{"id":14215,"date":"2014-07-08T09:02:31","date_gmt":"2014-07-08T07:02:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14215"},"modified":"2014-07-08T09:10:46","modified_gmt":"2014-07-08T07:10:46","slug":"pallet-questa-mia-strada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14215","title":{"rendered":"Con questo pallet, la strada sar\u00e0 solo mia"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vimeo.com\/86508660\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14235\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14235\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec-500x312.jpg\" alt=\"Tomas Moravec\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono in ritardo, disse l&#8217;uomo. E trov\u00f2 il modo nuovo di affrettarsi: il\u00a0rettangolo di legno largo 1200 x 800 mm (misura standard) modificato con delle metalliche ruotine, larghe appena il giusto perch\u00e9 potessero transitare lungo le linee dei tram di Bratislava, in Slovakia. Lo chiamavano il bancale. Come uno skateboard, ma pi\u00f9 largo. Pare\u00a0un gommone, per\u00f2 fatto per l&#8217;asfalto. Sollevato da terra di un altezza di 144 mm, con una serie di piedi laterali che lo rendono, concettualmente, affine all&#8217;hovercraft col suo cuscino d&#8217;aria. Un attrezzo\u00a0normalmente usato per spedire, che invece qui diventa un mezzo di trasporto per andare (spediti) senza motore o altri ausili di ulteriore brio, che la discesa, il peso e l&#8217;intenzione dell&#8217;artista: lui \u00e8\u00a0Tom\u00e1\u0161 Moravec, nato nel 1985 a Praga. Che qui ci dimostra, nell&#8217;opera appropriatamente intitolata\u00a0<em>pallet,\u00a0<\/em>dal nome inglese dell&#8217;oggetto,\u00a0un&#8217;utile implicazione delle misure standard, disponibile soltanto quando\u00a0si ha il coraggio, straordinario, di evidenziare le strane corrispondenze tra le cose. Tutti possono infilare una cosa tonda, vedi ad esempio\u00a0un pennarello, dentro al combaciante buco circolare. Nessuno riuscirebbe a farlo, invece, se quest&#8217;ultimo fosse quadrato. Ma che dire della via di mezzo, di un pertugio romboidale? Dove lo strumento metaforico, quell&#8217;oggetto colorato e scrivente, potesse entrare facilmente, con soltanto il rischio di incastrarsi&#8230;Ci\u00f2 \u00e8 in effetti il punto, in questo caso slovacco, di rotaie distanziate, tra di loro, giusto un metro, contro il metro e 435 millimetri della Praga nat\u00eca dell&#8217;utilizzatore; tentazione troppo grande. Tranne che l&#8217;eventuale blocco improvviso, del bancale che correva su rotaie, avrebbe avuto conseguenze alquanto pi\u00f9 nefaste. Chi lo sa! A lungo ci aveva pensato, forse vagando per l&#8217;Europa, finch\u00e9 non gli \u00e8 riuscito di trovare un luogo adatto al suo esperimento, questo centro urbano dalla lunga storia e il ricco patrimonio artistico,\u00a0tra le maggiori capitali mitteleuropee. E adesso eccolo l\u00ec. Mentre scivola per le strade di <span style=\"color: #252525;\">Petr\u017ealka, lungo il Danubio, verso le antiche mura dello Star\u00e9 Mesto, il centro storico di Bratislava<\/span>. Lo sguardo \u00e8 fisso, la posizione composta. Il contegno quello tipico\u00a0di un supereroe dei nostri tempi. Grossomodo.<br \/>\nPerch\u00e9 il concetto \u00e8 non soltanto interessante, dal punto di vista visuale, ma anche utile in potenza. Fu subito dopo la seconda guerra mondiale che gli spedizionieri civili, avendo osservato le pratiche dell&#8217;aviazione militare, scoprirono le implicazioni pratiche del mantenere il carico sempre sollevato dal terreno. Non solo per proteggerlo da eventuali infiltrazioni d&#8217;acqua nell&#8217;area del magazzino, bens\u00ec\u00a0soprattutto\u00a0affinch\u00e9 la forca del muletto, l&#8217;essenziale mezzo di trasporto e spostamento della nostra epoca moderna, potesse facilmente penetrare quel miracoloso spazio vuoto, ricavato dalle intercapedini del legno fumigato. Un pallet come questi, non lo getti mai via. Sarebbe un sacrilegio! Eppure\u00a0una volta ricevuta la spedizione, se non ne hai una di ritorno, cosa mai potresti farci&#8230; se non diventare TU il carico&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/vimeo.com\/86113738\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14236\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14236\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec-2-500x312.jpg\" alt=\"Tomas