{"id":13908,"date":"2014-06-11T08:17:49","date_gmt":"2014-06-11T06:17:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=13908"},"modified":"2014-06-11T08:27:45","modified_gmt":"2014-06-11T06:27:45","slug":"segreto-cetaceo-nel-dipinto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=13908","title":{"rendered":"Il segreto del cetaceo nel dipinto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/hMgUPTbqih4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-13909\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-13909\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Hamilton-Kerr-Institute-500x312.jpg\" alt=\"Hamilton Kerr Institute\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Hamilton-Kerr-Institute-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Hamilton-Kerr-Institute-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Hamilton-Kerr-Institute.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi pu\u00f2 dire quale sia lo stato originale delle cose? Riportare le opere d&#8217;arte al culmine della loro estetica apparenza, delle volte, pu\u00f2 nascondere sorprese. Come quello che si stava profilando innanzi alla giovane Shan Kuang, <a href=\"http:\/\/www.cam.ac.uk\/research\/news\/whale-tale-a-dutch-seascape-and-its-lost-leviathan\" target=\"_blank\">restauratrice del museo\u00a0Fitzwilliam laureata presso l&#8217;universit\u00e0 di Cambridge<\/a>, verso l&#8217;inizio del corrente giugno. Gratta, strofina e pulisci, togli la patina di protettivo trasparente (che bel mestiere) quando\u00a0ad un certo punto, sulla scena di una spiaggia stranamente affollata, comparve\u00a0la\u00a0\u00a0misteriosa vela. Una scura forma posta\u00a0troppo in alto, nella costruzione prospettica della scena, per essere la mera\u00a0parte superiore di un&#8217;imbarcazione d&#8217;epoca. Che le acque agitate presso la citt\u00e0 dell&#8217;Aia, in Olanda, siano\u00a0particolarmente care a chi pratica sport come il <em>wind surfing<\/em> o il <em>kiteboarding,\u00a0<\/em>d&#8217;accordo, \u00e8 cosa nota. Ma trovare simili testimonianze in un dipinto del 1630, opera dell&#8217;artista specializzato in soggetti marittimi\u00a0Hendrick van Anthonissen,\u00a0sarebbe stato il pi\u00f9 improbabile degli anacronismi. Volendo porre\u00a0fine quanto prima alle speculazioni, dunque, la ragazza prese nuovamente in mano gli strumenti. Lavorando attorno a quella macchia, rimuovendo uno per uno gli strati aggiunti successivamente, giunse quindi innanzi all&#8217;incredibile realt\u00e0. C&#8217;era stata un tempo una balena morta, che languiva sopra quelle chiare sabbie. E c&#8217;era ancora, scura e marcescente, nel dipinto su cui stava lavorando.<br \/>\nIl miraggio provenuto dal profondo, un essere cos\u00ec imponente da sfidare l&#8217;immaginazione. Nel XVII secolo, quando ancora certi stravaganti marinai parlavano nelle osterie di serpi gigantesche, piovre titaniche &amp; altre terribili creature degli abissi, la vista di una creatura come questa\u00a0era qualcosa di tremendamente memorabile; l&#8217;esperienza di una vita. I passeggeri in viaggio sugli eleganti velieri di quell&#8217;epoca, lungo le acque del canale, verso l&#8217;Africa e l&#8217;Oriente, riconoscevano quel segno da lontano. Di una pinna, di uno sbuffo plutonico\u00a0di fluido trasparente: il soffio della bestia che la bibbia definiva Leviatano. Un mostro incomprensibile, portentoso e sibillino. Perch\u00e9 non conosceva neanche il pi\u00f9 naturale degli istinti, la propria stessa autoconservazione.<br \/>\nE chi\u00a0nel pieno della propria giovent\u00f9, recatosi presso le spiagge dell&#8217;Olanda\u00a0passeggiare, avesse visto la carcassa di un tale gigante di Nettuno ormai proceduto\u00a0oltre, avrebbe scelto il modo di\u00a0trasmettere quell&#8217;esperienza. Con la penna, con la stampa o col pennello. C&#8217;erano molti\u00a0modi. Quasi tanti, quanto adesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una volta a terra, \u00e8 la fine. Esistono molte teorie sulle possibili cause dello spiaggiamento dei cetacei. Un errore di navigazione da parte dell&#8217;animale. Il progressivo\u00a0spostarsi dei molluschi teleucidi e le altre prede di talune specie verso le acque basse, a causa dei recenti mutamenti climatici del pianeta. Un aspetto particolarmente triste del fenomeno \u00e8 il modo in cui un intero branco, talvolta nel tentativo di aiutare un singolo esemplare, possa automaticamente condannarsi alla sua stessa fine. Quasi nessuna specie \u00e8 esente: si hanno resoconti di spiaggiamenti relativi agli odontoceti, ai capodogli, ai globicefali, alle orche, agli zifidi e ai delfinidi. \u00a0E, bench\u00e9 pi\u00f9 raramente, anche la maestosa balenottera azzurra, l&#8217;essere vivente pi\u00f9 grande del pianeta, qualche volta sceglie questa fine ingrata. Non si sa perch\u00e9.