{"id":14293,"date":"2014-07-12T16:28:33","date_gmt":"2014-07-12T14:28:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14293"},"modified":"2014-07-12T16:52:33","modified_gmt":"2014-07-12T14:52:33","slug":"mai-sottovalutare-graffetta-intelligente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14293","title":{"rendered":"Mai sottovalutare una graffetta intelligente"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=FBaIdvgbBAM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14296\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14296\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Nitinol-500x312.jpg\" alt=\"Nitinol\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Nitinol-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Nitinol-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Nitinol.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su palchi illuminati appena il giusto, in mezzo alla penombra, sedicenti prestigiatori ripetono la stessa scena, ormai da un secolo, per il pubblico ludibrio dei presenti: sopra un tavolo a tre piedi, una tiepida teiera, dello zucchero e un semplice bicchiere. Versato un po\u2019 di fluido paglierino con gesto elegante, all\u2019improvviso concentrato, gli fuoriesce dalla tasca del mantello rosso e nero un cucchiaino: \u201cOggetto normalissimo, signori e signore, vi sfido a contraddirmi\u201d E con la posata nella mano destra, la gira e la rigira, prima da una parte, poi dall\u2019altra, conducendo ad balugin\u00eco suadente. In certi casi, addirittura, l\u2019arnese viene messo in mano a un aiutante, che lo passa quindi ai testimoni della prima fila, affascinati. Nulla di strano! Parrebbe il tipico implemento casalingo, oppure quello di un bar, rigido metallo indeclinabile, convesso, perfettamente statico nell\u2019apparenza. Finch\u00e9 non torna in mano al proprietario. Che con vaga <em>nonchalanche<\/em>, dopo un attimo di <em>suspence<\/em>, pregustando il<em> deus ex machina<\/em>, zuccherata la bevanda, lentamente mescola l\u2019insieme. Poi ritira fuori il cucchiaino, lo fissa con gli occhi spalancati per un paio di secondi e dice con carisma: \u201cPiegati, dannato!\u201d<br \/>\nCome spesso capita in quel campo, esistono miriadi di teorie. Si sospetta l\u2019invisibile sostituzione con occulto succedaneo, incastrato nella manica, gi\u00e0 flessibile di suo. O di un ingegnoso meccanismo, attivato dopo un tempo fisso, in grado di sbloccare gli ingranaggi nell\u2019impugnatura dell\u2019oggetto. Altri non ci pensano, dicendo soltanto, a loro stessi, che il cucchiaio \u201cnon esiste\u201d \u00e8 un\u2019illusione o una parvenza. E forse tra gli alti templi tibetani, o nei remoti abissi atlantid\u00e9i, visse, o ancora si nasconde, un essere possente che sa far piegare i cucchiaini con la mente. Bench\u00e9 sia molto pi\u00f9 facile, nonch\u00e9 probabile in questi tempi privi d\u2019elegiache persuasioni, che il miracolo sia frutto della scienza. O per essere specifici: dell\u2019isteresi (dalla parola greca <em>hyst\u00e9resis<\/em>, che vuol dire ritardo). Un procedimento chimico che permette a certe sostanze, generalmente artificiali, di riprendere una forma precedente, senza sollecitazioni apparenti di alcun tipo. Il segreto \u00e8 tutto nel calore. Non \u00e8 chiaro? Baster\u00e0 guardare\u00a0questa graffetta, prima dispiegata, poi messa in una semplice bacinella di acqua calda.<br \/>\nCi\u00f2 che era un semplice fil di ferro, in quanto tale avrebbe poche aspirazioni. Soltanto se guidato dalla forza del pensiero, per inferenza, dovrebbe poter muoversi verso l\u2019estremo opposto: la forma utile e industrializzata, in grado di tenere assieme i fogli! O questo pensavamo tutti, prima del 1932, quando il chimico svedese Arne \u00d6lander scopr\u00ec questa strana dote di talune cose, facendo esperimenti con le leghe di\u00a0oro e cadmio. Sostanze troppo costose da produrre, perch\u00e9 il fatto fosse pi\u00f9 che una curiosit\u00e0. Ma il seme era stato gettato e concimato nella mente fertile degli inventori. Nel 1956 Hornbogen e Wassermann, scienziati tedeschi, notarono una lieve parvenza di ritensione della forma anche nel tipico composto del rame e dello zinco, quell\u2019ottone che, fin dai secoli trascorsi, veniva usato per preziosi oggetti d\u2019arte o parti d\u2019orologi. Ma troppo debole era una simile tendenza, perch\u00e9 fosse possibile trovargli vere applicazioni. Il che ci porta ai giorni nostri. Al nickel, frutto delle pietre delle stelle, ed al titanio, dall\u2019occorrenza molto pi\u00f9 frequente ma difficile da raffinare, fino a tempi assai recenti. I quali combinati assieme, danno questa\u00a0lega che si chiama nitinol.