Moravec 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec-2-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tom\u00e1\u0161 Moravec, ampiamente rappresentato online presso il <a href=\"http:\/\/www.tomasmoravec.cz\/\" target=\"_blank\">suo sito ufficiale<\/a>\u00a0e quello dello\u00a0<a href=\"http:\/\/studiodwh.wordpress.com\/artist-in-residence\/residents\/tomas-moravec\/\" target=\"_blank\">Studio das weisse haus<\/a>, collettivo artistico della sua citt\u00e0 a cui partecipa dal 2013, esplora con la sua opera le poliedriche interrelazioni tra le cose mobili e lo spazio, fisso e insostanziale, degli ambienti umani artificiali. Nel suo <em>short guide\u00a0<\/em>(2014) una pallina da ping pong fluttua per le sale del <a href=\"http:\/\/www.dox.cz\/cs\/\" target=\"_blank\">DOX<\/a>, il centro per l&#8217;arte contemporanea di Praga. Il suono insistente\u00a0del meccanismo ad aria compressa, posto fuori dall&#8217;inquadratura, nonch\u00e9 il moto erratico e impreciso dell&#8217;oggetto, donano alla scena un senso di urgenza surreale, assolutamente contrapposto all&#8217;iter meditativo di chi visiti una mostra camminando sui suoi sapienti piedi. Ma le sfere appartengono alle regioni recondite\u00a0dell&#8217;ultramondo, e quando intrappolate, in questo modo, tra il pavimento ed il soffitto, mal sopportano una tale imposizione. \u00c8 un punto di vista molto soggettivo, questo. Proprio come quello di chi, percorrendo lo stesso sentiero, dovesse tentare\u00a0di anteporre il proprio percepire personale a quello degli artisti, che li hanno ornati delle precipue opere, strumenti per il pubblico ludibrio e la meditazione. Sempre l&#8217;ego la centro della scena, unicamente\u00a0bianco, tondo e subito scorrevole, l&#8217;unico oggetto messo a fuoco dalla telecamera. Tutto il resto \u00e8 semplice contorno. Tranne le cose simili, eppure diverse. Le origini.<br \/>\nPer ciascuna candida pallina, c&#8217;\u00e8 un oscuro pianeta ricoperto dalla plastica di latex riempito di gas elio:\u00a0<em>Common filling\u00a0<\/em>(2010) \u00e8 una presenza inquietante, continuamente calibrata per il tempo dell&#8217;esposizione nelle sue zavorre di contenimento, affinch\u00e9 fluttui a qualche centimetro dal pavimento. Quale fosse il suo pensiero o la ragione d&#8217;essere, non \u00e8 del tutto chiaro. Semplicemente, essa incombeva, cupa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_14238\" aria-describedby=\"caption-attachment-14238\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14238 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec-4-500x366.jpg\" alt=\"Tomas Moravec 4\" width=\"500\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec-4-500x366.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec-4.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-14238\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/www.tomasmoravec.cz\/common_filling.htm\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tema dell&#8217;artista \u00e8 la creazione di particolari situazioni nello spazio, in grado di suscitare un pensiero o spunti di analisi ulteriori. Da questo punto di vista, la galleria d&#8217;arte del DOX \u00e8 un limite, oltre che un importante\u00a0punto di riferimento. Si va continuamente in cerca di confini nuovi.\u00a0Come potrete facilmente immaginare dalle sue avventure di auto-spedizione sul bancale di Bratislava,\u00a0Tom\u00e1\u0161 Moravec ama l&#8217;ambiente urbano, le sue molte strade e i punti d&#8217;arrivo, quei misteriosi magazzini, di cose, persone o autoveicoli, da cui tutto parte, ove ogni cosa finisce per giacere. Aree di parcheggio che delimita e connota, con fogli di cellophane giganti (<em>600m\/900m<\/em> &#8211; 2007) o in cui proietta strane forme luminose, come se si trattasse di una scenografia teatrale (<em><a href=\"http:\/\/artycok.tv\/lang\/cs-cz\/415\/jindrich-chalupecky-award-2008\" target=\"_blank\">White man disease<\/a><span style=\"text-decoration: underline;\">\u00a0<\/span><\/em>-2008)<br \/>\nIn <i><a href=\"http:\/\/vimeo.com\/86395631\" target=\"_blank\">So I am playing it<\/a>\u00a0<\/i>(2011) un assembramento di scatole di cartone viene posto su di un nastro di trasporto, nel futile tentativo di salire su di un mezzanino, forse posto innanzi ad un container, o a un condotto di scivolamento. Il modo approssimativo in cui sono state assicurate l&#8217;una all&#8217;altra per il mezzo di una sola corda elastica, tuttavia, finisce per condizionare l&#8217;operazione, causando un rovinoso, bench\u00e9 silenzioso capitombolo d&#8217;insieme.