{"id":14869,"date":"2014-09-03T09:04:27","date_gmt":"2014-09-03T07:04:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14869"},"modified":"2014-09-03T09:09:51","modified_gmt":"2014-09-03T07:09:51","slug":"finche-non-giunsero-forgia-damasco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14869","title":{"rendered":"Finch\u00e9 non giunsero alla forgia di Damasco"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_14871\" aria-describedby=\"caption-attachment-14871\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/HLvXg7EIUvM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14870\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14871 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Forgiare-un-martello-500x312.jpg\" alt=\"Forgiare un martello\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Forgiare-un-martello-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Forgiare-un-martello-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Forgiare-un-martello.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14871\" class=\"wp-caption-text\">Torbj\u00f6rn \u00c5hman forgia un martello da forgia del peso di\u00a0circa un Kg e mezzo<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni forma di tecnologia sufficientemente avanzata \u00e8 indistinguibile dalla magia. E come Arthur C. Clarke,\u00a0l&#8217;autore di Odissea nello Spazio, ben sapeva questa cosa il Grande\u00a0Y\u01d4, semi-mitico fondatore dell&#8217;antichissima dinastia cinese degli Xia (<span style=\"color: #252525;\">XXI-XVI secolo a.C.) e primo fabbro fonditore nella storia dell&#8217;umanit\u00e0. Non a caso, tra i suoi molti titoli spiccavano\u00a0<em>traforatore delle montagne<\/em>\u00a0e\u00a0<em>il minatore felice che bonifica la terra<\/em>. Secondo la fondamentale opera <em>Memorie di uno storico,\u00a0<\/em>scritta dagli studiosi Sima Tan e Sima Qian durante il regno molto successivo dell&#8217;imperatore Wu\u00a0(140 &#8211; 87 a.C.) questo grande civilizzatore aveva ricevuto in forma di tributo, dalle nove province del suo regno, altrettanti carichi di un prezioso metallo: il bronzo, fondamento delle arcaiche civilt\u00e0. Non contento di impiegarlo solamente per forgiarne umili spade o zappe, l&#8217;eroico governante fece dunque portare una significativa parte del materiale all&#8217;interno della sua officina personale. E proprio in tale luogo, lavorando giorno e notte per un tempo imprecisato, ne trasse nove enormi\u00a0calderoni a tripode, riccamente decorati, ciascuno del peso di 30.000 Jin (7 tonnellate e mezzo). L&#8217;aspetto maggiormente affascinante di questi\u00a0giganteschi\u00a0oggetti rituali,\u00a0destinati a diventare il modello dell&#8217;intera produzione bronzea della Cina\u00a0antica, era il modo in cui presentassero dei fregi geometrici, e figure di draghi o altri esseri mitologici, non semplicemente realizzati a bassorilievo. Bens\u00ec tratteggiate in tre dimensioni, attraverso l&#8217;incorporamento sulla superficie\u00a0metallica di una diversa qualit\u00e0 di metallo, con caratteristiche e colorazione in assoluto contrasto. \u00c8 soltanto naturale, in un mondo che si perde tra le nebbie occulte della storia, identificare in un tale maestro dell&#8217;ingegneria il principio ultimo della divinit\u00e0.<br \/>\nNell&#8217;antichit\u00e0 d&#8217;Occidente, tuttavia, non siamo mai stati governati da un grande forgiatore. La civilt\u00e0 greca, tra i suoi molti immortali, celebrava l&#8217;epica opera del dio Efesto, figlio di Ares del\u00a0conflitto armato, e di Era, la personificazione femminile\u00a0della Terra stessa. Egli aveva costruito, nella sua fucina sotto l&#8217;isola di Lemnos, ogni sorta di stupenda meraviglia: il carro del Sole, l&#8217;arco di Apollo, i sandali di Ermes, addirittura lo scudo del grande Zeus, ovvero la\u00a0mitica Egida in grado di scatenare di tempeste. E inoltre riforniva di armamenti, fin dall&#8217;epoca della guerra di Troia, i principali semi-dei e tutti gli altri eroi dei piccoli e insignificanti umani. Era un genio e un fenomenale inventore, in grado di costruire, secondo alcune tradizioni, figure antropomorfe nel metallo e nella pietra, in grado di muoversi e parlare, veri e propri robot dei primordi, anticipatori dell&#8217;androide asimoviano. Ma anche un bruto sregolato, che venne cacciato dall&#8217;Olimpo dopo aver tentato di stuprare la sapiente Atena, precipitando lungo una catena fin dentro le viscere del mondo. Si parla sempre del creatore e dei suoi maggiori successi e fallimenti, dimenticandosi le umili origini del suo mestiere. Prima del primo fabbro dell&#8217;intero universo, non esistevano nemmeno gli strumenti del mestiere: nessun incudine o tenaglia, soltanto il fuoco eterno e periglioso. Persino il