{"id":14444,"date":"2014-07-25T08:33:45","date_gmt":"2014-07-25T06:33:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14444"},"modified":"2014-07-25T08:33:45","modified_gmt":"2014-07-25T06:33:45","slug":"madri-macroscopiche-natura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14444","title":{"rendered":"Madri macroscopiche della natura"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/BYB-I4sHops\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14446\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14446\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Cucciolo-di-giraffa-500x312.jpg\" alt=\"Cucciolo di giraffa\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Cucciolo-di-giraffa-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Cucciolo-di-giraffa-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Cucciolo-di-giraffa.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Felini riportati al loro posto, finalmente. Non cala\u00a0mai la nebbia sul confine tra la Tanzania e il Kenya, nella pianeggiante regione del Serengeti. E i predatori, per cacciare, sono sempre sotto gli occhi e i nasi delle prede; che possa esistere un carnivoro cos\u00ec scaltro\u00a0da potersi procurare\u00a0il cibo in tali avverse\u00a0condizioni, non \u00e8 cosa facile da trascurare. Non per niente, lo chiamano il re della foresta. Bench\u00e9 questa incoronazione sottintenda una fondamentale dimenticanza, la tipica trascuratezza di chi guarda solo quello che vuol vedere. Non \u00e8 chiaro?\u00a0Tale zannuto dominio viene\u00a0continuamente contrastato, giorno dopo giorno, dalla venuta\u00a0di visitatori assai ingombranti. Impossibili da divorare o mandar via. Come noi, oppure questa giraffa con il cucciolo, ripresa nella riserva del Masai Mara, presso il\u00a0Kicheche Bush Camp, resort turistico pensato per gli amanti avventurosi della natura. Il secondo animale di terra pi\u00f9 grande al mondo, nonch\u00e9 quello pi\u00f9 alto, sarebbe questo\u00a0dinosauro dei nostri tempi, che spaventa addirittura lui, loro e tutti gli altri; alto e forte, fiero masticatore delle foglie irraggiungibili dai suoi compatrioti naturali. Soprattutto, protettivo della sua preziosa discendenza.<br \/>\nIl cucciolo della giraffa nasce dopo 400-460 giorni di gestazione, cadendo da un&#8217;altezza di due metri o gi\u00f9 di l\u00ec, con le zampe in avanti, ancora senza corna ma gi\u00e0 alto quasi due metri, gi\u00e0 pronto a correre e scappare via. Nel giro di poche ore, sar\u00e0 virtualmente indistinguibile da un esemplare di 1, 2 settimane. Questa \u00e8 la natura degli erbivori, per quanto imponenti siano nelle proporzioni: dover sempre dipendere dalla velocit\u00e0, per la sopravvivenza. Anche se, alla fine, avete mai visto soccombere una bestia\u00a0di tali enormi dimensioni? Il calcio di un cavallo, se colpisce il suo bersaglio, \u00e8 gi\u00e0 sufficiente a scoraggiare un lupo solitario. Figuriamoci quello dato da questa gigantessa! Nel comportamento sociale delle giraffe madri, esiste un meccanismo definito con il termine francese di\u00a0<em>cr\u00e8che. <\/em>Tale approccio procedurale, ampiamente documentato anche tra gli elefanti ed i leoni, consiste nel prendersi cura non soltanto dei propri cuccioli, ma anche di quelli degli altri suoi simili. \u00c8 uno strumento evolutivo di sopravvivenza. Per simili appartenenti alla classe biologica della macrofauna, la riproduzione \u00e8 un momento delicato, che corona mesi di pericoli e fatica. \u00c8 dunque fondamentale, per la continuativa sopravvivenza della specie, che ogni singolo erede\u00a0prosperi e raggiunga l&#8217;et\u00e0 riproduttiva.