{"id":14423,"date":"2014-07-23T08:19:23","date_gmt":"2014-07-23T06:19:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14423"},"modified":"2014-07-23T08:19:23","modified_gmt":"2014-07-23T06:19:23","slug":"musica-inquietante-dei-pianeti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14423","title":{"rendered":"La musica inquietante dei pianeti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/-MmWeZHsQzs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14424\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14424\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Sounds-of-Space-500x312.jpg\" alt=\"Sounds of Space\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Sounds-of-Space-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Sounds-of-Space-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Sounds-of-Space.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giove il forte, il grande, il rosso. Urano che soffia la sua furia tenebrosa. Un tintinnar d&#8217;anelli attorno al\u00a0vorticante\u00a0Saturno. &#8220;Nello spazio non esiste alcun tipo di rumore&#8221; \u00e8 uno di quegli assoluti che provengono da una suprema\u00a0forma di superbia. Che l&#8217;orecchio umano, grazie alla sua particolare conformazione, possa trasformare\u00a0le oscillazioni dell&#8217;aria in percezione sensoriale \u00e8 cosa molto nota. Come acclarato \u00e8 del resto il fatto che in assenza di un\u00a0<em>medium<\/em> gassoso significativo tale procedura sia del tutto irrealizzabile.\u00a0A discapito di innumerevoli scene cinematografiche di fantascienza, con roboanti esplosioni giusto sui confini delle stelle. Immaginatevi dunque la sorpresa dei presenti ad una conferenza stampa della Nasa, nel settembre del 2013, quando l&#8217;astrofisico Don Gurnett, analista dei dati provenienti dalla sonda Voyager 1 disse: &#8220;Ho udito il suono dello spazio interstellare.&#8221;\u00a0Com&#8217;era, dunque? Magnifico e terribile, stupendo, affascinante, fantastico e infernale.\u00a0Come l&#8217;acuto di un&#8217;espressione matematica o il colore di una complicata musica spaziale. 37 anni erano\u00a0passati, dal giorno in cui era stato posto in essere il presupposto necessario a registrarlo. E c&#8217;\u00e8 un termine per definire il procedimento usato nello studio\u00a0&#8211; Sinestesia: l&#8217;incapacit\u00e0, talvolta desiderabile, di distinguere tra i contrapposti input sensoriali, vivendo la propria vita in uno stato di costante confusione. Si tratta di una condizione neurologica reale, che si verifica in determinati e rari casi. Ma la quale\u00a0fondamentalmente si ritrova, come metodo di presentazione dei dati, a pi\u00f9 livelli dell&#8217;ambito scientifico.\u00a0Qui, assai probabilmente, era l&#8217;unica possibile analogia. Perch\u00e9 gli uomini non percepiscono le emissioni\u00a0radio n\u00e9 le micro-onde ma questo non significa, a conti fatti, che non possano desiderare di conoscerle. Ad esempio, tramite l&#8217;apporto di una forma tecnologica di sperimentazione, ovvero quella sonda spaziale da 722 Kg, lanciata via lontano nel 1977, con tutta la forza della nostra collettiva civilt\u00e0. La Voyager, carica di valide testimonianze in merito alla propria razza genitrice: musica ed immagini, discorsi di politici e scienziati. Nonch\u00e9 registrazioni di cose ineffabili e preziose, quali\u00a0il suono del mare, il canto delle balene, il pianto di un neonato, altre sentimentali inezie; ed oltre a queste, giacch\u00e9 l&#8217;incontro con una\u00a0benevola coscienza aliena resta sempre una speranza assai remota, gli apparecchi\u00a0dell&#8217;artificiale percezione. Tra cui due lunghe antenne, i direttori di questa\u00a0sublime orchestra virtuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 uno strano scherzo del destino, quello per cui nella branca degli studi spaziali che si occupa d&#8217;interpretare i dati dei dispositivi lanciati ben oltre l&#8217;orbita terrestre, sia sempre la sonda\u00a0pi\u00f9 obsoleta, meno precisa a farla da padrona. Da quel remoto tempo, l&#8217;epoca d&#8217;oro dei Pink Floyd, ne abbiamo inviate\u00a0delle\u00a0altre, le quali, anch&#8217;esse, hanno contribuito al video: INJUN 1, ISEE 1, HAWKEYE..<em>.\u00a0<\/em>Ciascuna in qualche modo superiore, dotata di apparecchiature tanto maggiormente avveniristiche o potenti. Ma purtroppo vicine nello spazio sconfinato (i razzi sono sempre quelli, nonostante tutto) e dunque meno utili allo scopo. Perch\u00e9 ancora intrappolate in un vortice che oscura la realt\u00e0, il campo elettromagnetico dell&#8217;astro Sole.<br \/>\nMentre lei, l&#8217;eroica e vecchia sonda, l&#8217;ha ormai superato. Ce ne siamo accorti molto tardi. La potente antenna parabolica, collegata a desueti meccanismi d&#8217;immagazzinamento a nastri, ha fatto da ripetitore verso il nostro ormai remoto punto azzurro, il caro pianeta dei canguri e cagnolini. E soltanto dopo un&#8217;anno di attesa della trasmissione, per il beneficio di chi era pronto a fare da analista, ha dato voce al cosmo senza fine.