{"id":13261,"date":"2014-04-14T16:03:14","date_gmt":"2014-04-14T14:03:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=13261"},"modified":"2014-04-14T16:23:06","modified_gmt":"2014-04-14T14:23:06","slug":"lettera-damore-dal-giappone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=13261","title":{"rendered":"Lettera d&#8217;\u3042more dal Giappone"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vimeo.com\/52555492\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-13262\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-13262\" alt=\"Kenta Watashima\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/04\/Kenta-Watashima-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/04\/Kenta-Watashima-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/04\/Kenta-Watashima-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/04\/Kenta-Watashima.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come abba\u00ecno, abbruciacchiato, allofono ed affranto. Chi ha avuto, ha avuto, aha, voluto. Mai dato, solo ricevuto. AAAaah come Arduino d&#8217;Ivrea, coraggioso Re d&#8217;Italia verso il primo volgere di un&#8217;era millenaria. Che rivive casualmente nell&#8217;idea, oltremodo interessante, di un&#8217;artista d&#8217;altre terre, d&#8217;altromondo: <a href=\"http:\/\/wtshm.info\/\" target=\"_blank\">Kenta Watashima<\/a>, programmatore. Vuoi scoprire la ragione? Sar\u00e0 un lungo viaggio. Per prima cosa, traccia il segno della croce sopra un foglio, per\u00f2 inclina il tratto verticale verso destra. Quindi, muovi il tuo pennello in una virgola parecchio generosa, che giunga lietamente fino alle sue estreme conseguenze. Tonda come il sole, vasta quanto il mare. Possa ricordare un&#8217;alfa col cimiero, questo simbolo che viene dal Giappone. Ma non \u00e8 un grecismo, nossignore: cos\u00ec comincia una scrittura fatta dalle foglie. Metti che un popolo guerriero proveniente dalle steppe della grande Asia, avesse costruito dei tumuli sull&#8217;arcipelago del regno di Yamato. Pieni di tesori nazionali. E diciamo pure che costoro, stanchi di dover tracciare gli ardui simboli di un alfabeto troppo arcano, per ipotesi, avessero deciso di semplificarli. Quando questo avvenne, non \u00e8 chiaro: forse intorno al quinto secolo, oppure poco dopo. La risposta \u00e8 tutta nella datazione di una spada. L&#8217;arma del guerriero Wowake, che gli amici usavano chiamare, per far prima: \u014chatsuse-wakatakeru-no-mikoto. Altro che: &#8220;d&#8217;Ivrea&#8221;.<br \/>\nCostui ebbe a ricevere un bellissimo sepolcro presso l&#8217;odierna prefettura di Saitama,\u00a0con il beneplacito del gran signore\u00a0Waka Takiru, uno dei protagonisti degli annali mitici del <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Nihongi\" target=\"_blank\">Nihon Shoki<\/a>. Sia chiaro come fossero, tali\u00a0testi co\u00e9vi, tutti scritti nella lingua classica importata dalla Cina. Cos\u00ec era l&#8217;usanza, nulla pi\u00f9. Finch\u00e9 proprio quel guerriero, giusto sul volgere di un grande giorno, ricevette in dono un&#8217;arma in ferro e magnetite meteoritica, la spada che oggi chiamano col nome del suo tumulo: Inaryama. Che fu scavato solamente nel recente &#8217;68, scoprendo, con somma meraviglia, come sulla lama fosse inciso un lungo testo descrittivo. Scritto in lingua puramente giapponese (infine!) Con un metodo che viene detto:\u00a0<em>man&#8217;y\u014dgana<\/em>. Tale sistema corsivo, basato sempre sui caratteri del continente, li allegeriva per\u00f2 dal significato originario. Dunque, alla dicotomia di un carattere=una parola, a partire da quel giorno, se ne affianc\u00f2 un&#8217;altra; in cui una lettera, da sola, poteva voler richiamare: una sillaba soltanto. Ah! Ah!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E che suono! Il\u00a0<em>man&#8217;y\u014dgana, <\/em>come per l&#8217;appunto dicevamo, deve la sua statura letteraria alla riuscita dalle&#8230;Foglie. Ovvero quelle del\u00a0Man&#8217;y\u014dsh\u016b, la raccolta antologica che seppe contenerne, metaforicamente, diciamo diecimila. Erano in realt\u00e0 poesie, compilate, secondo l&#8217;ipotesi pi\u00f9 accreditata, da \u014ctomo no Yakamochi\u00a0(718-785) statista, scrittore, immortale.