<br \/>\nLe giraffe non hanno un ruolo primario nell&#8217;educazione dei propri piccoli. Bench\u00e9 interagiscano con loro amichevolmente, soprattutto nei primi mesi, quando ancora il cucciolo \u00e8 vulnerabile. E\u00a0tende soprattutto a nascondersi, usando il suo manto maculato. Che funziona, per\u00f2 fino a un certo punto. Perch\u00e9 comunque nel pericolo, quando per l&#8217;appunto:\u00a0<em>hic sunt leones<\/em>, c&#8217;\u00e8 sempre qualcuna\/o pronta\/o a intervenire. Che sia la propria madre o quella d&#8217;altri, non importa. La giraffa non \u00e8 predisposta alle formalit\u00e0. E neanche&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_14445\" aria-describedby=\"caption-attachment-14445\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/GD_ZXs5jSow\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14445 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Cucciolo-di-elefante-500x312.jpg\" alt=\"Cucciolo di elefante\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Cucciolo-di-elefante-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Cucciolo-di-elefante-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Cucciolo-di-elefante.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14445\" class=\"wp-caption-text\">Il video \u00e8 stato pubblicato\u00a0dalla <a href=\"http:\/\/www.saveelephant.org\/\" target=\"_blank\">Save Elephant Foundation<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8230;L&#8217;elefante! Cambio radicale di ambientazione. Quando si tratta di amore materno tutto il mondo \u00e8 paese. Qui siamo nell&#8217;Elephant Nature Park, nella Thailandia settentrionale. Dove appare veramente chiaro, nel frangente odierno, come &#8220;pesce fuor d&#8217;acqua&#8221; sia un termine che si applica altrettanto bene all&#8217;incontrario. Avevate mai visto un cucciolo di pachiderma dentro un fiume troppo alto e rapido per lui? Gli occhi sgranati, le orecchie che si agitano, la proboscide protesa verso l&#8217;alto! Viene da chiedersi chi gliel&#8217;abbia fatto fare. Perch\u00e9 di tigri, o dragoni, o altri presunti predatori di foreste estremo orientali, non c&#8217;\u00e8 traccia. Eppure costui sembra, ad un secondo sguardo, tanto a rischio\u00a0quanto la giraffina d&#8217;apertura.<br \/>\nSe non che la sua famiglia, questa volta tutta assieme, era l\u00ec pronta ad aiutarlo. Si assiste qui\u00a0alla formazione istantanea\u00a0di una\u00a0<em>cr\u00e8che,<\/em>\u00a0il gruppo<em>\u00a0<\/em>fluido che difende la generazione successiva. Nel momento del bisogno, quando l&#8217;acqua stava per condurre il giovane\u00a0quadrupede ad un&#8217;improvvida e spiacevole fine, sorge tutto intorno una muraglia grigia di zamponi e pelo raso. \u00c8 particolarmente interessante notare come una singola madre, per quanto amorevole, non avrebbe potuto risolvere la situazione. La corrente era troppo forte, per fermarla con un corpo solo. L&#8217;acqua troppo alta, per tirarlo fuori facilmente. E invece adesso, eccolo l\u00ec bagnato, ma felice. Difficile interpretare la sua espressione di ragazzo\u00a0un po&#8217; troppo coraggioso, per\u00f2 sembra quasi che si stia divertendo. I suoi barriti e il movimento della testa sottintendono liberazione: dalle ansie, dagli affanni o dalla preoccupazione della fine. Un cambiamento che ricorda da vicino quello dei primati o degli umani, addirittura, quando si affidano completamente ai propri genitori, dopo un&#8217;esperienza spiacevole e ben presto superata. \u00c8 tutta una questione di saggezza, frutto dell&#8217;esperienza maturata prima. Del desiderio\u00a0che ci siano i presupposti per il\u00a0dopo.<br \/>\nNelle oscure profondit\u00e0 oceaniche esiste un tipo di balena che pu\u00f2 pesare fino a 180 tonnellate. Con oltre 33 metri di lunghezza, si tratta dell&#8217;essere pi\u00f9 imponente di questo pianeta. Appartenendo all&#8217;ordine dei mammiferi, esattamente come noi, la giraffa e l&#8217;elefante, ella partorisce il figlio gi\u00e0 formato e poi lo allatta per un anno (100 galloni al giorno!) Lo aiuta a procacciarsi il cibo, lascia che nuoti nella sua potente scia, gli insegna come riemergere per assorbire ossigeno. Chi pu\u00f2 dire, al termine di quel periodo, cosa pensi lei? Finalmente. Oppure: meno male! Ma se ci\u00f2 che conta\u00a0sono i gesti, allora c&#8217;\u00e8 un ordine naturale che ci unisce tutti quanti, come esseri viventi a sangue caldo. Son tutte\u00a0belle\u00a0le mamme del mondo: col collo lungo e maculato, la proboscide o le ciclopiche ed azzurre pinne.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Felini riportati al loro posto, finalmente. Non cala\u00a0mai la nebbia sul confine tra la Tanzania e il Kenya, nella pianeggiante regione del Serengeti. 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