{"id":14198,"date":"2014-07-06T10:57:27","date_gmt":"2014-07-06T08:57:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14198"},"modified":"2014-07-06T11:50:59","modified_gmt":"2014-07-06T09:50:59","slug":"ragno-bolla-divora-i-gamberetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14198","title":{"rendered":"Il ragno nella bolla che divora i gamberetti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/jjFew5Lk2r4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14200\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14200\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-500x312.jpg\" alt=\"Ragno palombaro\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019acqua placida e vermiglia dello stagno di palude, costellata dei riflessi arborei del mattino, ricopre col suo manto un brulich\u00eco selvaggio. Saettanti piccoli pesci, in cerca di girini e saporito plankton. Le inermi larve dei ditteri e dei coleotteri, cibo per le cimici spietate. Quanta fame, avidi <a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=9939\" target=\"_blank\">scorpioni nuotatori<\/a>! E mille altre creature che si ricorrono l\u2019un l\u2019altra, sperando che il successo diurno nella caccia gli permetta di crescere, ancora per un\u2019altro po\u2019, verso lo stadio maggiormente atteso della loro vita. La maturit\u00e0 che presagisce alla riproduzione, onda inarrestabile delle posterit\u00e0. Niente riposo, tranne che per lui\/lei: questo \u00e8 il ragno con l\u2019argenteo scafandro, l\u2019unico della sua discendenza, a quanto ne sappiamo. Un palombaro. Che non si affretta di continuo, bens\u00ec attende. Come vorrebbe, del resto, la prassi di tutti gli aracnidi che tessono una tela, per intrappolare i popoli del cielo in questo ossigenato mondo della superficie. Ma l\u2019acqua, oltre a rifletterla, distorce la realt\u00e0. Osservando questa polla luminosa, immersa tra conifere e incorniciata dai distanti picchi di montagne frastagliate, non rivedi quello stesso splendido paesaggio, ma figure di radici stranamente virulente e colossali stalattiti acuminate, rivolte rigorosamente verso il basso: il mondo all\u2019incontrario. Tutto \u00e8 simile, eppure sottilmente diverso. Qui, persino le creature ad otto zampe sanno come costruirsi gli strumenti del progresso.<br \/>\nNeanche due centimetri, per un dilemma senza soluzione fino a tempi assai recenti. I primi a porselo formalmente furono Roger Seymour e Stefan Hetz, ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Adelaide, pubblicando i risultati del relativo studio solamente nel 2011. Come pu\u00f2 essere, oh, quale sar\u00e0 la ragione, per cui questo pazzesco ragno pu\u00f2 restare in acqua (quasi) quanto vuole? Riemergendo appena, se ne ha voglia, una o tre volte al d\u00ec&#8230; Ebbene, l\u2019evidenza, come sempre capita, dava un chiaro indizio della soluzione. Il ragno acquatico \u00e8 dotato di zampe ed una schiena con del pelo estremamente fitto; tanto che, in qualche maniera, intrappolata tra le setole rimane l\u2019aria. Una ricca serie di piccole bolle, unite tra di loro, che l\u2019essere si porta dietro quando va sott\u2019acqua. Le quali, una volta dentro al nostro caro fluido H2O, si attraggono reciprocamente per l\u2019effetto della tensione di superficie, generando un solo grande manto d\u2019aria, che il ragno \u00e0ncora con la sua tela a qualche filo di vegetazione. Proprio tale pratica\u00a0da all\u2019animale quell\u2019aspetto riflettente, argenteo e quasi traslucido, che gli \u00e8 valso l\u2019appellativo di <em>argyroneta<\/em>, dal greco \u1f04\u03c1\u03b3\u03c5\u03c1\u03bf\u03c2(argento) + \u03bd\u03b7\u03c4\u03ae\u03c2 (suffisso tratto dal verbo tessere). Questa\u00a0subacquea, in quanto tale, gi\u00e0 era largamente nota. L\u2019aspetto innovativo dello studio era stato piuttosto il fatto, evidenziato per la prima volta, che persino i piccoli <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Polmoni_a_libro\" target=\"_blank\">polmoni a libro<\/a> dell\u2019aracnide avessero avessero bisogno di una quantit\u00e0 d&#8217;aria superiore a quella recuperata giornalmente.