<br \/>\nPassati ormai due secoli o giu di l\u00ec, dall&#8217;epoca di Wowake e della sua spada incisa, la scrittura fonetica aveva acquisito i meriti di un verissimo strumento letterario. E bench\u00e9 i <em>kanji <\/em>provenienti dalla Cina, come del resto avviene ancora oggi, avessero mantenuto un ruolo di primissimo piano, certi generi finirono per legarsi alla nuova grafia, in cui il suono, non il significato, passava in primo piano. Tra questa la poesia <em>waka<\/em> (schema di\u00a05-7-5-7 e 7 sillabe) soprattutto per dare origine a dei graditi doppi sensi metaforici, e poi i romanzi, per una ragione alquanto differente: perch\u00e9 li scrivevano le donne.<br \/>\nNel corso dell&#8217;epoca Nara (710 &#8211; 784) e ancor pi\u00f9 in quella Heian (784 &#8211; 1185) l&#8217;usanza giapponese voleva infatti che soltanto gli uomini studiassero i caratteri cinesi. Nonostante questo, le donne della classe ricca erano estremamente colte e amavano narrare della vita. Basti, per dimostrarlo, citare l&#8217;esempio pi\u00f9 famoso: la storia di\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Genji_monogatari\" target=\"_blank\">Genji, lo splendente principe dei Minamoto<\/a>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_13263\" aria-describedby=\"caption-attachment-13263\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/itmLxjMQdHE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-13263\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13263\" alt=\"Novmichi Tosa\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/04\/Novmichi-Tosa-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/04\/Novmichi-Tosa-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/04\/Novmichi-Tosa-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/04\/Novmichi-Tosa.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13263\" class=\"wp-caption-text\">Novmichi Tosa \u00e8 l&#8217;artista giapponese celebre per le sue molte invenzioni sonore, tra cui questa &#8220;Macchina del WAHAHA GO&#8221;. Potrebbe essere l&#8217;ispiratore di Kenta Watashima.<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Genji Monogatari, forse la singola opera letteraria pi\u00f9 influente del Giappone, venne scritto intorno all&#8217;XI secolo dalla dama di corte Murasaki Shikibu. Ed \u00e8 rilevante, in questo caso, perch\u00e9 venne scritto non nell&#8217;alfabeto\u00a0<em>man&#8217;y\u014dgana, <\/em>ma nella sua evoluzione successiva, quella per inciso ancora in uso, che comincia con la croce e con la virgola di Arduino: la [A] Creata dal programmatore d&#8217;oggi,\u00a0Kenta Watashima. Prima lettera dell&#8217;<em>hiragana, <\/em>scrittura del futuro.<br \/>\nIl significato dei suoni linguistici nell&#8217;arte giapponese \u00e8 molto rilevante. Va considerato, tenendo ben presente le vicende di cui sopra, come la cultura antica di quell&#8217;arcipelago si sia evoluta per il tramite di un sistema di ideogrammi, in cui il suono derivava solo dal significato. Non dalla scrittura. Il semplice concetto di aprire la bocca, far arretrare la lingua e lasciar vibrare l&#8217;epiglottide, a quell&#8217;epoca, non veniva razionalizzato. Era un gioco, come un grido. Pu\u00f2 essere che una singola vocale sia latrice di significato, in tali condizioni? Giudicate voi, guardando l&#8217;opera in oggetto a questo articolo. Ecco, ci siamo.<br \/>\nVeniamo dunque a un altro Re, di una penisola lontana, no vicina, anzi, vicinissima: la nostra. Arduino, che fece la guerra in parallelo ai vescovi di Roma e al Sacro Imperatore, giusto verso l&#8217;epoca di Murasaki, scelse di andarsene in pensione. E si ritir\u00f2\u00a0nell&#8217;abbazia di Fruttuaria a San Benigno Canavese, a 40 Km dalla patria Ivrea. Rest\u00f2 comunque caro ai suoi concittadini. Tanto che, oggi, nella citt\u00e0 piemontese c&#8217;\u00e8 un bar che porta il suo nome, guarda caso molto frequentato dagli studenti d&#8217;informatica dell&#8217;Interaction Design Institute.