{"id":13725,"date":"2014-05-26T08:16:50","date_gmt":"2014-05-26T06:16:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=13725"},"modified":"2014-05-26T11:14:18","modified_gmt":"2014-05-26T09:14:18","slug":"tempio-cubetti-sulle-rive-mar-morto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=13725","title":{"rendered":"Un tempio di cubetti sulle rive del Mar Morto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/Nw0aY3SXIdg\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-13726\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-13726\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/05\/Cubi-di-sale-500x312.jpg\" alt=\"Cubi di sale\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/05\/Cubi-di-sale-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/05\/Cubi-di-sale-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/05\/Cubi-di-sale.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli antichi Egizi usavano visitare\u00a0queste stesse rive, in cerca di una mitica sostanza. Il nero, tiepido bitume, la colla usata per stuccare i molti buchi delle mummie. Un vero nettare dell&#8217;immortalit\u00e0, questo ammasso maleodorante, che riaffiorava\u00a0da profonde pozzanghere\u00a0nel suolo. Oggi ci vorrei portar\u00a0le capre, per analogia con i cavalli troppo golosi. Allo scopo di\u00a0provare il gusto di un cubetto molto nuovo e niente affatto zuccherino.<br \/>\nSe la vita \u00e8 il mantenersi operativo di un complesso organismo funzionale, che si nutre, defeca e risveglia ogni mattina anche a\u00a0molti anni di distanza dalla nascita, allora dipartita\u00a0vuole dire mutamento.\u00a0<em>Al-Ba\u1e25r al-Mayyit <\/em>per gli Arabi,\u00a0<i style=\"color: #252525;\"><span class=\"Unicode\" title=\"Greek transliteration\">Th\u00e1latta asphalt\u0129t\u0113s <\/span><\/i><span class=\"Unicode\" title=\"Greek transliteration\">per i Greci<\/span><i style=\"color: #252525;\"><span class=\"Unicode\" title=\"Greek transliteration\">,\u00a0<i><span class=\"Unicode\" title=\"Hebrew transliteration\">Y\u0101m ha-Mizra\u1e25\u00ee<\/span><\/i><\/span><\/i><span class=\"Unicode\" title=\"Greek transliteration\"><span class=\"Unicode\" title=\"Hebrew transliteration\">\u00a0<\/span><\/span><span class=\"Unicode\" title=\"Greek transliteration\"><span class=\"Unicode\" title=\"Hebrew transliteration\">oppure\u00a0<i style=\"color: #252525;\"><span class=\"Unicode\" title=\"Hebrew transliteration\">Y\u0101m<\/span><\/i><em><span class=\"Unicode\" title=\"Hebrew transliteration\"> ha-\u2018\u0102r\u0101v\u00e2 <\/span><\/em><span class=\"Unicode\" title=\"Hebrew transliteration\">negli antichi testi degli Ebrei<\/span>: sono tutti nomi del pi\u00f9 basso\u00a0punto non oceanico del nostro pianeta, l&#8217;inospitale, unico Mare senza pesci. Il Morto, amava chiamarlo qualche intrepido poeta. C&#8217;era sempre un valido perch\u00e9: fra tutti i laghi ipersalini, nessuno \u00e8 tanto vasto, cos\u00ec profondo e privo di abitanti pluricellulari. Nonch\u00e9\u00a0misterioso nelle sue trasformazioni. Intorno agli anni &#8217;60 dello scorso secolo, per l&#8217;effetto di un programma di irrigazioni lungo tutto il corso del fiume di Giordania, che fu fatto partire proprio in concomitanza con un calo significativo\u00a0delle piogge stagionali, l&#8217;antico bacino idrico sub\u00ec\u00a0una significativa\u00a0metamorfosi. Dove non pot\u00e9 arrivare l&#8217;inarrestabile\u00a0geologia, fummo noi, bipedi pensanti ed operosi, a fare il danno senza precedenti. Fin dalle origini delle ancestrali civilt\u00e0, il Mar Morto era ben diviso in due strati molto\u00a0differenti: quello superiore, con una salinit\u00e0 di 342 parti per migliaio e una temperatura che poteva raggiungere anche i 37 gradi centigradi, e la parte inferiore degli abissi semi-tenebrosi al di sotto dei 35 \u00a0metri, non pi\u00f9 caldi di 22 gradi. Qui, nel mezzo di\u00a0una saturazione assoluta di molecole\u00a0<span style=\"color: #252525;\">NaCl (cloruro di sodio) cos\u00ec tanto diffuso che le precipitazioni dalla superficie non potevano aggregarsi ulteriormente all&#8217;acqua, finendo sul fondale, si nascondevano alcune timide forme di vita, come l&#8217;alga\u00a0<i>dunaliella<\/i>\u00a0e gli <em>halobacteria<\/em>, micro-organismi che si nutrono di rara luce ultravioletta, la cui membrana cellulare, cosa fuori dal comune, resisteva alle\u00a0ruvidit\u00e0 di un tale ambiente. Un potere straordinario dato dall&#8217;evoluzione. Ma gli ecosistemi rari sono delicati per definizione, e l&#8217;improvviso venire a mancare di un apporto tanto ingente\u00a0di acqua fresca e pura cambi\u00f2 i rapporti di potenza fra le parti in gioco.<br \/>\nLa sostanza della superficie, improvvisamente raffreddata, perse il suo primato di minore densit\u00e0, cadendo inarrestabile verso il profondo e mescolandosi\u00a0<a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=3343\" target=\"_blank\">come l&#8217;oceano latteo della mitologia indiana<\/a>. Si stima che entro il 1978-79, dove prima c&#8217;erano due zuppe, ne era rimasta solamente una.