{"id":14459,"date":"2014-07-27T16:14:40","date_gmt":"2014-07-27T14:14:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14459"},"modified":"2014-07-27T16:27:43","modified_gmt":"2014-07-27T14:27:43","slug":"caposcuola-sminamento-cambogiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14459","title":{"rendered":"Caposcuola dello sminamento cambogiano"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/mWfNZoXr6rQ\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14461\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14461\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Aki-Ra-500x312.jpg\" alt=\"Aki Ra\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Aki-Ra-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Aki-Ra-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Aki-Ra.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se si dovesse realizzare una classifica\u00a0dei peggiori\u00a0cinque incubi notturni, assai probabilmente includeremmo questo: noi che avvistiamo tra la terra smossa\u00a0un&#8217;invitante noce di cocco. Noi che la strappiamo\u00a0dal groviglio di radici del selvaggio sottobosco, a colpi di feroce zappa, poi la solleviamo sulla punta di una lama di coltello. Per\u00a0percuoterla, squarciare\u00a0la sua scorza e farla a pezzi, prima di renderci conto&#8230; Che quello non \u00e8 un frutto. Ma una bomba, il presupposto della fine! C&#8217;\u00e8 un paladino\u00a0che tale precisa sequenza di gesti la ripete giorno dopo giorno, dal 1991. Non per obbligo costituito, bens\u00ec per scelta e senso di profonda responsabilit\u00e0.<br \/>\nAki Ra, il suo nome di battaglia. Quello vero, non ci \u00e8 noto. Tale appellativo andrebbe\u00a0detto almeno per due volte, come le contrapposte vite che ha vissuto l&#8217;uomo. Se Aki Ra avesse del semplice ghiaccio nelle vene, probabilmente proverebbe molto\u00a0caldo. Il suo sangue, infatti, dimostra poco meno della temperatura di Plutone, moltiplicata per l&#8217;inverso della radice cubica di una cometa.\u00a0Eppure la sua mano, lungi da\u00a0tremare per il freddo, \u00e8\u00a0precisa come il tocco del chirurgo volontario, che\u00a0rimetta\u00a0in sesto l&#8217;innocente vittima di un esplosione. Il suo operato personale, del resto, \u00e8 assolutamente comparabile nella difficolt\u00e0. Dal punto di vista dell&#8217;utilit\u00e0. Nonch\u00e9 della funzione. E molto superiore per il rischio!\u00a0Visto come si realizza sotto il fuoco potenziale di un nemico subdolo, ormai defunto eppure ancora pronto a far del male incalcolabile, per decreto delle tristi leggi di un\u00a0conflitto universale. Quello che ci porta spesso e volentieri, come bipedi territoriali, a bersagliarci vicendevolmente con pallottole perforanti, usando\u00a0razzi esplosivi, con missili a ricerca e bombe distruttive. Nel tentativo di raggiungere il\u00a0terribile Nirvana\u00a0della morte, un sistema finale per decidere chi ha meno torto. Ah,\u00a0l&#8217;adempimento dell&#8217;eterna\u00a0sofferenza! Aki Ra conosce bene questa problematica. Lui, che nacque, gi\u00e0 quasi lavorando tra le risaie della sua terra, in un periodo veramente sfortunato: tra il 1970 e 1973, all&#8217;incirca. Non lo ricorda, n\u00e9 potr\u00e0 mai saperlo. La sua biografia imprecisa, per il modo in cui\u00a0appare su diversi siti web, assume\u00a0il formato singolare di una serie d&#8217;episodi, come varie\u00a0immagini di una vicenda travagliata, brevemente illuminate dal bagliore d&#8217;esplosioni rivelatorie.\u00a0Primo lampo:\u00a0la sua giovent\u00f9, quando entrambi i genitori, per motivi poco chiari, furono uccisi dagli\u00a0Khmer Rouge. Secondo\u00a0lampo e scoppio del minuto: lo ritroviamo a 10 anni, con un fucile di provenienza russo tra le mani, che viene addestrato, suo malgrado, in qualit\u00e0 di\u00a0bambino del regime. Suo, del resto, fu il destino di un&#8217;intera generazione nazionale, coinvolta dai conflitti che servirono a ridefinire, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, il bordo\u00a0impenetrabile tra le sfere d&#8217;influenza. Un concetto tanto pericoloso quanto deleterio, cos\u00ec inutile da non manifestarsi neanche nelle mappe del futuro. Ma che richiedeva, nonostante questo, sangue, piombo e terra di nessuno. La quale, generalmente o preferibilmente, impraticabile. Terzo scoppio&#8230; Aki Ra, preso prigioniero dall&#8217;esercito vietnamita, viene messo a lavorare. Piazzer\u00e0, negli anni dell&#8217;adolescenza, un imprecisato numero di mine. Chiss\u00e0 quante sono ripassate, ad anni di distanza, tra le stesse ferme mani!