\u00a0Il ragno palombaro caccia sott\u2019acqua. L\u00ec, digerisce la sua preda. Muta l\u2019esoscheletro. Depone le sue uova. Ci leggerebbe anche il giornale, se potesse. Senza bombole di sorta! Il suo segreto&#8230;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/JqyhhSzv4Hs\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14201\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-14201\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-2-500x312.jpg\" alt=\"Ragno palombaro 2\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-2-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era tutto nel concetto di una vera e propria branchia, fatta con le cose semplici della natura. Ecco come respirano i comuni ragni: l\u2019ossigeno, assimilato attraverso una serie di tubicini nell\u2019addome definiti trachee, penetra nell\u2019organismo per riempire le sue cavit\u00e0 interne, gli <em>atria<\/em>. Qui, in una serie di \u201cpagine\u201d sovrapposte, passa l\u2019emolinfa, l\u2019equivalente del sangue umano, che scorrendo a pi\u00f9 livelli viene subito arricchito dal fondamentale gas. Questa procedura tuttavia, nell\u2019<em>argyroneta aquatica<\/em>, trova un punto di partenza differente. L\u2019incredibile bolla posta intorno al corpo, infatti,presenta caratteristiche di densit\u00e0 particolari, che consentono di ottenere, nell\u2019acqua ben ossigenata, un\u2019immediata filtratura delle molecole di sostanze\u00a0adatte alla respirazione. Questo avviene\u00a0grazie a differenze nella pressione parziale di ciascun fluido dell\u2019insieme. La stessa bolla inoltre espelle\u00a0continuamente il diossido di carbonio che inevitabilmente produce il ragno, permettendogli, dunque, di assimilarne solo l\u2019utile rimanenza. Ci\u00f2 scoprirono Roger Seymour e Stefan Hetz, tramite l&#8217;impiego di uno strumento denominato\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Optode\" target=\"_blank\">optode<\/a>: che questo essere, sostanzialmente, \u00e8 l\u2019unica creatura del regno animale in grado di costruirsi un ausilio artificiale alla respirazione. Oltre a noi. Il che gli permette di mettere in pratica particolari strategie di caccia. Il maschio, talvolta pi\u00f9 grande anche del 30% rispetto alla femmina (caratteristica rara nei ragni) \u00e8 particolarmente agile e lascia spesso la sua bolla intrappolata nella tela. Trattenendo il fiato, con l\u2019ausilio di zampe lunghe e affusolate, si avventura per gli abissi relativi del suo ambiente, sia di notte che di giorno, andando in cerca di pulci acquatiche, isopodi, larve, gamberetti ed anche di altri aracnidi, se sufficientemente affamato. La tozza controparte, invece, si comporta come un aracnide di superficie: costruisce una casa maggiormente vasto, con molto ossigeno al suo interno, e vi passa le giornate ben sicura che, presto o tardi, qualche cosa vi andr\u00e0 contro. Restando gustosamente intrappolata, come pasto luculliano per i suoi cheliceri taglienti. Lei risulta inoltre maggiormente attiva la notte, come dovrebbero esserlo, del resto, tutte le creature tanto atroci e misteriose. Entrambi i sessi sono dotati di zanne velenose, in grado di penetrare dolorosamente anche la pelle umana.<\/p>\n<figure id=\"attachment_14203\" aria-describedby=\"caption-attachment-14203\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=14203\" rel=\"attachment wp-att-14203\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14203 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-4-500x375.jpg\" alt=\"Ragno palombaro 4\" width=\"500\" height=\"375\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-4-500x375.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-4-900x675.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-4.