{"id":14617,"date":"2014-08-11T16:05:02","date_gmt":"2014-08-11T14:05:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14617"},"modified":"2014-08-12T15:42:01","modified_gmt":"2014-08-12T13:42:01","slug":"nascita-aeroplano-virtuale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14617","title":{"rendered":"Nascita di un aeroplano virtuale"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/4J-8X43rFkg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14618\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14619\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/CAE-simulator-500x312.jpg\" alt=\"CAE simulator\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/CAE-simulator-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/CAE-simulator-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/CAE-simulator.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un uomo \u00e8 seduto dentro a un uovo bianco dal diametro di qualche\u00a0metro,\u00a0in equilibrio su tre zampe, dentro a un hangar bene illuminato. Cosa sta facendo? Dove sta volando? \u00c8 un 737, quello? Sembra quasi, in quest&#8217;epoca di <em>unboxing<\/em>\u00a0per partito preso, che le scatole siano diventate pi\u00f9 importanti dei loro contenuti. I giovani appassionati di tecnologia che ricevono il pacchetto dal corriere, non lo aprono semplicemente con due colpi di coltello e una sapiente sforbiciata. Niente affatto: pregustano, piuttosto, quel momento splendido dell&#8217;accensione, corroborando le meningi con l&#8217;accarezzamento del cartone.\u00a0Documentando, per i posteri digitali, ogni passaggio del complesso disimballo. Le\u00a0aziende di maggiore fama, ormai lo sanno. E brandizzano appropriatamente ogni lato del contenitore con pomi lucidi, sapienti\u00a0monogrammi sagomati, lettere maiuscole e argentate. Fa eccezione, l&#8217;Ikea. Poich\u00e9 quello che si presenta ancora da montare, non ha una confezione che sia degna di essere mostrata. Sarebbe, in fin dei conti, anche il frutto delle mani e della mente\u00a0di chi lo rende infine utilizzabile, direttamente nei locali della propria residenza. Giustamente dunque\u00a0si presenta, prima di allora come un parallelepipedo semplicemente marrone. Tanto maggiormente ricco di derivazioni nella vera vita vera. Il pilota \u00e8 nella scatola, dunque. Che\u00a0sorpresa. E\u00a0che scatola! Ha un prezzo approssimativo di 16 milioni di dollari, questo sfolgorante nuovo acquisto della compagnia aerea Alaska Airlines, un simulatore <em>full-flight<\/em>\u00a0dell&#8217;azienda canadese CAE, tra i leader\u00a0indiscussi del settore, operativa da oltre 50 anni. Qui portato ed assemblato, nel giro di appena tre minuti, grazie all&#8217;appassionante approccio del\u00a0<em>time-lapse<\/em>. Il gioiello tecnologico appartiene alla serie\u00a07000XR, nota per l&#8217;affidabilit\u00e0, il realismo e l&#8217;alto grado di mobilit\u00e0 degli attuatori\u00a0idraulici che lo sostengono e caratterizzano. Oltre\u00a0alle scene realistiche messe in mostra sul suo schermo panoramico ad avvolgimento. Atterraggi, decolli, turbolenze, tempeste, tifoni apocalittici. Tutto pu\u00f2 succedere nel regno empirico della teoria. Eppure chi non ha sperimentato qualche cosa, avr\u00e0 difficolt\u00e0 a figurarsela con l&#8217;occhio della mente, nonostante le vivide descrizioni e precise procedure dei suoi testi di studio. Occorre, presto o tardi, fare pratica sul vero mezzo di trasporto. E risulta\u00a0facile, nel campo dell&#8217;addestramento pratico, mettere in atto determinati\u00a0scenari quotidiani: come un maturando\u00a0che debba prendere la patente, un pilota pu\u00f2 approcciarsi a quelle\u00a0procedure usuali fin da subito, a patto di avere un istruttore accanto. Non serve neanche il foglio rosa. Ma le situazioni d&#8217;emergenza, pericolose per definizione, sono impossibili da sperimentare, senza un vero rischio per chi vive sotto&#8230;Proprio per questo, \u00e8 tanto importante l&#8217;informatizzazione dei corsi di volo. Soltanto in questo modo, al momento di conseguire il sospirato brevetto, un pilota potr\u00e0 aver gi\u00e0 disporre di esperienze valide a salvare la sua vita. E assieme ad essa, quella dei suoi molti passeggeri.