\u00a0\u00a0L&#8217;impresa evidente non \u00e8 riuscita, eppure, siamo sicuri che lo scopo fosse proprio quello, presupposto, di arrivare in cima? Il racconto dell&#8217;evento imprevisto, in quanto tale pare tanto pi\u00f9 interessante proprio perch\u00e9 irripetibile quanto fallimentare.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/vimeo.com\/14941859\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14237\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14237\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec-3-500x312.jpg\" alt=\"Tomas Moravec 3\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec-3-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec-3-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Tomas-Moravec-3.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto questo, fondamentalmente, si ritrova nella vita degli uomini e nelle loro tribolazioni. La futilit\u00e0 del gesto ripetuto, giorno dopo giorno, per un fine ultimo mai\u00a0troppo chiaro. Cos\u00ec tanto che alla fine,\u00a0venendo dato per irraggiungibile, non pu\u00f2 che scomparire dalla mente. In <em>Puncture Tyres &#8211;\u00a0<\/em>2010,\u00a0Tom\u00e1\u0161 Moravec e un suo aiutante scoprono e ricoprono un&#8217;automobile con un telo cerato, sedendovisi alternativamente dentro, poi fuori. Alla fine, con il sopraggiungere della notte, tutto passa nel regno scuro\u00a0dei ricordi. Resta solo l&#8217;esperienza fatta, di una sovversione incomprensibile, all&#8217;apparenza, eppure pregna di significato.<br \/>\nViaggiamo verso il senso ultimo di mille cose: lo spostamento delle persone, che avvenga su quattro ruote convenzionali, piuttosto che grazie all&#8217;originale mezzo di apertura, quel pallet delle circostanze, sottintende all&#8217;idea chiara della nostra provenienza. I luoghi della mente corrispondono alle coordinate di una mappa che ha corrispondenze in quelle di Google, di TomTom e (perch\u00e9 no) anche negli stradari, la vecchia carta che gi\u00e0 conduceva.<br \/>\nPer chi\u00a0aveva voglia di applicarsi. Se vogliamo davvero\u00a0conoscere davvero i limiti dei nostri\u00a0spazi, occorre raggiungerli e poi superarli. Le palline rotolano\u00a0nell&#8217;etere celeste, libere da preconcetti, mentre noi dobbiamo spedire laboriosamente. Ci\u00f2 che un tempo era unito, Repubblica Ceca e Slovacchia, pu\u00f2 ritornare tale grazie ad un bancale. Solamente per qualche minuto, grazie alla pi\u00f9 artistica delle circostanze. Praga e Bratislava, due rotaie e lo stesso bisogno di affrettarsi. Con l&#8217;artista, in mezzo, che pilota un tale\u00a0movimento.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono in ritardo, disse l&#8217;uomo. E trov\u00f2 il modo nuovo di affrettarsi: il\u00a0rettangolo di legno largo 1200 x 800 mm (misura standard) modificato con delle metalliche ruotine, larghe appena il giusto perch\u00e9 potessero transitare lungo le linee dei tram di Bratislava, in Slovakia. Lo chiamavano il bancale. Come uno skateboard, ma pi\u00f9 largo. Pare\u00a0un gommone, &#8230; <a title=\"Con questo pallet, la strada sar\u00e0 solo mia\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14215\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Con questo pallet, la strada sar\u00e0 solo mia\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,503,236,606,607,89,126],"class_list":["post-14215","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-arte-contemporanea","tag-europa","tag-repubblica-ceca","tag-slovacchia","tag-strano","tag-trasporti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14215","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14215"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14215\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14250,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14215\/revisions\/14250"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14215"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14215"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14215"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}