{"id":14768,"date":"2014-08-25T16:20:35","date_gmt":"2014-08-25T14:20:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14768"},"modified":"2014-08-25T16:20:35","modified_gmt":"2014-08-25T14:20:35","slug":"magma-argenteo-freddo-come-forno-legna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14768","title":{"rendered":"Il magma argenteo freddo come un forno a legna"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/qputaVyn7TE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14769\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14770\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Lava-di-carbonatite-500x312.jpg\" alt=\"Lava di carbonatite\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Lava-di-carbonatite-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Lava-di-carbonatite-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Lava-di-carbonatite.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non scordiamoci il pomodoro. \u00c8 la pi\u00f9 alta, mistica ed impressionante di tutte le fontane Zen per la meditazione. \u00c8 un colosso che ha radici nelle viscere del mondo, ma piuttosto pare una sorgente. \u00c8 il\u00a0vulcano tanzanese che il popolo Masai da sempre chiama:\u00a0Ol Doinyo Lengai, ovvero: la montagna di Dio. Qualifica che lo accomuna a tanti altri suoi colleghi, per\u00f2 tutti privi di cotanta\u00a0quintessenza. Perch\u00e9 non \u00e8 come il Fujiyama, tale picco, non \u00e8 l&#8217;Etna n\u00e9 l&#8217;islandese Bardarbunga. Dalla sua cima scaturisce una fanghiglia assai particolare, quasi fredda, se mai volessimo toccarla.\u00a0Mille gradi in meno della consuetudine, per un totale di &#8220;soltanto&#8221; 500. Di\u00a0una zuppa che\u00a0non \u00e8 comunque terra mista ad acqua, come avviene nei crateri\u00a0dei massicci di Berka in Romania. Ma vera pietra liquida detta\u00a0carbonatite o natrocarbonatite, sostanza mista a terre\u00a0rare e stronzio, bario, niobio. Una lava differente, osservabile, ai nostri giorni, solamente in questo strano\u00a0luogo. Il cui\u00a0colore pare quello del mercurio, dell&#8217;argento, delle nubi di una sera sul finir d&#8217;agosto. Non vorreste visitarla, un po&#8217; assaggiarla?\u00a0Per\u00a0una spedizione, mai pianificata, da portare avanti\u00a0con un forte\u00a0piglio sperimentativo. Se ci siamo, adesso \u00e8\u00a0ora\u00a0di mangiare. Di appoggiare\u00a0questa\u00a0pizza sopra il flusso di fanghiglia quasi incandescente, definito in gergo <em>hornito<\/em>. Tempo di cottura: tre minuti, almeno. Si consiglia l&#8217;uso di un tegame con coperchio. Per salvare i denti, la purezza dell&#8217;impasto ed il colore&#8230;<br \/>\nEternamente bianco.\u00a0Tale\u00a0massiccio alto poco meno di 3000 metri, appartenente alla macro-famiglia conica degli stratovulcani, \u00e8\u00a0sicuramente uno dei pi\u00f9 interessanti al mondo. La sua unicit\u00e0 spicca gi\u00e0 guardandolo da lontano: perch\u00e9 pare, al primo e anche al secondo sguardo, che sia del tutto\u00a0ricoperto dalla neve. Situazione, questa, estremamente\u00a0poco probabile\u00a0tra il 13\u00b0 e il 14\u00b0 parallelo, nell&#8217;Africa sud-orientale della Rift Valley, al di sotto delle nubi e dove piove soltanto per due mesi l&#8217;anno. Ma basta avvicinarsi per capire che\u00a0si tratta in realt\u00e0 di uno strato di calciti, sodio solidificato (simbolo chimico Na, da cui il termine natrocarbonatite) e una pletora di elementi alcalini,\u00a0impalliditi\u00a0come di consueto al primo contatto dell&#8217;aria.\u00a0Lungamente ricercata e soltanto infine\u00a0concessa, per la forza della fisica, a tali abissali fluidi provenienti dal mantello stesso della Terra. Non \u00e8 davvero importante\u00a0quanto sia insistente l&#8217;erosione. Perch\u00e9 il manto candido si ispessisce di continuo,\u00a0durante le frequenti eruzioni, sia esplosive che effusive, di questo bellicoso\u00a0cugino del Kilimangiaro. Quel gigante silenzioso sito a meno di 200 Km verso ovest con i suoi sei chilometri dall&#8217;altezza, all&#8217;estremit\u00e0 opposta della tropicale cordigliera.\u00a0Dotato, lui davvero, dell&#8217;eterno ghiacciaio del Rebmann, fredda particolarit\u00e0 concessa solamente a un tale monte,\u00a0che non erutta da almeno 170 anni.\u00a0<span style=\"color: #252525;\">\u00a0Tutto\u00a0il contrario dell&#8217;esuberante Ol Doinyo Lengai, con la sua\u00a0furia\u00a0reiterata e pervasiva. In quanto\u00a0il nostro protagonista, piuttosto\u00a0che farsi forza\u00a0dei comuni\u00a0silicati magmatici, viscosi e proni all&#8217;accumulamento per un alto numero di generazioni (finch\u00e9&#8230;)<br \/>\nHa questo fluido strabiliante, simile all&#8217;argentovivo, proveniente da sostanze misteriose. Spinto innanzi, tanto spesso, dall&#8217;apporto di una forte componente di gas, tra cui il diossido di carbonio, da sempre\u00a0direttamente proporzionale alla ribalderia di un monte sputafuoco. Lui, in particolare, si \u00e8 infatti scatenato molte volte durante il corso dello scorso secolo e poi di nuovo nel 2007, nel 2008, nel 2010 e nel 2013, quando form\u00f2 una nube piroclastica da far invidia a certi terribili film statunitensi. Con un&#8217;importante differenza: ci\u00f2\u00a0che \u00e8 rimasto, al diradarsi del fumo