<br \/>\nIl primo simulatore di un velivolo risale al\u00a0<span style=\"color: #252525;\">1909, quando la compagnia francese Antoinette fece costruire un sistema per far comprendere agli acquirenti\u00a0il funzionamento\u00a0del suo nuovo monoplano. Lo strano aereo, infatti, utilizzava un particolare sistema di comando, basato su due ruote, una a destra ed una a sinistra del pilota, per controllare rispettivamente rollio e beccheggio, grazie a poderosi colpi di reni. L&#8217;oggetto, simile ad un barile, era montato sopra un perno omnidirezionale, affinch\u00e9 un assistente (bene informato sui fatti) potesse riorientare il tutto sulla\u00a0base dei gesti messi in atto dall&#8217;aspirante, nerboruto pilota. Durante le due guerre mondiali, evoluzioni di questo pionieristico dispositivo furono messe a frutto dalle principali nazioni industrializzate. Il Link Trainer americano, dalla famosa colorazione azzurra, era fornito di sistemi automatici per la simulazione del movimento, perfettamente sincronizzate con i comandi della cabina. Oscurando i vetri della stessa, era dunque possibile mettere in scena una ragionevole approssimazione del volo notturno strumentale. \u00a0Di linee sulle mappe, e relative trasvolate, da quell&#8217;epoca ne abbiamo disegnate\u00a0molte. Giungendo, infine,\u00a0allo strumento della Luce Virtuale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/cZWkiQgW8Ho\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14618\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14618\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/CAE-simulator-2-500x312.jpg\" alt=\"CAE simulator 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/CAE-simulator-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/CAE-simulator-2-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/08\/CAE-simulator-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non a caso la simulazione di volo risulta essere tra le prime applicazioni dei computer pre-moderni, almeno quello che disponessero di sufficienti capacit\u00e0 di elaborazione. Fin dagli anni &#8217;60, presso le compagnie aeree iniziarono a comparire alcuni\u00a0massicci <em>mainframe<\/em> di\u00a0<span style=\"color: #252525;\">Concurrent, Encore, Harris ed IBM, ciascuno dotato, oltre che della tastiera e del monitor, di pedali, cloche e altri dispositivi di comando.<br \/>\nIniziava, gi\u00e0 in quell&#8217;epoca remota, la ricerca della\u00a0verosimiglianza digitale. Le priorit\u00e0 di un simulatore di volo professionale, naturalmente, sono molto diverse da quelle di un moderno\u00a0videogame. Piuttosto che\u00a0il realismo estetico dell&#8217;Hudson River, da perlustrare grazie all&#8217;iconico Cessna ad ala alta, qui si cerca una fedelt\u00e0 dei maggiori punti di riferimento visuali.\u00a0Invece che dedicarsi solo all&#8217;indimenticabile e ormai chiuso aeroporto di Meigs Field, a Chicago, con vista privilegiata sul grande lago Michigan, luogo simbolo della serie\u00a0<em>Microsoft Flight Simulator, <\/em>i programmatori cercheranno\u00a0di riprodurre fedelmente il maggior numero possibile di piste usate per il volo commerciale. E perch\u00e9 no, anche militare. C&#8217;\u00e8 una famosa citazione sulla guerra attribuita, fra gli altri, all&#8217;autore americano\u00a0Barry Holstun Lopez. Molti piloti l&#8217;hanno fatta propria: &#8220;Ciascuna\u00a0missione [di volo] si compone di lunghi periodi di noia. E pochi secondi di assoluto terrore&#8221;: l&#8217;attimo in cui si scorge l&#8217;ala del nemico. Quando il bombardiere della Grande Guerra, attraversata la turbolenta Manica, si approcciava al fuoco della contraerea, la mano dell&#8217;addetto allo sgancio ben salda sul mirino delle bombe. \u00c8 una crudele realt\u00e0, quella di chi ha il compito di svolgere dei compiti tanto rischiosi. E dolorosi. Che proprio per questo, ben si presta alla rappresentazione simulata. Affinch\u00e9 l&#8217;esperimento teorico possa servire, in qualche misura, a dimostrare i meccanismi interiori collegati alla pressione del drammatico bottone rosso, lo\u00a0strumento fin troppo divertente\u00a0da impiegare.