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/jgQ9THRckJ0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14426\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14426\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Voyager-1-500x312.jpg\" alt=\"Voyager 1\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Voyager-1-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Voyager-1-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Voyager-1.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si chiama eliosfera, tale confine per noi impercettibile, grossomodo sferico, che si estende fino ai margini del sistema solare. Viene definita cos\u00ec:\u00a0la zona all&#8217;interno della quale il vento solare, che sarebbe l&#8217;emanazione particellare della nostra stella, surclassa\u00a0la materia interstellare, un miscuglio di idrogeno, elio e piccole tracce di elementi pi\u00f9 pesanti. Soltanto qui, tra la pace dei protoni non reattivi, le antenne al plasma della sonda Voyager ci hanno permesso di registrare l&#8217;equivalenza di suoni assai remoti, mai assimilati\u00a0prima dalla mente umana. La cui origine, tutt&#8217;ora, resta incerta.\u00a0Ma che dimostravano, senza ombra di dubbio, che il viaggio era giunto a compimento. Don Gurnett afferm\u00f2 che si trattasse delle Pulsar, le stelle a neutroni, perennemente condannate a roteare su stesse, liberando poderosi flussi di materia luminosa (e rumorosa). A ogni modo, finalmente fuori dal suo Sistema, la raminga sonda avrebbe aperto la strada verso\u00a0nuove scoperte. Fra qualche&#8230;Secolo? Nel frattempo, per chi avesse voglia di anticipare i tempi, il progetto <a href=\"http:\/\/www.radio-astronomy.net\/\" target=\"_blank\">radio-astronomy.net <\/a>permette di ascoltare tali suoni, in\u00a0<em>streaming<\/em>, direttamente dai potenti radiotelescopi disseminati per il mono. Chiss\u00e0 che non vi riesca di udire strane voci, o il rombo di un motore in rapido avvicinamento&#8230;<br \/>\nComparativamente sono\u00a0assai meno strabilianti o sconvolgenti, al confronto, i suoni d&#8217;apertura, registrati in occasione dei passaggi di varie nostre sonde in prossimit\u00e0 di alcuni dei pianeti che ci circondano nel cosmo sconfinato. Eppure, anche per questo stimolanti verso l&#8217;elaborazione di un pensiero. Per noi, che a tali corpi abbiamo dato il nome di divinit\u00e0, che in tanti modi, attraverso i secoli, li abbiamo osservati tentando di capirli. Esiste una pregna corrente filosofica, occasionalmente sfociata nel misticismo, che consiste nell&#8217;individuare un suono per ciascuna <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Musica_universalis\" target=\"_blank\">delle sfere celesti<\/a>. Era molto cara a taluni filosofi medievali. L&#8217;aveva teorizzata Pitagora nel mondo antico ma fu Keplero, sulle soglie del XVII secolo, a condurla verso la modernit\u00e0. Nel suo\u00a0<i style=\"color: #252525;\">Harmonices Mundi<\/i><span style=\"color: #252525;\">\u00a0(1619) egli notava come la differenza tra il moto angolare massimo e quello minimo di un corpo, se in orbita stabile attorno ad un altro, fosse stranamente simile\u00a0a proporzioni armoniche gradevoli, affini a quelle di una composizione musicale. E che i pianeti pi\u00f9 vicini tra di loro avessero un&#8217;imprescindibile assonanza. Disse allora, con spiccato piglio ermetico e un certo innegabile pessimismo: &#8220;<span style=\"color: #000000;\">La terra canta Mi, Fa, Mi: potete dedurre persino dalle sillabe che in questo mondo non vi \u00e8 che\u00a0<\/span><i style=\"color: #000000;\">Mi<\/i><span style=\"color: #000000;\">seria e\u00a0<\/span><i style=\"color: #000000;\">Fa<\/i><span style=\"color: #000000;\">me&#8221;. C&#8217;era questa ponderosa convinzione, ancora in quell&#8217;epoca, che tutto andasse ricondotto ai gesti di una volont\u00e0 fin troppo simile alla nostra.<\/span>\u00a0Mentre appare evidente, dalle moderne registrazioni elettromagnetiche, che il suono dei pianeti \u00e8 del tutto privo di un significato trascendente. Semplicemente riecheggia, indist<\/span>urbato, per chi ha voglia e tempo di ascoltarlo. Ci\u00f2 non deve cancellare, conti fatti, l&#8217;ipotesi di una Creazione. Anzi, vi aggiunge Evoluzione. E Rivoluzione!<\/p>\n<figure id=\"attachment_14425\" aria-describedby=\"caption-attachment-14425\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14425 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Spheres-engraving-500x782.jpg\" alt=\"Spheres engraving\" width=\"500\" height=\"782\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Spheres-engraving-500x782.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Spheres-engraving.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-14425\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:The_music_of_the_spheres.jpg\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giove il forte, il grande, il rosso. Urano che soffia la sua furia tenebrosa. Un tintinnar d&#8217;anelli attorno al\u00a0vorticante\u00a0Saturno. &#8220;Nello spazio non esiste alcun tipo di rumore&#8221; \u00e8 uno di quegli assoluti che provengono da una suprema\u00a0forma di superbia. 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