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_14294\" aria-describedby=\"caption-attachment-14294\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=_CiErseFED8\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14294 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Nitinol-2-500x312.jpg\" alt=\"Nitinol 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Nitinol-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Nitinol-2-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Nitinol-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14294\" class=\"wp-caption-text\">Prima di effettuare qualsiasi esperimento con il nitinol, \u00e8 necessario fissare la forma desiderata con l&#8217;ausilio di una forte fonte di calore, come questa fiamma ossidrica da 500 gradi Celsius.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 duttile. Malleabile se giustamente lavorata. Super-elastica in determinate condizioni. Soprattutto, sembra frutto di una mistica stregoneria. La lega nitinol venne scoperta, per puro caso, nel 1959 da William J. Buehler e Frederick Wang, due specialisti del NOL (Naval Ordnance Laboratory) istituto di ricerca bellica sito in Maryland, USA. Secondo l\u2019aneddoto ufficialmente riportato, costoro stavano lavorando a nuove ipotesi di materiali da impiegare per le testate dei missili navali, che ne aumentassero la resistenza al calore ed alla frizione dell\u2019atmosfera terrestre.\u00a0Quando al primo venne l\u2019idea curiosa, mai provata prima, di piegare a fisarmonica un pezzo di filo al nickel-titanio. Per poi passarlo distrattamente al suo collega, il quale, guarda caso, scelse di mettere subito alla prova la sostanza, con la fiamma del suo\u00a0accendino. Per assistere all\u2019incredibile evenienza del metallo che cambiava forma.\u00a0Di sua spontanea\u00a0iniziativa! Ritornando, nuovamente, ci\u00f2 che era stato: un filo dritto come un fuso. Le implicazioni commerciali di un simile fenomeno furono immediatamente lampanti. Bench\u00e9 il segreto militare, nonch\u00e9 difficolt\u00e0 intrinseche nella produzione su larga scala, ritardarono la diffusione del concetto fino ai primi anni \u201990, quando innovazioni tecniche come la fusione elettroindotta a vuoto (VAR) e il taglio laser consentirono finalmente di addomesticare\u00a0l\u2019indomito metallo. Pare infatti che il nitinol, come sua imprescindibile dote, fosse talmente elastico da erodere qualsiasi attrezzatura meccanica convenzionale, al meno di quelle usate in precedenza. Inoltre il titanio, nella sua forma convenzionale, reagisce facilmente con l\u2019ossigeno, perdendo subito la capacit\u00e0 di mescolarsi alla sua ben pi\u00f9 gradita controparte.<br \/>\nLa lega risultante, tuttavia, ben si merita una simile fatica dei predecessori. Oggi troviamo il nitinol nei componenti elettronici, nelle antenne dei telefonini, nei meccanismi di precisione ed in altri oggetti che traggono vantaggi dalla sua notevole flessibilit\u00e0, come le montature degli occhiali o le mazze da golf. Si tratta inoltre di una materiale altamente biocompatibile, quindi adatto ad applicazioni mediche ed odontotecniche, bench\u00e9 la presenza in forma inerte del nickel, sostanza potenzialmente allergenica e carcinogenica, lo renda assai discusso e spesso contenstato in quel contesto. Sembra tuttavia che alcuni nuovi trattamenti, dell\u2019elettropulitura e della passivazione, abbiano permesso di ridurre i rischi di avvelenamento. Perch\u00e9 no, in fondo!? Nel futuro remoto, le nostre menti riprodotte dai computer potranno muoversi su ossa iperflessibili ed estremamente resistenti, racchiuse dai muscoli perfetti frutto dell\u2019ingegneria genetica. Oppure rimarremo sempre uguali, cucchiaino nella mano, cercando di piegarlo con la forza del pensiero. In ciascun caso, la chimica avr\u00e0 fatto la sua parte. Lunga vita, dunque, al RE (-nio75).<\/p>\n<figure id=\"attachment_14295\" aria-describedby=\"caption-attachment-14295\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=14295\" rel=\"attachment wp-att-14295\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14295 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Nitinol-3-500x326.jpg\" alt=\"Nitinol 3\" width=\"500\" height=\"326\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Nitinol-3-500x326.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Nitinol-3.jpg 682w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14295\" class=\"wp-caption-text\">Negli anni &#8217;70 l&#8217;inventore Ridgway Banks teorizz\u00f2 la costruzione di un motore spinto avanti da una serie di molle in nitinol e un continuo flusso di calore. Oggi il suo progetto viene considerato\u00a0soprattutto una curiosit\u00e0 scientifica. &#8211; <a href=\"http:\/\/www.energeticforum.com\/renewable-energy\/10592-rubber-band-motor-nitinol-springs.html\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Su palchi illuminati appena il giusto, in mezzo alla penombra, sedicenti prestigiatori ripetono la stessa scena, ormai da un secolo, per il pubblico ludibrio dei presenti: sopra un tavolo a tre piedi, una tiepida teiera, dello zucchero e un semplice bicchiere. 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