{"id":14251,"date":"2014-07-09T08:45:44","date_gmt":"2014-07-09T06:45:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14251"},"modified":"2014-07-09T08:46:21","modified_gmt":"2014-07-09T06:46:21","slug":"guidare-lauto-onde-delloceano-atlantico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14251","title":{"rendered":"Guidare l&#8217;auto tra le onde dell&#8217;Oceano Atlantico"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/V0Wvj0WHi90\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14252\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14255\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/The-Atlantic-Road-500x312.jpg\" alt=\"The Atlantic Road\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/The-Atlantic-Road-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/The-Atlantic-Road-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/The-Atlantic-Road.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lasciate che vi parli di\u00a0Atlanterhavsveien, la via asfaltata che s&#8217;inoltra nel mare impetuoso diventando\u00a0una parte inscindibile di esso. Non vi passa sopra, come il Golden Gate. Ne sotto, alla maniera pavida del tunnel della Manica. Come avrebbero potuto, tali sottomesse\u00a0soluzioni, soddisfare i discendenti dei dimoranti\u00a0asgardiani? C&#8217;\u00e8 un solo contegno\u00a0per percorrere, volante stretto fra le mani, il sottile nastro d&#8217;asfalto che si estende tra le piccole comunit\u00e0 di\u00a0\u00a0Kristiansund e\u00a0Molde, ben\u00a0visibile dai fiordi sul finire dell&#8217;Europa&#8230;Il coraggio dei vichinghi, l&#8217;entusiasmo degli esploratori dalla rossa barba e i baffi a treccia.\u00a0Ho sognato, questa notte, della strada norvegese\u00a0affine al ponte mitologico di Bifr\u00f6st. Lasciate che vi parli della mia esperienza.<br \/>\nCasa-lavoro, quasi come tutti i giorni. Stavo guidando l\u2019argentea Bugatti Veyron che effettivamente tengo nel garage, verso una mezzanotte stranamente luminosa, sul tragitto che conduce fino a Yggdrasill, l\u2019albero del mondo. \u00c8 molto facile da ricordare, tale strada. Basta prendere l\u2019uscita 45 dell\u2019A90, il familiare raccordo anulare, per poi procedere lievemente di traverso, tra le regioni del sensibile, oltre la quinta o sesta dimensione. Ci\u00f2 sottintende qualche giro in pi\u00f9, passando una seconda volta per il Via. Procedura conveniente, questa, al fine di ridurre le distanze (lo stradario non vi aiuter\u00e0). Di renderle, soprattutto, rilevanti. Nel regno della fantasia, spariscono i confini e i tratti della noia, le semplici autostrade. Restano soltanto attimi di meraviglia. Colline verdeggianti e strabilianti lungomare. Fino al passo dello Stelvio, il secondo valico automobilistico pi\u00f9 alto d\u2019Europa, edificato per il volere dell\u2019imperatore Francesco I d\u2019Austria, con la vista sulle verdeggianti Alpi Retiche, il ricordo sempre netto delle grandi glorie del ciclismo. E da qui alla Romania\u00a0del\u00a0Transf\u0103g\u0103r\u0103\u0219an, la serpeggiante via\u00a0costruita in tempi di guerra, quasi in verticale, scavata con il sangue, col sudore e con la dinamite, che cost\u00f2 la vita a 40 giovani soldati del regime. Per poi diventare, dopo oltre 30 anni, una meta turistica di chi ama fare esperienze di guida fuori dal comune; merito delle peripezie <a href=\"http:\/\/vimeo.com\/8010978\" target=\"_blank\">dei tre protagonisti Top Gear<\/a>, se vogliamo. E che dire della Silvrettastrasse, in Austria, o della Route Napoleon sulla Riviera Francese, che lui percorse nel 1815 ritornando dall\u2019esilio&#8230; Racconti per un altro giorno, un\u2019altra notte di guida senza posa. Non erano di passaggio\u00a0per Yggdrasill. Dopo qualche ora, sul volgere dell\u2019alba\u00a0sono giunto dunque nel profondo Nord. Oltre la Finlandia e la Svezia, fino al gelo della notte piena d\u2019opportunit\u00e0.<br \/>\nTerra di\u00a0antiche rocce, in cui l\u2019erba cresce tra la\u00a0neve della primavera, forte, nonostante tutto, senza dubbi o esitazioni. Qui, senza mai frenare, il potente motore tedesco che ruggiva alle mie spalle, ho risalito\u00a0la\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Trollstigen\">Trollstigen<\/a>, o scalinata dei troll. L\u2019impervio\u00a0passo montano che divide\u00a0\u00c5ndalsnes in Rauma da\u00a0Valldal in Norddal, dalla cui vetta, se si \u00e8 fortunati, quando l\u2019aria \u00e8 molto rarefatta, gi\u00e0 si scorge l\u2019acqua della Fine, oltre cui vivono soltanto le balene soffiatrici. Se non fosse per il titolo e la mia premessa, potreste gi\u00e0 pensare che il viaggio tra le strade pi\u00f9 memorabili d\u2019Europa, per quest&#8217;oggi, fosse terminato. Ma cos\u00ec non fu: mancava il culmine finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_14253\" aria-describedby=\"caption-attachment-14253\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/@63.012406,7.3464418,13z\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14252\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14253 