{"id":14759,"date":"2014-08-24T15:38:27","date_gmt":"2014-08-24T13:38:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14759"},"modified":"2014-08-24T15:38:27","modified_gmt":"2014-08-24T13:38:27","slug":"dilemma-cavolo-cane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14759","title":{"rendered":"Il dilemma del cavolo e del cane"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/uDJEyAVZM80\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14760\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14762\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Maymo-Vegetables-500x312.jpg\" alt=\"Maymo Vegetables\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Maymo-Vegetables-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Maymo-Vegetables-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Maymo-Vegetables.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E del broccolo e della banana. Del porro, della rutabaga e della salvia. O della mezza melanzana. Pu\u00f2 il cane, divorare i peperoni? Il limone da cui prende il suo colore? La scar\u00f2la, un pezzo di radicchio, lo spinacio e la biancastra foglia dell&#8217;indivia belga? Certamente, che domande. Se\u00a0gli piace, addirittura. Ma non tutto fa verdura: ogni valida primizia\u00a0della terra, nell&#8217;ultimo video di Maymo &#8220;The Cute Dog&#8221;, viene posta sulla cima della sua graziosa\u00a0testa e soppesato. Affinch\u00e9 i principi maggiormente\u00a0nutritivi di ciascuna cosa possano acquisirsi per osmosi, dallo sguardo di quel muso bianco e un p\u00f2 rosato. Carico di un bizzarro sentimento, della devozione e di pazienza, soprattutto quest&#8217;ultima, nonostante\u00a0le bizzarre imposizioni del padrone, in dura marcia verso la celebrit\u00e0. Sembra di sentirlo articolare una parola, a un tale\u00a0cane&#8230;A me, ancora! (Di salvezza).<br \/>\n\u00c8 del resto un lemon-beagle, questo, che ben conosce le ragioni della fama digitale: ogni settimana, sospinto dall&#8217;aspettativa di ricevere una manciata di biscotti, si lascia coinvolgere in diverse situazioni. Molto differenti dalla vita quotidiana, l&#8217;insegna di un quadrupede comune. Ti sorprender\u00f2. Disse l&#8217;uomo senza volto al suo migliore amico: c&#8217;\u00e8 un continuo crescere dei presupposti, tra lo tsunami di palline, l&#8217;incontro con lo squalo-dirigibile, gli abiti ridicoli e le corna di renna e cos\u00ec via. Che, per l&#8217;appunto, mai furono particolari come\u00a0questi dell&#8217;ultimo <em>exploit<\/em>, n\u00e9 tanto carichi di controsensi. In quanto \u00e8 noto che, nonostante sia teoricamente onnivoro, il cane non gradisce le verdure. Nella ciotola, n\u00e9 tantomeno innanzi ai propri occhi, come capita coi cuccioli, posti a confronto con oggetti poco\u00a0adatti ai loro teneri\u00a0palati.\u00a0Ma che lo sembrano, dal primo sguardo e dall&#8217;odore. E chi non ha presente la classica scena del cagnolino, oppure cagnolone mai cresciuto, che saltella intorno ad un limone, ad un fagiolo o una noce dentro il guscio. Devo&#8230;mangiare&#8230;ma?!\u00a0Il nesso ultimo di un irreale\u00a0show: dare prova finalmente, in barba a tutti i cani militari sottoposti a duri addestramenti, che l&#8217;unica salsiccia che profuma \u00e8 quella della mente. Ed \u00e8 inutile, invero, sventolarla come prova irresistibile d&#8217;autocontrollo. Il cane vuole, sopra ogni altra cosa, che sia soddisfatto il suo padrone. Non la patria, n\u00e9 la divisa o il medaglione del suo battaglione. Soltanto quando\u00a0ci\u00f2 \u00e8 impossibile, talune volte pensa a se. [Bark, bark!] E cos\u00ec via, cocomero e carota. Quanto dura, dannazione? Cento, CENTO tra frutti e verdure, dall&#8217;A di asparago alla Z di zucchina, l&#8217;aureo cane ha ricevuto, alla\u00a0media di uno per secondo, collocati attraverso alcuni lunghi mesi di lavoro, tentativi e la ricerca, lo sviluppo di particolari soluzioni. Alcuni degli oggetti alimentari in questione, troppo tondeggianti per poter trovare posto sopra il cranico emisfero della belva, sono stati lavorati come fossero cappelli. Da una mano sempre posta fuori della scena, affinch\u00e9 sia chiaro chi \u00e8 il protagonista: solamente lo stupendo tavolino, vivido e vivente, ma pacifico, latente. Che\u00a0parr\u00e0, di volta in volta, un pompiere o un poliziotto, il centrotavola di un pranzo luculliano. Piuttosto che l&#8217;improbabile ballerino, di un pomeriggio a perder peli, presso il carnevale di Rio de Janeiro. Quanta calma, ci dimostra. E quale pace d&#8217;animo assoluta. Finch\u00e9, dopo un lungo pazientare, non riceve in dono un cavolo indifeso, da fagocitare:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/613jNriSGQw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14761\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14761\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Maymo-Cabbage-500x312.jpg\" alt=\"Maymo Cabbage\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Maymo-Cabbage-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Maymo-Cabbage-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Maymo-Cabbage.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 il cerchio della vita. La gazzella fa un banchetto di quel verde tappetino, l&#8217;unico rigoglio che caratterizza la savana. Erba semplice, priva d&#8217;ineffabile bellezza, risucchiata un filo dopo l&#8217;altro e senza un grammo di piet\u00e0. Per tornare, un giorno non lontano, a fargli da concime, direttamente dalla pancia del leone; tutto scorre, si ricicla. Finch\u00e9 non diventa nobile, in\u00a0trasformazione.