martello, con cui battere insistentemente il canto ritmico della tecnologia, era soltanto un aleatorio sogno nella mente dei sapienti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tra tutti gli strumenti che \u00e8 possibile forgiare nel metallo, nessuno \u00e8 tanto semplice, e puro, quanto la testa usata per colpire a fondo e dare forma alle eccessive prominenze\u00a0della cose. Un oggetto con l&#8217;unico scopo di essere pesante, per sua stessa natura, non ha bisogno di ricorrere a particolari soluzioni tecnologiche, complesse leghe o componenti. \u00c8 letteralmente un <em>billet<\/em>, quello che in italiano definiamo <em>pacchetto<\/em>, della materia da plasmare, solamente stondato ai bordi e perforato con un cuneo, per poter trovare la collocazione in cima a un manico, generalmente in legno. Ci\u00f2 non toglie che possa presentare finezze o forme assai particolari, segni inconfondibili di versatilit\u00e0 Osservando\u00a0Torbj\u00f6rn \u00c5hman nel video di apertura, mentre costruisce il suo primo martello da forgia, si intuisce un fatto di fondamentale importanza: soltanto i grandi, tra i maggiori fabbri della storia, ebbero la voglia o la necessit\u00e0 di assemblare i propri stessi attrezzi. Tutti gli altri, semplicemente, li acquistavano da terze parti.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/b2lvCcMlPQE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14870\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14872\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/ascia-500x312.jpg\" alt=\"ascia\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/ascia-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/ascia-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/ascia.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un colpo al cerchio e uno alla botte: uniformare non \u00e8 l&#8217;unico dei gesti di un qualsiasi tipo di artigiano. A volte occorre separare i confini stessi tra gli stessi atomi del mondo, interponendovi una dura e sottilissima barriera. Stiamo parlando, se non fosse chiaro, delle lame affilate, la pi\u00f9 terribile, ed al tempo utile, invenzione di coloro che sapevano plasmare il bronzo, poi il ferro e infine l&#8217;acciaio, tanto maggiormente in grado di resistere all&#8217;impiego nei maggiori campi di battaglia.\u00a0Osservando l&#8217;abile mano di\u00a0John Neeman, dell&#8217;officina\u00a0Autine Tools, si riesce ad intuire come potesse prendere forma un simile dispositivo di separazione atomistica, attraverso un procedimento virtualmente invariato da circa un millennio, e forse anche di pi\u00f9. Il suo prodotto, questa volta \u00e8 un&#8217;ascia, ma non una fatta come le altre. Si tratta infatti di un dono per il sito web Forestry Forum, che gli rimase vicino a seguito di un incidente, aiutandolo anche finanziariamente. Per metterla assieme, dunque, lui sta usando un procedimento non dissimile da quello del\u00a0Grande\u00a0Y\u01d4, usato per unire due diversi tipi di metallo: l&#8217;agemina, dal grande valore decorativo e funzionale. In questo caso, tra il <em>construction steel<\/em>, della variet\u00e0 normalmente impiegata nell&#8217;edilizia, e\u00a0il pi\u00f9 prezioso acciaio legato, con una percentuale maggiormente vantaggiosa di carbonio. In grado di tagliare tronchi, come burro. E teste (di ponte) neanche fossero salate\u00a0noccioline.<br \/>\nDi nuovo, come per la produzione del martello, uno dei momenti maggiormente delicati \u00e8 la realizzazione del foro, sulla testa ancora solamente abbozzata dell&#8217;attrezzo, il quale tender\u00e0 a sformarsi e dovr\u00e0 essere riallargato durante l&#8217;intero corso della lavorazione. Finch\u00e9 ad un certo punto, con l&#8217;opera vicina al completamento, la parte anteriore dell&#8217;oggetto verr\u00e0\u00a0portata a\u00a0biforcarsi in una sorta di doppio lembo, all&#8217;interno del quale trover\u00e0 posto il pacchetto di acciaio legato. Quest&#8217;ultimo quindi, una volta abraso, terr\u00e0 il filo meglio di qualunque alternativa. Soltanto il dio Thor era abbastanza forte da potersi accontentare della testa dura di un martello, per poter schiantare tronchi e serpi e figli dell&#8217;aspro continente di <span style=\"color: #545454;\">J\u00f6tunheimr<\/span>. Tutti gli altri preferivano tagliare, per passare oltre.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/XBAST6i4gdc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14875\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14875\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Acciaio-di-Damasco1-500x312.jpg\" alt=\"Acciaio di Damasco\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Acciaio-di-Damasco1-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Acciaio-di-Damasco1-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/09\/Acciaio-di-Damasco1.