<br \/>\nSecondo alcuni studiosi, i sostenitori\u00a0del\u00a0geologo\u00a0e teorico parascientifico\u00a0<span style=\"color: #252525;\">Jim Berkland,<\/span>\u00a0a spingere le balene verso le coste sarebbero delle impercettibili variazioni nel campo magnetico della ionosfera, che un giorno si dimostreranno utili per di\u00a0prevedere i terremoti. Poco importava, di simili facezie,\u00a0ai tempi del pittore marittimo\u00a0Hendrick van Anthonissen. Ci\u00f2 che contava era l&#8217;alta pinna, il nero ventre, l&#8217;occhio vitreo e il suo riflesso delle mistiche profondit\u00e0. Una suggestione visuale travolgente.<\/p>\n<figure id=\"attachment_13911\" aria-describedby=\"caption-attachment-13911\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=13911\" rel=\"attachment wp-att-13911\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13911 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Scheveningen-2-500x346.jpg\" alt=\"Scheveningen 2\" width=\"500\" height=\"346\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Scheveningen-2-500x346.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Scheveningen-2-900x623.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Scheveningen-2.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13911\" class=\"wp-caption-text\">La spiaggia di Scheveningen di Adriaen van de Velde, 1658 &#8211;\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Scheveningen\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma i gusti cambiano sul volgere dei mesi. La moda \u00e8 volubile, la mente bramosa\u00a0di continue novit\u00e0. Nell&#8217;epoca d&#8217;oro della pittura olandese, a cavallo tra il XVI e XVII secolo, c&#8217;era un gusto travolgente di rottura col passato.\u00a0Rembrandt Harmenszoon van Rijn, Delft Johannes Vermeer, Jacob van Ruisdael, Frans Hals, sapevano reinterpretare i canoni espressivi degli antichi per il tramite di quell&#8217;orecchino\u00a0luminoso, simile ad un prisma perlaceo. La luce, proveniente dalle nuove immagini del mondo, ne scaturiva trasformata. Sette colori di un arcobaleno fatto di\u00a0accecanti\u00a0possibilit\u00e0. Tolto l&#8217;arco, restava la balena, un semplice&#8230;Evento&#8230;.fuori dal comune, del distretto di Scheveningen, nella parte settentrionale dell&#8217;Aia. Che noia, rispetto a simili maestri del futuro fotografico del mondo! Molto meglio riprendere uno stil\u00e9ma espressivo meno provinciale: la spiaggia. Come quella, qui presente, del collega successivo\u00a0Adriaen van de Velde.<br \/>\nL&#8217;altro problema\u00a0del dipinto restaurato al Fitzwilliam, ricevuto in dono dal museo per volere del benefattore\u00a0<span style=\"color: #171717;\">Richard Kerrich<\/span>, \u00e8 che il pittore\u00a0ci sapeva fare. Pure troppo. Le leggere increspature dell&#8217;acqua, la spiaggia digradante, la gestualit\u00e0 delle figure umane in lontananza. E soprattutto il vasto cielo azzurro, con le nubi grandi e vaporose. Sembra quasi di sentire l&#8217;insinuate strascichio della risacca. Troppo realismo, per un simile soggetto! Avete voi presente, nella realt\u00e0 dei fatti, l&#8217;aspetto che ha un cetaceo morto sulla spiaggia? La sua fragranza esasperante, l&#8217;iperbolico abominio della morte di una bestia enorme&#8230;Ecco. Con gli anni, simili dettagli spariscono dalla memoria, resta solo il senso della prima meraviglia. Lo stupore, senza pi\u00f9 l&#8217;odore; purch\u00e9 non ci si metta lo zampino dell&#8217;artista.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/bQ6Y2TswxlY\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-13910\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Newfoundland-Whale-500x312.jpg\" alt=\"Newfoundland Whale\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Newfoundland-Whale-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Newfoundland-Whale-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Newfoundland-Whale.