. Bens\u00ec soprattutto del modo impreciso, quasi accidentale, con cui compaiono in riprese all&#8217;apparenza amatoriali. Come nel fruttuoso\u00a0film <em>The Blair Witch Project\u00a0<\/em>(1999), tra i primi fenomeni virali internettiani, brevi spezzoni di quest&#8217;opera creativa potrebbero facilmente, una volta estrapolati dal contesto, passare per l&#8217;orrenda e candida realt\u00e0.\u00a0Anzi, \u00e8 gi\u00e0 successo varie volte.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 una storia, se proprio vi interessa. Le riprese di cotante inimmaginabili giostrine, dalla sfera rotante alla catapulta da fine del mondo, sarebbero inserite nel contesto di un segmento televisivo a sfondo storiografico. Per usare il termine tecnico, stiamo assistendo a un <em>mockumentary<\/em>, il genere che prevede l&#8217;imitazione di un metodo documentaristico, con finalit\u00e0 dichiarate d&#8217;intrattenimento. E per fortuna, direi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more-->Se la cronistoria qui\u00a0narrata\u00a0fosse vera, farebbe indubbiamente una certa impressione.\u00a0L&#8217;attore Leslie Barany \u00e8 Nick Laslowicz, un canuto scienziato di non chiara provenienza e branca di specializzazione, che racconta di un progetto senza scrupoli, portato avanti dal &#8220;governo&#8221; fino a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni &#8217;70. La sua missione: migliorare\u00a0il funzionamento\u00a0dell&#8217;intelletto umano. Come, cos\u00ec! A quanto pare infatti, secondo arcane metodologie, il suo laboratorio aveva\u00a0dimostrato che i bambini sottoposti a forti sollecitazioni e brusche accelerate, in qualche maniera, crescessero pi\u00f9 perspicaci. Che assurdit\u00e0. Pensate che una di queste giostre allucinate, il Dandelion, verrebbe suggerita\u00a0in modo particolare per le donne in gravidanza. Niente di meglio, per sparare un\u00a0pupo forte e sano, che\u00a017 giri della morte su quattro poltrone sgangherate&#8230;<br \/>\n\u00c8 vero, comunque, che la capacit\u00e0 di creare tragga giovamento dalle nuove connessioni tra i diversi punti rilevanti del cervello. Questo \u00e8 il merito di ogni esperienza fatta in prima persona, piuttosto che appresa di seconda mano oppure dalle pagine di un libro: mielina rimescolata tra morbide meningi, con un grande sbattimento di neuroni. Sul successo delle ultime diavolerie meccaniche dei Luna Park, l&#8217;adrenalina certamente incide. Ma \u00e8 la soddisfazione intellettuale di poter dire: &#8220;Io c&#8217;ero, l&#8217;ho provato e adesso fatemi passare!&#8221; A guidar la mano che paga il salato prezzo del biglietto.<\/p>\n<figure id=\"attachment_15039\" aria-describedby=\"caption-attachment-15039\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/mYqp1t65Se8\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-15039\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-15039 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Batman-Six-Flags-500x312.jpg\" alt=\"Batman Six Flags\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Batman-Six-Flags-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Batman-Six-Flags-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Batman-Six-Flags.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-15039\" class=\"wp-caption-text\">BATMAN\u2122: The Ride, Six Flags Texas (previsto per il 2015) <em>rollercoaster<\/em> magnetico con quattro assi di movimento indipendenti<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni anno si va un po&#8217; pi\u00f9 avanti. Naturalmente: \u00e8 la tecnologia che segna il passo. Qualsiasi montagna russa o simile attrazione \u00e8 soltanto una macchina, che deve mettere i suoi occupanti in una situazione di assoluto e indubitabile pericolo. Per poi riportarli, ogni singola, dannata volta, sani e salvi sulla terra. Ci\u00f2 comporta numerosi accorgimenti. L&#8217;inclusione di sistemi e soluzioni che permettono di garantire la sopravvivenza. Tutti vorrebbero, come fatto dallo scienziato\u00a0Nick Laslowicz, mettere un simpatico bambino sopra un carro scatenato di assoluta e illimitata\u00a0perdizione. Che va di pari passo, questo \u00e8 chiaro, col divertimento.\u00a0Ma comporta, nel mondo effettivo delle cose, un piccolo dettaglio: le fatali\u00a0conseguenze della fine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non voglio mica la Luna. Ma soltanto un Parco, in cui girare su me stesso, ribaltarmi, accelerare fino all&#8217;\u00e0pice dell&#8217;universo stesso. Potrei quasi morirne, estasiato. 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