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Avrete certamente notato, durante le fasi iniziali della lavorazione dell&#8217;ascia, come\u00a0Neeman si preoccupasse di cospargerla di una curiosa polverina bianca. Non era questa una polvere magica, ereditata fin dall&#8217;epoca dei grandi imperatori, ma una sostanza chimica ben precisa, ricavata dall&#8217;elemento boro e il sodio. Prende il nome di borace veneziano, dall&#8217;unica citt\u00e0 europea che seppe dimostrarsi in grado di produrlo, grazie alle testimonianze e i viaggi esplorativi dei suoi molti naviganti. Tra cui Marco Polo, che\u00a0di certo lo conobbe\u00a0alla corte dei molti potenti d&#8217;Oriente da lui visitati, a cavallo tra il tredicesimo e quattordicesimo secolo d.C.\u00a0Questo cristallo bianco, oggi un frutto dell&#8217;industria chimica, una volta lasciato a seccare all&#8217;aria si trasforma in una polvere benefica per la siderurgia, che rende l&#8217;acciaio maggiormente malleabile e lo priva di ogni impurit\u00e0.\u00a0Venezia \u00e8 unica, per i suoi valori estetici e l&#8217;incredibile urbanistica che la contraddistingue. Ma non fu mai tale, attraverso tutto il corso delle epoche successive alla sua fondazione, dal punto di vista del <em>modus operandi<\/em>. Commerciare e spingersi fino ai limiti del mondo, al fine di portare a casa conoscenze e infinite ricchezze: questo era il credo delle navi olandesi e portoghesi, nonch\u00e9 quelle delle altri grandi repubbliche marinare. Ma c&#8217;era una citt\u00e0, presso la costa della Siria, che inviava i suoi mercanti verso le vie sull&#8217;entroterra d&#8217;Oriente, oltre che\u00a0per mare. Con lunghe carovane ben scortate, dai soldati e dalle genti turche di Damasco. A seguito del suo incorporamento nell&#8217;Impero Ottomano, questa citt\u00e0 divenne nota per un suo invidiabile\u00a0segreto, che permetteva ai suoi artigiani di assemblare spade pi\u00f9 taglienti, e resistenti, di qualunque altra (escluse forse quelle di un certo paese distante&#8230;)<br \/>\nNon \u00e8 del tutto chiaro chi avesse\u00a0inventato l&#8217;acciaio di Damasco, usato per creare le temute sciabole dei giannizzeri, l&#8217;elite guerriera\u00a0del sultano; ma si ritiene, con ottime basi storiografiche, che questo fosse stato importato dalla remota India. Dove veniva impiegato, fin da epoche assai remote (molto prima della nascita di Cristo) un certo tipo di acciaio, completamente diverso da tutti gli altri. Era questo il <em>wootz<\/em>, riconoscibile dalle infinite volute, simili ad onde, che percorrevano la sua uniforme superficie.<br \/>\nIl quale nasceva,\u00a0neanche a dirlo, da una sublime forma di magia. Bramini, sciamani o santoni, come parte di un mistico sacramento, scavavano delle grandi buche nella terra. Da cui veniva ricavato, quindi, un crogiolo di argilla refrattaria in cui fondere\u00a0il ferro. Qui si mettevano pepite del prezioso minerale, assieme a carbone e foglie di particolari piante, scelte attraverso erbari ormai perduti. La sostanza vegetale, cotta assieme al metallo, si trasformava in carbonio e l&#8217;intero impasto, lasciato raffreddare per un giorno intero, generava un particolare reticolo di cementite, praticamente infrangibile, in grado di donare ai manufatti una resistenza e un taglio senza pari. La risultanza quindi veniva indurita nella forgia, ma senza raggiungere i 750 gradi: ci\u00f2 avrebbe dissolto la stregoneria, conducendo alla produzione di una sciabola comune.\u00a0Attraverso le strade oblique del commercio, e probabilmente anche in funzione della notevole distanza tra Damasco e l&#8217;India, il procedimento originale venne completamente stravolto. Al posto del carbonio naturale, qui si usava il borato, e per favorirne l&#8217;uniforme diffusione il pacchetto metallico veniva ripiegato, fino all&#8217;ottenimento di diverse centinaia di\u00a0strati, e solamente poi forgiato nella forma desiderata. Nonostante questo, si diceva che la lama ricurva di un giannizzero potesse facilmente tagliare a met\u00e0 la canna di un moschetto europeo. E certamente molti ebbero a conoscerne la forza distruttiva, durante gli anni turbolenti successivi alla conquista di Costantinopoli, la Citt\u00e0 d&#8217;Oro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni forma di tecnologia sufficientemente avanzata \u00e8 indistinguibile dalla magia. E come Arthur C. Clarke,\u00a0l&#8217;autore di Odissea nello Spazio, ben sapeva questa cosa il Grande\u00a0Y\u01d4, semi-mitico fondatore dell&#8217;antichissima dinastia cinese degli Xia (XXI-XVI secolo a.C.) e primo fabbro fonditore nella storia dell&#8217;umanit\u00e0. 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