\u00a0Possibilmente,\u00a0solo nello spazio digitale.<br \/>\n\u00c8 utile immedesimarsi. Come si usava fare, fino a qualche tempo fa, grazie all&#8217;impiego dei simulatori per PC casalinghi. Fino alla prima met\u00e0 degli anni 2000, quando ancora nei negozi specializzati si trovavano strane apparecchiature a fusto verticale, con due pulsanti\u00a0sulla cima, altri quattro nella piantana e qualche volta una manetta per la potenza del motore: erano i <em>joystick<\/em>, ben diversi dalle odierne periferiche di gioco, astrattismo puro quanto quello di un telecomando. Che servivano, oltre a muovere le immagini su schermo, anche a portare noi stessi, giocatori, nel pieno centro dell&#8217;azione di volo. Non \u00e8 poi cos\u00ec diverso\u00a0dalla realt\u00e0,\u00a0spostare un aeroplano solamente immaginario, ma rappresentato con ragionevole fedelt\u00e0 visuale e di funzionamento. Con invece che una carlinga tutto attorno, un computer sotto il tavolo. Ci si perdeva, in questa opposizione estrema al concetto di gioco dotato di un protagonista ed una storia. Nel quale non si interpreta altro ruolo, che quello di se stessi, ma all&#8217;interno di un aereo (o un&#8217;automobile, un&#8217;astronave). Il monitor poteva diventare, in tale modo, come una finestra verso situazioni pienamente possibili, comunque fantasiose. Ed aveva, in aggiunta all&#8217;intrattenimento, una spiccata componente educativa.<br \/>\nSuccede cos\u00ec, durante il video dell<em>&#8216;unboxing<\/em> e del montaggio del simulatore CAE, al ritmo di una musichetta degna dei migliori ascensori, che si finisca per desiderarlo. Proprio allora l&#8217;applicazione di un titanico adesivo con un volto d&#8217;Inuit, logo della compagnia di volo, rivendica la propriet\u00e0 e conclude l&#8217;esperienza. Peccato! Chiss\u00e0 se prima o poi, almeno in qualche museo, qualcosa di simile non ci riesca di provarlo in prima persona&#8230;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un uomo \u00e8 seduto dentro a un uovo bianco dal diametro di qualche\u00a0metro,\u00a0in equilibrio su tre zampe, dentro a un hangar bene illuminato. Cosa sta facendo? Dove sta volando? \u00c8 un 737, quello? Sembra quasi, in quest&#8217;epoca di unboxing\u00a0per partito preso, che le scatole siano diventate pi\u00f9 importanti dei loro contenuti. I giovani appassionati di &#8230; <a title=\"Nascita di un aeroplano virtuale\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14617\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Nascita di un aeroplano virtuale\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[378,183,219,652,147,97],"class_list":["post-14617","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-alaska","tag-aviazione","tag-canada","tag-simulatori","tag-stati-uniti","tag-tecnologia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14617","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14617"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14617\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14638,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14617\/revisions\/14638"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14617"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14617"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14617"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}