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Kurt Vonnegut (1922-2007) il grande autore letterario del pacifismo statunitense, descrive nel romanzo Mattatoio n.5 la triste vicenda, avvenuta nel secondo conflitto mondiale, del bombardamento <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Bombardamento_di_Dresda\" target=\"_blank\">a tappeto della citt\u00e0 di Dresda<\/a>, da lui vissuto in prima persona, come prigioniero dei tedeschi. Parla a lungo, usando lo strumento della fantasia, di come funzioni la mente delle persone in quei momenti, prese nell&#8217;abisso terribile della violenza. Ma\u00a0nel momento culmine della tragedia cittadina, la descrive in modo curioso ed assurdista. Si tratta <a href=\"http:\/\/it.wikiquote.org\/wiki\/Kurt_Vonnegut#Mattatoio_n._5\" target=\"_blank\">di un brano spesso citato nelle antologie<\/a>: gli aerei americani sorvolano volando in retromarcia la Germania in fiamme. Esercitando una sorta di forza sovrannaturale, risucchiano metodicamente la totale distruzione sottostante, all&#8217;interno delle loro stive di metallo. In qualche modo, l\u00ec dentro, i piloti incapsulano il fuoco\u00a0in solidi cilindri neri. Costoro attraversano quindi l&#8217;Atlantico ed atterrano, sempre all&#8217;incontrario, sulle piste delle basi negli Stati Uniti. Qui del personale specializzato disarma i velivoli, prendendo quegli strani oggetti e trasportandoli fino alle fabbriche di smantellamento. Dove le bombe vengono ridotte alle materie prime, dunque risepolte nelle viscere del mondo. \u00c8 un immagine altamente poetica, questa, che si ritrova realizzata nella vita adulta di Aki Ra.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/lICg5iBdHSs\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14460\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Aki-Ra-2-500x312.jpg\" alt=\"Aki Ra 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Aki-Ra-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Aki-Ra-2-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Aki-Ra-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricapitoliamo. Un orfano di guerra. Un bambino soldato.\u00a0Un addetto al piazzamento delle mine vietnamite. E al quarto lampo di luce con il botto, questa volta frutto di una lunga alba, lo rivediamo oggi, adulto e curatore di un museo. Cosa ci sara mai, tra quelle mura? Indovina!<br \/>\nA partire dal 1991, Aki Ra trova impiego come consulente operativo delle Nazioni Unite. Cos\u00ec inizia la sua utile, magnifica passione: dare la caccia agli ordigni\u00a0che un tempo lui stesso disponeva. Come membro dell&#8217;organizzazione umanitaria UNMAS (United Nations Mine Action Service) sfrutta dapprima i mezzi della ragionevolezza. Usando tute protettive, <em>metal detectors<\/em>, strumenti e vari tipi di flagelli, lavora\u00a0senza mai stancarsi. Forse proprio in questo periodo\u00a0si era guadagnato il suo nome internazionale e maggiormente noto, ad opera di un collega giapponese. Un gioco di parole sulla\u00a0compagnia di macchine industriali <span style=\"color: #252525;\">AKIRA, vera antonomasia d&#8217;efficienza. O magari proveniva dal\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Akira_(manga)\" target=\"_blank\"><em>manga <\/em>di Otomo<\/a><em>,\u00a0<\/em>chi lo sa&#8230;<\/span>\u00a0Terminato il suo contratto di un solo anno, tuttavia, lo sminatore\u00a0prosegue nel suo lungo lavor\u00eco. Stavolta privo di altri attrezzi, che un coltello, un bastone ed una zappa, si avventura tra i villaggi della giungla, in cerca di individui mutilati. Una vista trucemente comune, in tali luoghi. Per lui, un segno molto chiaro. Di essere nel punto, e nel momento, per\u00a0rimettersi a scavare. E snocciolare, enucleare tali orrende\u00a0cose.<br \/>\nA partire dal 1999 Aki Ra, che aveva comprensibilmente accumulato nella sua casa un alto numero di ordigni\u00a0decommissionati, ormai innocui, inizia a farsi pagare dalla pletora di curiosi, che ogni giorno venivano a vederle. Cos\u00ec nasce il <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Cambodian_Landmine_Museum\" target=\"_blank\">Museo cambogiano delle mine<\/a>, destinato a trasformarsi in un&#8217;istituzione valida e riconosciuta. Ad oggi\u00a0tale complesso, ricollocato nei pressi di un tempio e a circa 25 Km dalla citt\u00e0 turistica di <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Siem_Reap\" target=\"_blank\">Siem Reap<\/a>, ha il merito di finanziare, con i suoi profitti, la crescita e l&#8217;educazione di decine di bambini, tutti vittime, in qualche maniera tristemente evidente, di tali\u00a0residui\u00a0bellici esplosivi.<br \/>\nDifficile non entusiasmarsi, dinnanzi ad una tale risultanza. Come nel vederlo all&#8217;opera, tanto sicuro da\u00a0scardinare i pezzi delle bombe a colpi di tagliente lama. Nel suo caso, l&#8217;espiazione \u00e8 semplice da calcolare. Avr\u00e0 gi\u00e0 rimosso un numero di mine superiori a quelle messe a terra in giovent\u00f9? Probabilmente, chi lo sa. Ad ogni modo il suo Purgatorio, frutto di una scelta imperitura, ha soltanto due possibili coronamenti. Possa dunque continuare a rinnovarsi, fino alla fine della Guerra\u00a0stessa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se si dovesse realizzare una classifica\u00a0dei peggiori\u00a0cinque incubi notturni, assai probabilmente includeremmo questo: noi che avvistiamo tra la terra smossa\u00a0un&#8217;invitante noce di cocco. Noi che la strappiamo\u00a0dal groviglio di radici del selvaggio sottobosco, a colpi di feroce zappa, poi la solleviamo sulla punta di una lama di coltello. 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