{"id":13105,"date":"2014-03-30T11:30:55","date_gmt":"2014-03-30T09:30:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=13105"},"modified":"2014-03-30T12:10:56","modified_gmt":"2014-03-30T10:10:56","slug":"guerre-stellari-divampano-dallorgano-wurlitzer","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=13105","title":{"rendered":"Guerre Stellari divampano dall&#8217;organo di Wurlitzer"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/I2S72eajLzw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-13107\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Wurlitzer Star Wars\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/03\/Wurlitzer-Star-Wars-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le grandi opere nascono dal nucleo di un&#8217;idea, quindi bruciano l&#8217;idrogeno e i metalli, il neon, lo zolfo e le sostanze dello spazio siderale. Crescono all&#8217;inverosimile tra fulmini e lapilli, vortici di fuoco che diventano giganti rosse o quasar. A volte, invece, buchi senza fondo. La musica \u00e8 cos\u00ec del resto&#8230;Lo sono molte cose, anche le stelle. 6900 anni prima della distruzione della Morte Nera, i Jedi affini al lato oscuro della Forza, come involontari pellegrini, giunsero tra i freddi canyon del pianeta Korriban, tra belve infernali e i resti di un&#8217;antica civilt\u00e0. In esilio prosperarono, forti ed immortali, raggiungendo quasi la divinit\u00e0. Ma corrotti da un&#8217;antica forma di stregoneria, scelsero un appellativo foriero di disgrazie. Quei vermigli Sith, tiranni del futuro e del passato, vendicativi; rovesciando la Repubblica della galassia di George Lucas, inseguirono una fine senza gloria. Sulle note orchestrali di John Williams, oltre al suono elettrico di molte spade laser.<br \/>\nLo strumento musicale pi\u00f9 possente del mondo, al giorno d&#8217;oggi, sarebbe alquanto deludente. Un tablet collegato ad un computer, quindi all&#8217;amplificatore, che riversa il campo elettrico sonorizzato, ad esempio, dagli altoparlanti posti su di un palco, note alte oppure basse, sempre tutte quante aggrovigliate da un attento manipolatore. Ed \u00e8 difficile capire, se questo sia lo zenit di quell&#8217;arte, oppure il nadir pi\u00f9 profondo, degenerazione di un&#8217;epoca pi\u00f9 nobile, in cui il musicista usava il gesto, non il trucco digitale. Molto prima del DJ, dei mixer o della pistola <em>blaster<\/em>, c&#8217;erano strumenti armonici eleganti. Talmente &#8220;limitati&#8221; che, ohib\u00f2! Per trarne una sinfonia ce ne volevano dozzine: ottoni, flauti, corni e trombe dentro ad una fossa. Arpe, timpani e sassofoni, innanzi al pubblico rapito. Magari pure un pianoforte, e poi su tutti, a comandare, il gesto ipnotico di una bacchetta, strumento del potere, la verga dell&#8217;esercito dei cloni. Talmente piacque, tale configurazione, che ancora \u00e8 in uso nei teatri pi\u00f9 famosi.<br \/>\nPer\u00f2 non tutti e soprattutto, non questo: perch\u00e9 il Sanfilippo Theatre, presso la citt\u00e0 di Barrington, Illinois, tiene l&#8217;Organo di Wurlitzer #1571.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che cos&#8217;ha di speciale, questo ponderoso strumento? Tutto, praticamente: un set completo di canne diafone da 10 metri e un altro di bombarde, per buona misura, in 52 mostruose schiere scintillanti. Trentadue campane da torre appese tutto intorno, la pi\u00f9 grande delle quali pesa circa 200 chili. Neanche l&#8217;ombra di un gargoyle. In fondo alla stanza, le trombe eteree e i corni da battaglia. Proprio accanto, inoltre, c&#8217;\u00e8 la fedele copia di un pianoforte\u00a0Deagan a percussione, controllato da remoto. Facilmente, addirittura: questo Wurlitzer, della tipologia <em>mighty<\/em>\u00a0(possente) ha appena\u00a0cinque tastiere, tredici pedali e pi\u00f9 pulsanti del Millennium Falcon. Oltre a un solo, potentissimo, cervello, quello di\u00a0Jelani Eddington, in questo caso. L&#8217;uomo sopra lo sgabello pi\u00f9 scomodo di tutto il mondo musicale? Di sicuro, non in molti potrebbero occuparlo, almeno senza l&#8217;adeguata percezione della Forza. O un viaggio presso Dagobah, per addestrarsi in acqua di palude.