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14203\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Diving_bell_spider#mediaviewer\/File:Argyroneta_aquatica_Paar.jpg\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il ragno palombaro non divora normalmente la sua compagna, n\u00e9 viceversa. C\u2019\u00e8 troppo poco dimorfismo sessuale (differenza tra le reciproche forme) lei misura fino ai 13 mm, lui fino ai 18. Ma sono spesso equivalenti, sia nel peso che nella voracit\u00e0. L\u2019accoppiamento tuttavia, risulta essere comunque burrascoso. I due si incontrano, quasi per caso, fuori dalla grande bolla della femmina. Qui, orbitando come pianeti, inziano la loro danza. \u00c8 una lotta metaforica, questa, che pu\u00f2 avere due esiti diversi: se non davvero interessata, lei lo scaccer\u00e0 con furia. Altrimenti, alla fine, gli aprir\u00e0 la porta metaforica della sua casa in filo e meraviglia. Una volta effettuato il rapido trasferimento dello sperma, niente di davvero memorabile (ahim\u00e9) lui rimmarr\u00e0 nella bolla d\u2019ossigeno, per qualche minuto. Osservandola, compiacente, nelle prime fase di deposizione della ootheca, la grande sacca delle uova lungamente attesa. Per poi lasciarla, ben presto annoiato, ad un\u2019opera che durer\u00e0 diverse ore. Alla fine, in quella residenza trasparente, ci sar\u00e0 un numero variabile tra i 50 e i 100 ragnetti potenziali, tutti nati da quel singolo attimo di subacquea passione. L\u2019<em>argyroneta <\/em>vive due anni, e si accoppia pi\u00f9 volte per ciascuna primavera. Avete dubbi, dunque, sulla sua sopravvivenza? Il suo areale si estende dall&#8217;Europa all&#8217;Asia settentrionale, fino al sessantaduesimo parallelo<br \/>\nLa madre per assicurare la sua prole, a questo punto, chiude la sua sommersa ragnatela. Vi manterr\u00e0 soltanto una piccola porticina, da cui fuoriuscire raramente, per cacciare. Far\u00e0 la guardia per i pochi giorni necessari alla schiusa, quando i piccoli, gi\u00e0 formati, morderanno la parete della loro sacca, scaturendo tutti assieme, in un tripudio di operose zampe, bocche che vibrano ed addomi lucidi di possibilit\u00e0. Nel giro di due settimane i ragnetti cambieranno l\u2019esoscheletro pi\u00f9 volte, fino al raggiungimento uno stadio di maturit\u00e0 intermedia, sufficente per nuotare via. Chiss\u00e0 cos\u00e0 penser\u00e0 la loro madre, giunto quel momento sopraffino&#8230;Oh, finalmente! Che liberazione! Sono ancora giovane ed ho molta fame. Oppure: il mio orgoglio non conosce confini. Possano i gamberi, e le pulci, e i girini e il plankton, temere questi miei fieri discendenti, portatori della torcia della forza, dell\u2019ossigeno argenteo e del\u00a0veleno nelle fauci. Nonch\u00e9 del vincolo nascosto, presupposto ottuplice dell\u2019aracnide continuit\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_14202\" aria-describedby=\"caption-attachment-14202\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/U-2u-WRWCJ0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-14202\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-14202 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-3-500x312.jpg\" alt=\"Ragno palombaro 3\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-3-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-3-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/07\/Ragno-palombaro-3.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-14202\" class=\"wp-caption-text\">Da The One Show, BBC1 17 ottobre 2013<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019acqua placida e vermiglia dello stagno di palude, costellata dei riflessi arborei del mattino, ricopre col suo manto un brulich\u00eco selvaggio. Saettanti piccoli pesci, in cerca di girini e saporito plankton. Le inermi larve dei ditteri e dei coleotteri, cibo per le cimici spietate. Quanta fame, avidi scorpioni nuotatori! E mille altre creature che si &#8230; <a title=\"Il ragno nella bolla che divora i gamberetti\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=14198\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il ragno nella bolla che divora i gamberetti\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[605,125,442,600,192,78],"class_list":["post-14198","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-acqua-dolce","tag-animali","tag-aracnidi","tag-predatori","tag-ragni","tag-scienza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=14198"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14198\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14214,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/14198\/revisions\/14214"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=14198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=14198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=14198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}