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/The-Atlantic-Road-2-500x312.jpg\" alt=\"The Atlantic Road 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/The-Atlantic-Road-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/The-Atlantic-Road-2-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/The-Atlantic-Road-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14253\" class=\"wp-caption-text\">Eccola su Google Maps. Si raccomanda di posizionare il pupazzetto giallo di Street View &#8211; <a href=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/@63.012406,7.3464418,13z\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La\u00a0Atlanterhavsveien, o Strada Atlantica, era stata concepita\u00a0per la prima volta all&#8217;inizio del ventesimo secolo, come progetto ferroviario per collegare la rete nazionale alla contea di\u00a0<span style=\"color: #252525;\">M\u00f8re og Romsdal sulle propaggini settentrionali del paese. Dopo una lunga pianificazione su premesse ormai obsolete, nel 1935, il parlamento norvegese decret\u00f2\u00a0che la strada, invece che ferrata, fosse fatta con l&#8217;asfalto. Troppe cose erano cambiate nel frattempo,\u00a0nel mondo dei trasporti, per poter ignorare l&#8217;influenza degli Stati Uniti industrializzati, mentre gi\u00e0 la Ford, una delle prime grandi multinazionali, aveva fondato uno stabilimento in Danimarca. l&#8217;automobile era la porta del futuro e giammai, questi popoli di grandi navigatori, si sarebbero fatti sorpassare a destra dai pionieri d&#8217;Occidente. Ma la strada dell&#8217;ingegneria \u00e8 tortuosa e questo grande sogno, di una strada che passasse in mezzo al mare, avrebbe ancora richiesto molto tempo per prendere corpo. Arriv\u00f2, quindi, la seconda grande guerra, con le sue brutali priorit\u00e0. L&#8217;obiettivo rest\u00f2 chiaro nella mente, sempre vivido e attraente, fino agli anni &#8217;80 dello scorso secolo, il momento della verit\u00e0.<br \/>\nFu allora che\u00a0Arne Rettedal,\u00a0Ministro dello Sviluppo Regionale, decret\u00f2 che ingenti fondi messi da parte per lo sviluppo del mercato del lavoro, fossero impiegati per la costruzione di nuove strade, tra cui questa antica chimera, ormai quasi mitologica.\u00a0Talmente voluta dagli abitanti del luogo, che gi\u00e0 era stata formata,\u00a0da oltre 10 anni, una compagnia con partecipazioni statali, la Atlanterhavsveien AS, con il compito\u00a0di raccogliere i futuri pedaggi. Ci\u00f2 fu un grande punto a favore dell&#8217;approvazione della strada: secondo i piani originali, nel giro di 15 anni la grande opera si sarebbe ripagata, proprio grazie a loro, di un soddisfacente 25%. La strada fu completata nel 1989 con un costo di 122 milioni di Corone Norvegesi, subendo dei ritardi a causa di 25 tempeste di vento, tra cui alcune niente affatto trascurabili. Che continuarono e ci sono ancora, quasi mensilmente. Entro il 1999 grazie all&#8217;alta visibilit\u00e0 \u00a0del luogo\u00a0sui quotidiani e le riviste di settore, con conseguente afflusso di turisti danarosi, il pedaggio fu rimosso, perch\u00e9 le spese erano state gi\u00e0 coperte al 100%.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_14252\" aria-describedby=\"caption-attachment-14252\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=14252\" rel=\"attachment wp-att-14252\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14252 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Cantilever-Bridge-500x223.png\" alt=\"Cantilever Bridge\" width=\"500\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Cantilever-Bridge-500x223.png 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Cantilever-Bridge-900x401.png 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Cantilever-Bridge.png 1920w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14252\" class=\"wp-caption-text\">Schema generico di un <em>cantilever<\/em> Bridge &#8211; <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Cantilever_bridge#mediaviewer\/File:CooperRiverBridge.svg\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Strada Atlantica \u00e8 lunga 8,3 Km e passa per l&#8217;arcipelago di\u00a0Eide ed\u00a0Aver\u00f8y, liberamente esposto alla piena furia dell&#8217;Oceano tempestoso. Poggia, nelle sue parti terricole, su una pletora di <em>skerries<\/em>, i caratteristici isolotti rocciosi del nord, normalmente privi di abitanti, umani o d&#8217;altro tipo. Ma che in questo caso, data l&#8217;alta percorribilit\u00e0, sono volta per volta sede di piccoli resort, ristoranti o banchine per la pesca, graditi punti di ristoro lungo un simile percorso turbolento. Qualche volta, dicono, l\u00ec vengono le foche, per mangiarti dalle mani come fossero gattini.