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_13729\" aria-describedby=\"caption-attachment-13729\" style=\"width: 315px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=13729\" rel=\"attachment wp-att-13729\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-13729\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/05\/Cristallografia.png\" alt=\"Cristallografia\" width=\"325\" height=\"276\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13729\" class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/File:Indices_miller_bravais.png\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Distrutto l&#8217;aloclino, l&#8217;impenetrabile barriera tra i diversi strati di salinit\u00e0, cose nuove riemersero dal buio dei millenni. Erano dei cubi persi agli occhi della gente.<br \/>\nQuesta forma perfetta tanto cara al Platonismo, che suggerisce immagini di una sessione a Dungeons &amp; Dragons, non \u00e8 rara nell&#8217;ambito della mineralogia. Anzi! Fra tutte le strutture dei cristalli, \u00e8 forse quella che si verifica pi\u00f9 di frequente. Chiunque abbia passato le infantili estati in cerca di pirite, l&#8217;oro degli sciocchi che talvolta si nasconde\u00a0tra l&#8217;asfalto delle strade, ben conosce questa sua frequente manifestazione. E non c&#8217;\u00e8 poi tanto da sorprendersi, se anche la natura ama giocare in tale modo. \u00c8 tutta una questione di analogia tra le diverse classi di grandezza: come per dei frattali, le figure matematiche infinitamente ricorsive, il mondo fisico si giova di precise regole, dalle quali ne derivano delle altre uguali per\u00f2 maggiormente pervasive. L&#8217;atomo minuscolo, mattone unico della materia, aderisce ai suoi simili secondo la prassi che deriva dalla sua struttura. Se dovesse farlo cento, mille volte, accadr\u00e0 ogni volta\u00a0nello stesso modo. Da ci\u00f2 si pu\u00f2 desumere che un&#8217;ammasso veramente puro di una singola sostanza, se immobile nella sua costituzione, si presenter\u00e0 sotto ai nostri occhi con la\u00a0precisione\u00a0geometrica del mondo delle idee. Esiste una scienza, la cristallografia, che\u00a0proiettando radiazioni contro simili costrutti, li ha ben divisi\u00a0in\u00a0base all&#8217;occorrenza delle simmetrie: ci sono cristalli triclini (a tre assi), monoclini, ortorombici (con tre angoli retti) romboedrici, esagonali e tetragonali. E poi c&#8217;\u00e8 quello cubico, all&#8217;origine dell&#8217;occasione. In ciascuno di essi, gli atomi si assembrano in molecole\u00a0secondo una\u00a0precisa disciplina, che pu\u00f2 avere il vertice d&#8217;origine al convergere degli assi, oppure al centro di una delle facce, da cui, in tale caso, prenderebbe il via la tessitura. Lo splendore del diamante, l&#8217;opaca durezza del quarzo e il rosso cupo del rubino affascinano le nostre menti dalle interminabili generazioni. In loro ricorre il senso di un equilibrio eternamente\u00a0ripetuto, fondamento\u00a0stesso di un universo ancora incontaminato.<br \/>\nQuello che ancora non tenevamo ben presente, tuttavia, \u00e8 che ci\u00f2 appartenga anche al &#8220;comune&#8221; sale. Questa sostanza un tempo preziosa parimenti all&#8217;oro alchemico, oggi venduta nei supermercati,\u00a0la quale dovrebbe presentarsi\u00a0con la forma di un granulato diseguale. Irregolarit\u00e0 dovuta, in effetti, a contaminazioni chimiche, la stessa fonte del sapore che noi tanto amiamo. Ma non c&#8217;\u00e8 niente di normale, in questo\u00a0Mar Morto trasformato, ormai quasi privo di alghe e di batteri. Il puro cristallo di quella sostanza, in effetti, ha una forma tanto regolare che dei giovani turisti possono usarlo come fosse un <em>voxel<\/em> di Minecraft. Costruendoci strutture che non dureranno dei secoli, nei fatti, ma colpiscono la mente affascinando i navigatori dell&#8217;odierno web. Ci sono pi\u00f9 cose a\u00a0questo\u00a0mondo&#8230;\u00a0Tale assioma era gi\u00e0 noto, del resto, <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Manoscritti_del_Mar_Morto\" target=\"_blank\">ai tempi degli Esseni<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli antichi Egizi usavano visitare\u00a0queste stesse rive, in cerca di una mitica sostanza. Il nero, tiepido bitume, la colla usata per stuccare i molti buchi delle mummie. Un vero nettare dell&#8217;immortalit\u00e0, questo ammasso maleodorante, che riaffiorava\u00a0da profonde pozzanghere\u00a0nel suolo. Oggi ci vorrei portar\u00a0le capre, per analogia con i cavalli troppo golosi. Allo scopo di\u00a0provare il &#8230; <a title=\"Un tempio di cubetti sulle rive del Mar Morto\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=13725\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Un tempio di cubetti sulle rive del Mar Morto\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[561,194,560,238,562,78,87],"class_list":["post-13725","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-cristalli","tag-geologia","tag-mar-morto","tag-medio-oriente","tag-minerali","tag-scienza","tag-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13725","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13725"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13725\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13752,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13725\/revisions\/13752"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13725"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13725"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13725"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}