<br \/>\nL&#8217;origine delle piante appartenenti al genere <em>Brassica<\/em>, caratterizzate dal compatto nucleo di foglie che viene definita &#8220;palla&#8221; o &#8220;testa&#8221;, si perde tra le nebbie delle epoche remote. Si ritiene che il cavolo selvatico, in origine, crescesse sui declivi rocciosi e presso le zone costiere, data la sua bassa tolleranza verso le altre specie vegetali. Secondo i resoconti del filosofo Teofrasto, vissuto durante il terzo secolo a.C, gi\u00e0 i greci possedevano il segreto della sua coltivazione, mentre gli Egizi, bench\u00e9 venuti prima, non ebbero questa fortuna. N\u00e9 il clima adatto per l&#8217;importazione. Sono inoltre numerose le testimonianze d&#8217;epoca Romana, tra cui quella del politico\u00a0Lucullus, che lo considerava una verdura inadatta alla tavola dei nobili patrizi. Era questo, infatti, un cibo proveniente da lontano, dalle terre barbare e distanti.\u00a0In particolare,\u00a0gli abitanti delle trib\u00f9 britanniche\u00a0lo definivano <em>cawel. <\/em>E fu dunque da quelle regioni nordiche e isolane, durante l&#8217;alto medioevo, che questa verdura venne reintrodotta nell&#8217;intero continente europeo, a partire dalla Francia e verso Oriente, addirittura. Finch\u00e9 nel XVI secolo, lo stesso sultano Selim III non ebbe a scrivere scherzosamente, dalla sua\u00a0ricca e splendida capitale d&#8217;Istanbul: &#8220;Senza cavolo, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Halva\" target=\"_blank\">l&#8217;halva<\/a> non potr\u00e0 mai\u00a0dirsi davvero\u00a0completa&#8221;. Quale saggezza! Ma nel frattempo, anche i cani erano progrediti. E le dame d&#8217;Inghilterra, fin dall&#8217;epoca della regina Elisabetta I, erano solite portare nella borsa un particolare beniamino, il cosiddetto cane da guanto o da bisaccia. Era, questo minuto essere, il prototipo del beagle, nato dagli incroci ad arte tra i diversi agenti quadrupedi\u00a0dell&#8217;eterna caccia alla volpe. Bestia, quella si, davvero molto sfortunata. Largo al nuovo marchio di fabbricazione: meno svelto del levriero. Certamente inerme rispetto alla forte tenacia\u00a0del tipico foxhound. Eppure destinato, grazie agli sviluppi della societ\u00e0 moderna, a diventare pi\u00f9 diffuso di entrambe quelle razze, e cos\u00ec amato dalle vaste moltitudini del web. Proprio come quella testa verde d&#8217;ineffabili potenzialit\u00e0.<br \/>\nIl cavolo, verdura nobile, ricca di anti-ossidanti e benevola per la salute. Quale cibo migliore per\u00a0il nostro caro cane&#8230;Aspetta un po&#8217;! Beh, in effetti ci sono opinioni contrastanti. Alcuni dicono che tale cibo, per qualsiasi razza di cane, sia un vero toccasana, in grado di rendere lucido il pelo e allontanare ogni principio di malanno. Altri fanno notare una pesante, odorosa problematica: quando i nostri amici a quattro zampe se lo mangiano, soprattutto se crudo, sviluppano un problematico accumulo di gas. \u00a0Per non parlar del seguito. Grandi quantit\u00e0 di tale verdura, dato il contenuto dell&#8217;anione di tiocianato, potrebbero (teoricamente) causare l&#8217;ipertiroidismo. Ma questo \u00e8 vero anche per gli umani e, del resto, con il cavolo come con\u00a0tutte le altre cose, di\u00a0moderazione, virt\u00f9. Lo diceva anche Teofrasto, nei suoi\u00a0trattati: <em>Sulle sensazioni<\/em> e <em>Sulle rocce.\u00a0<\/em>Queste ultime in particolare, davvero, assai indigeste ai cani di ogni foggia, razza e dimensione.\u00a0Per non parlare\u00a0delle pere, di altri alberi dannati&#8230;<\/p>\n<figure id=\"attachment_14760\" aria-describedby=\"caption-attachment-14760\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/e1CODyKwkXI\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14760 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Doggies-Cabbages-500x312.jpg\" alt=\"Doggies Cabbages\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Doggies-Cabbages-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Doggies-Cabbages-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/Doggies-Cabbages.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14760\" class=\"wp-caption-text\">Anche i cani giapponesi sanno apprezzare il gusto inconfondibile del cavolfiore. Chiss\u00e0 che splendido concerto, di l\u00ec a poco&#8230;<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E del broccolo e della banana. Del porro, della rutabaga e della salvia. O della mezza melanzana. Pu\u00f2 il cane, divorare i peperoni? Il limone da cui prende il suo colore? La scar\u00f2la, un pezzo di radicchio, lo spinacio e la biancastra foglia dell&#8217;indivia belga? Certamente, che domande. Se\u00a0gli piace, addirittura. Ma non tutto fa &#8230; <a title=\"Il dilemma del cavolo e del cane\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14759\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il dilemma del cavolo e del cane\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[274,125,222,70,89,673],"class_list":["post-14759","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alimenti","tag-animali","tag-cani","tag-divertente","tag-strano","tag-verdure"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14759","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14759"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14759\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14767,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14759\/revisions\/14767"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14759"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14759"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14759"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}