<br \/>\nLa\u00a0Rudolph Wurlitzer Company \u00e8 stata una celebre compagnia americana, operativa fino al 1988, che produsse molti tipi di strumenti e soprattutto gli organi migliori del periodo, portatili e a barile, regolari oppure grandi, enormi. \u00c8 una leggenda che si origina nell&#8217;epoca dell&#8217;elettricit\u00e0. Quando, intorno alla fine del XIX secolo, cambi\u00f2 il modo di far musica. E raccontare storie, grazie alla magica laterna di un potente proiettore.<\/p>\n<figure id=\"attachment_13106\" aria-describedby=\"caption-attachment-13106\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/fDibgtNRe7I\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-13106\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-13106\" alt=\"American Photoplayer\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/03\/American-Photoplayer-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/03\/American-Photoplayer-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/03\/American-Photoplayer-900x562.jpg 900w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/03\/American-Photoplayer.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-13106\" class=\"wp-caption-text\">Il <em>photoplayer <\/em>\u00e8 un altro tipo di pianoforte orchestrale in grado di sostituire tutti i membri dell&#8217;ensemble. Veniva usato per i primi cartoni animati della Disney, intorno agli anni &#8217;30<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; line-height: 1.5em;\">Si racconta di come Robert Hope-Jones (1859-1914), nato ad Hooton, nel Cheshire, avesse lavorato da giovane in una compagnia telefonica d&#8217;Inghilterra, prima di definire i termini del suo pi\u00f9 grande sogno. Ovvero, che un organo potesse sonorizzare l&#8217;intera cavea di un teatro, senza nessun tipo di assistenza, seguendo i movimenti musicali di un solo musicista &#8211; praticamente un Luke Skywalker! Delle orecchie tese ad ascoltare. A lui, soltanto, si attribuiscono un gran numero di innovazioni tecniche, ancora in uso nella maggior parte degli organi teatrali o da chiesa: tra queste, la tipologia di canna detta\u00a0<em>tibia clausa<\/em>, l&#8217;azione elettro-pneumatica di alcuni componenti e i <em>drawknobs<\/em>, le caratteristiche manopole a estrazione, ciascuna collegata a un qualche arnese di accompagnamento.\u00a0Fondata la sua compagnia nel 1877, a fronte di un valido investimento, ebbe modo di realizzare i suoi prototipi pi\u00f9 promettenti. Poi crebbe, ancora e ancora: di organi ne produsse ben 243 da un singolo stabilimento. Grazie a prestazioni mai viste prima, questi colpirono i paesi dell&#8217;intero continente europeo finch\u00e9, sospinti dal vento inarrestabile di fin troppe canne, giunsero nella remota America. Terra fertile e incontaminata. Hope-Jones, che al suo zenit ebbe ad impiegare pi\u00f9 di 100 dipendenti, scelse quindi di associarsi con la\u00a0Rudolph Wurlitzer Company, una neonata e forte fabbrica di Cincinnati. Era il 1914. Poco dopo, appena compiuti i 55 anni, si suicid\u00f2.<br \/>\nIl pi\u00f9 grande organo elettrico mai costruito \u00e8 custodito presso la\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Radio_City_Music_Hall\" target=\"_blank\">Radio City Music Hall<\/a>, nel Rockfeller Center di New York. E qualcuno potrebbe ben vedercelo, con la sua possenza musical-apocalittica, in questa sacra mecca dell&#8217;oggettivismo culturale. Poco dietro l&#8217;emblematica statua di Atlante, presumibile capitalista che sostiene il mondo. L&#8217;ennesimo simbolo di un&#8217;opulenza tecnologica, di uno stile d&#8217;intrattenimento senza limiti di risorse; un&#8217;emblema che rivive, immutato, nei possenti <em>opus<\/em> della cinematografia dei nostri giorni. Alle Guerre Stellari di George Lucas, di sicuro non mancava la grandiosit\u00e0.<br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le grandi opere nascono dal nucleo di un&#8217;idea, quindi bruciano l&#8217;idrogeno e i metalli, il neon, lo zolfo e le sostanze dello spazio siderale. Crescono all&#8217;inverosimile tra fulmini e lapilli, vortici di fuoco che diventano giganti rosse o quasar. A volte, invece, buchi senza fondo. 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