<br \/>\nGli inventori di una <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arduino_(hardware)\" target=\"_blank\">scheda di prototipazione<\/a> assai particolare, che costituisce uno standard internazionale dei progetti informatici creativi. Controller di suoni, luci e perch\u00e9 no, voci.<\/p>\n<figure id=\"attachment_13264\" aria-describedby=\"caption-attachment-13264\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/PxLB70G-tRY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-13264\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13264\" alt=\"Otamatone\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/04\/Otamatone-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/04\/Otamatone-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/04\/Otamatone-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/04\/Otamatone.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13264\" class=\"wp-caption-text\">Otamatone, lo strumento musicale inventato da Novmichi Tosa<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tale minuta attrezzatura, nascosta dentro un guscio alfabetico di lattice, costituisce il cuore della lettera parlante di Kenta Watashima. Che si pone l&#8217;obiettivo di dimostrare quanti siano i significati esprimibili per il tramite di una singola vocalizzazione. Entusiasmo, eccitazione, malinconia&#8230; Tutto fuoriesce dall&#8217;oggetto posto su quel tavolo, in risposta ai gesti dei visitatori. Qualcuno l&#8217;accarezza come fosse un cagnolino, altri la percuotono, la punzecchiano con intenzione. Si finisce per provare pure un certo grado d&#8217;empatia.<br \/>\nQuesta scultura, se cos\u00ec pu\u00f2 venire definita, non \u00e8 che l&#8217;ultima rappresentante di una particolare classe di creazioni giapponesi, dette\u00a0<em>chind\u014dgu<\/em>, ovvero &#8220;strumenti inusuali&#8221;. Ce ne sono di ogni tipo, pi\u00f9 meno funzionali alle diverse situazioni della vita. Un altro maestro nel crearli \u00e8 Novmichi Tosa, artista rinomato in modo particolare per l&#8217;Otamatone, un giocattolo musicale che produce frequenze simili ad un <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Theremin\" target=\"_blank\">theremin<\/a>. Il quale suona un po&#8217; allo stesso modo della nostra [A], a ben pensarci. La vicenda di costui, in un certo senso, dimostra come la creativit\u00e0 artistica possa trasformarsi in una forma di sostentamento, soprattutto grazie a considerazioni di natura commerciale, nonch\u00e9 pubblicitaria. Otamatone, ad oggi, viene venduto nei negozi di met\u00e0 del mondo, generando considerevoli profitti.<br \/>\nChiss\u00e0 che anche Kenta Watashima un giorno, abbandonando il suo mestiere principale di programmatore, non scelga di percorrere la strada dell&#8217;artista costruttore di gingilli. Ah, magari!<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come abba\u00ecno, abbruciacchiato, allofono ed affranto. Chi ha avuto, ha avuto, aha, voluto. Mai dato, solo ricevuto. AAAaah come Arduino d&#8217;Ivrea, coraggioso Re d&#8217;Italia verso il primo volgere di un&#8217;era millenaria. Che rivive casualmente nell&#8217;idea, oltremodo interessante, di un&#8217;artista d&#8217;altre terre, d&#8217;altromondo: Kenta Watashima, programmatore. Vuoi scoprire la ragione? Sar\u00e0 un lungo viaggio. Per prima &#8230; <a title=\"Lettera d&#8217;\u3042more dal Giappone\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=13261\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Lettera d&#8217;\u3042more dal Giappone\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,46,154,531,71,530],"class_list":["post-13261","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-giappone","tag-letteratura","tag-linguistica","tag-storia","tag-suono"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13261","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=13261"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13261\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13285,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/13261\/revisions\/13285"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=13261"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=13261"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=13261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}