<br \/>\nLa strada viene considerata un importante patrimonio culturale e National Tourist Route (percorso turistico nazionale). Ma le sue sezioni\u00a0maggiormente\u00a0interessanti, neanche a dirlo, sono quelle che sembrano affiorare\u00a0direttamente dalle onde. La\u00a0Atlanterhavsveien si compone di un numero imprecisato di viadotti ed otto ponti, di cui uno, il pi\u00f9 famoso e lungo, ha nome\u00a0Storseisundet. Misura 260 metri. Si tratta di una struttura alquanto significativa, perch\u00e9 appartiene alla tipologia degli attraversamenti veicolari a\u00a0<em>cantilever<\/em>, anche detti,\u00a0con\u00a0mensola. I sue due massicci piloni di sostegno, posti ove la riva \u00e8 digradante, ma non ancora sommersa, sostengono altrettante svettanti strutture ad arco. Queste, a loro volta, fanno da appoggio per la parte centrale del ponte, che cos\u00ec pare sospesa, come il gi\u00e0 citato ponte di Bifr\u00f6st che univa il Valhalla al regno degli umani. Al suo termine, ci vedrei bene Thor. La particolare natura della costruzione, nonch\u00e9 il suo posizionamento, conferiscono\u00a0allo\u00a0Storseisundet un aspetto quasi fiabesco, eppure solido e moderno. Vederlo cos\u00ec sospeso, tra gli spruzzi del mare agitato, rende facile capire perch\u00e9 \u00e8 stato definito, a volte, la strada che conduce verso il grande Nulla.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/Obh8wAcUkiM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14254\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14254\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/The-Atlantic-Road-3-500x312.jpg\" alt=\"The Atlantic Road 3\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/The-Atlantic-Road-3-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/The-Atlantic-Road-3-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/The-Atlantic-Road-3.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La popolarit\u00e0 turistica di questo percorso unico al mondo, e la sua costante presenza nelle pubblicit\u00e0 automobilistiche, sono fatti rilevanti ed acclarati. Gi\u00e0 dieci diversi produttori, dai quattro angoli del globo, hanno portato i loro ultimi fiammanti modelli su questo tragitto\u00a0spettacolare, possibilmente mentre soffiavano i venti dello sconvolgimento meteorologico. Del rest che c&#8217;\u00e8 di meglio, per dimostrare i meriti di un veicolo, che farlo correre nell&#8217;elemento Acqua? Quello che fra tutti, secondo le metriche del senso comune, dovrebbe essergli meno familiare&#8230; \u00c8 un pericolo solo apparente, questo. Il merito resta, indubbiamente, a chi l&#8217;ha saputa immaginare, realizzare e rendere famosa, una tale surreale meraviglia dell&#8217;ingegneria. Per Yggdrasill! Erano le 5 di mattina, quando l&#8217;ho raggiunta, finalmente, sul percorso verso l&#8217;albero di\u00a0Odino.<br \/>\nGi\u00e0 il rombo del mio inarrestabile motore, condotto innanzi dalla forza dell&#8217;obl\u00eco notturno, stava finendo il carburante. La Bugatti si era ridotta ad una Smart, ma pur sempre\u00a0bianca e a strisce rosse, come la vela di un antico drakkar, terrore marittimo dell&#8217;alto medioevo. Se mi \u00e8 riuscito di giungere a destinazione, prima dell&#8217;inarrestabile sorgere del sole, questo non mi \u00e8 totalmente chiaro. Ma una cosa \u00e8 certa: domani terr\u00f2\u00a0il piede fisso quanto\u00a0l&#8217;occhio della mente addormentata, ancora una volta e fino al termine di un tale\u00a0sogno senza fine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lasciate che vi parli di\u00a0Atlanterhavsveien, la via asfaltata che s&#8217;inoltra nel mare impetuoso diventando\u00a0una parte inscindibile di esso. Non vi passa sopra, come il Golden Gate. Ne sotto, alla maniera pavida del tunnel della Manica. Come avrebbero potuto, tali sottomesse\u00a0soluzioni, soddisfare i discendenti dei dimoranti\u00a0asgardiani? C&#8217;\u00e8 un solo contegno\u00a0per percorrere, volante stretto fra le mani, &#8230; <a title=\"Guidare l&#8217;auto tra le onde dell&#8217;Oceano Atlantico\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14251\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Guidare l&#8217;auto tra le onde dell&#8217;Oceano Atlantico\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,395,236,608,280,220,126,87],"class_list":["post-14251","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-automobili","tag-europa","tag-norvegia","tag-ponti","tag-strade","tag-trasporti","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14251","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14251"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14251\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14268,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14251\/revisions\/14268"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14251"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14251"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14251"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}