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi \u00e8 molto facile capirlo. L&#8217;abbiamo un po&#8217; trattenuto tutti quanti, questo nostro fiato, in occasione della situazione orribile di inizio maggio, quando una <span style=\"color: #545454;\"><em>balaenoptera musculus Linnaeus<\/em>, l&#8217;Azzurra di cui prima, comparve d&#8217;improvviso tra le rocce frastagliate di Trout River, nel Newfoundland canadese. Mentre i telegiornali mostravano la sua massa globulare in decomposizione, pi\u00f9 simile, nei fatti, oramai, ad un&#8217;enfia palla zigrinata. &#8220;Sta per esplodere!&#8221; Gridavano gli allarmisti, mentre la piccola comunit\u00e0 locale, di un centinaio di persone o gi\u00f9 di l\u00ec,\u00a0pensava freneticamente al modo di portare via una bestia morta lunga 25 metri. In un caso precedente, la comunit\u00e0 del capo di Saint George, circa 200 Km pi\u00f9 a sud, aveva tentato di vendere <a href=\"http:\/\/www.thestar.com\/news\/canada\/2014\/05\/12\/whale_that_newfoundland_town_tried_to_sell_on_ebay_has_floated_away.html\" target=\"_blank\">una carcassa virtualmente indistinguible\u00a0su eBay<\/a>. Senza alcun successo, chiss\u00e0 poi perch\u00e9.\u00a0Si hanno, del resto, notizie di simili mammiferi marini dalle esalazioni ormai mefitiche, caricati sopra un camion, che per le sollecitazioni della strada sono esplosi fra le case di una povera citt\u00e0. Non si scherza con vestigia come queste.<br \/>\nFortunatamente, gli abitanti di Trout River, dopo tre settimane di sopportazione, hanno potuto contare sull&#8217;aiuto di professionisti: lo stesso Dipartimento canadese degli Oceani e della Pesca (DFO) che dopo <a href=\"http:\/\/globalnews.ca\/news\/1318930\/dead-whale-towed-to-newfoundland-town-before-heading-to-toronto-museum\/\" target=\"_blank\">aver fatto legare la balena con potenti cinghie<\/a>, l&#8217;ha trascinata via mare fino\u00a0a\u00a0<span style=\"color: #111111;\">Woody Point, dove l&#8217;hanno macellata in pezzi molto pi\u00f9 facili da piazzare sul mercato. Pare che il museo dell&#8217;Ontario, molto presto, esporr\u00e0 le sue maestose\u00a0ossa. Per continuare a farci vivere, con gli occhi della mente, l&#8217;esperienza splendida della balena morta.<\/span><\/span><\/p>\n<figure id=\"attachment_13912\" aria-describedby=\"caption-attachment-13912\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=13912\" rel=\"attachment wp-att-13912\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13912 size-medium\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Scheveningen-500x374.jpg\" alt=\"Scheveningen\" width=\"500\" height=\"374\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Scheveningen-500x374.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Scheveningen-900x673.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/06\/Scheveningen.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13912\" class=\"wp-caption-text\">Incisione di William van der Gouwen, 1598 &#8211; <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Scheveningen\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi pu\u00f2 dire quale sia lo stato originale delle cose? Riportare le opere d&#8217;arte al culmine della loro estetica apparenza, delle volte, pu\u00f2 nascondere sorprese. Come quello che si stava profilando innanzi alla giovane Shan Kuang, restauratrice del museo\u00a0Fitzwilliam laureata presso l&#8217;universit\u00e0 di Cambridge, verso l&#8217;inizio del corrente giugno. Gratta, strofina e pulisci, togli la &#8230; <a title=\"Il segreto del cetaceo nel dipinto\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=13908\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Il segreto del cetaceo nel dipinto\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[576,575,400,95,89],"class_list":["post-13908","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-balene","tag-musei","tag-oceano","tag-pittura","tag-strano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13908","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13908"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13908\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13924,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13908\/revisions\/13924"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13908"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13908"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13908"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}