irrespirabile, sopra il suolo di queste\u00a0regioni praticamente\u00a0disabitate. Un tesoro della massima entit\u00e0, soltanto di recente\u00a0ricercato&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/LKnYv7OwcqY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14769\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14769\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Lava-di-carbonatite-2-500x312.jpg\" alt=\"Lava di carbonatite 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Lava-di-carbonatite-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Lava-di-carbonatite-2-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Lava-di-carbonatite-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;La gente ama i diamanti. Farebbe tutto per averli&#8230;&#8221; Ne parla con un entusiasmo spontaneo e coinvolgente, nonch\u00e9 uno spiccato accento russo, il Prof.\u00a0Dima Kamenetsky dell&#8217;Universit\u00e0 della Tasmania, mentre osserva dei campioni di carbonatite sotto il suo ponderoso microscopio elettronico, giusto dopo averli riscaldati a 1500 gradi. Ad aiutarlo in tale missione apparentemente impossibile, una sorta di piccolo fornello al platino, che lui chiama <em>heating station<\/em>, in grado di ricreare le condizioni termiche delle viscere da cui provengono i soggetti del suo studio. Sembra assurdo che simili\u00a0pietre, solidificatosi appena l&#8217;anno scorso,\u00a0possano ricondurci alle origini dell&#8217;intero Sistema Solare. Eppure,\u00a0non a caso sono il frutto del matrimonio tra\u00a0l&#8217;aria limpida ed il\u00a0magma sorto dai crateri dell&#8217;<span style=\"color: #252525;\">Ol Doinyo Lengai, piuttosto che sterili campioni risalenti a milioni d&#8217;anni fa. Da tale punto di vista, la\u00a0scelta di questo\u00a0luogo di partenza non \u00e8 solo conveniente, ma praticamente automatica. C&#8217;\u00e8 infatti una sola fonte attiva di carbonatiti, a questo mondo, bench\u00e9 esitano alcuni\u00a0depositi di epoche trascorse, in regioni remote della Cina e negli Stati Uniti, in Svezia ed in Turchia. Anch&#8217;esse mete praticamente obbligate per innumerevoli istituzioni di ricerca, oltre che degli appassionati, come il Prof. Kamenetsky, che afferma: &#8220;Io posseggo una fortuna straordinaria. Il mio hobby \u00e8 anche la mia passione.&#8221;<br \/>\nA cosa potranno servire tali\u00a0studi&#8230; Beh, praticamente non c&#8217;\u00e8 limite. Lui tratteggia un chiaro\u00a0paragone: relativo a\u00a0come la kimberlite, la roccia peridotitica che prende\u00a0il nome <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Kimberley_(Sudafrica)\" target=\"_blank\">da un importante centro metropolitano del Sudafrica<\/a>, nasconde al suo interno una copiosa componente di diamanti. Mentre nella carbonatite si trovano\u00a0le cosiddette terre rare, riunite sotto la categoria scientifica REE. Un gruppo di elementi con molte valide applicazioni, nella costruzione\u00a0degli ultimi\u00a0processori informatici, delle fibre ottiche e dei magneti\u00a0ad alto potenziale. E che talvolta prendono il nome dal singolo luogo, in tutto il mondo, presso cui sono state rinvenute. Mentre la Tanzania aspetta la sua imponderabile ricchezza&#8230; Soprattutto,\u00a0lo scienziato ospite cita l&#8217;impareggiabile neodimio, una sostanza estremamente utile in potenza\u00a0e che un giorno potrebbe costituire, in larghissima maggioranza, il carburante per far\u00a0muovere le automobili e gli altri dispositivi\u00a0che noi utilizziamo quotidianamente: computer, cellulari, tablet&#8230; Mai ricaricati, sempre pronti all&#8217;uso per la luce riflessa del nucleo stesso di questo stesso pianeta. Un mondo, solo apparentemente, ormai\u00a0allo stremo. Quando invece sono innumerevoli\u00a0le risorse che ancora ci nasconde, se qualcuno\u00a0ha la voglia di cercarle veramente a fondo.<br \/>\nOrmai da decenni, si parla dell&#8217;imminente esaurimento dei carburanti fossili, la mera risultanza della decomposizione degli antichi esseri viventi. Roba da nulla, in termini geologici! E di come gli affioramenti di materie radioattive, di\u00a0uranio e similari, siano la potenziale fonte di un incommensurabile mare di disgrazie. Indubbiamente, il rischio del progresso \u00e8 una costante dell&#8217;umanit\u00e0. E scavare fino alle profondit\u00e0 di un mondo ancora da scoprire, largamente al di fuori della nostra portata; per il momento. Forse anche per sempre, miei amici giocatori di Minecraft! Ma potremo sempre\u00a0ascoltare l&#8217;impercettibile respiro di una simile voragine verso il profondo, come questa. Una\u00a0via d&#8217;accesso nascosta nel sottosuolo\u00a0della Tanzania, simile, nella portata,\u00a0ad un&#8217;inesplicabile Stargate delle infinite possibilit\u00e0. E adesso, sar\u00e0 pronta quella pizza di cui sopra&#8230;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non scordiamoci il pomodoro. \u00c8 la pi\u00f9 alta, mistica ed impressionante di tutte le fontane Zen per la meditazione. \u00c8 un colosso che ha radici nelle viscere del mondo, ma piuttosto pare una sorgente. \u00c8 il\u00a0vulcano tanzanese che il popolo Masai da sempre chiama:\u00a0Ol Doinyo Lengai, ovvero: la montagna di Dio. 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