{"id":12756,"date":"2014-03-07T08:53:47","date_gmt":"2014-03-07T07:53:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=12756"},"modified":"2014-03-07T10:43:19","modified_gmt":"2014-03-07T09:43:19","slug":"demiurgo-delle-centomila-macchinine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=12756","title":{"rendered":"Demiurgo delle centomila macchinine"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vimeo.com\/87798784\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-12757\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-12757\" alt=\"Metropolis II\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/03\/Metropolis-II-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/03\/Metropolis-II-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/03\/Metropolis-II.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Chi ha detto che l&#8217;arte contemporanea debba essere, per sua intrinseca natura, difficile da interpretare? Le opere di Chris Burden sono pi\u00f9 dirette della scia di una cometa, forti e corpose quanto l&#8217;alba di una torrida mattina nel Sahara. Guardate questa, ad esempio. Un&#8217;intera flotta di automobili giocattolo, coloratissime, che percorrono senza posa la pi\u00f9 straordinaria delle piste. Praticamente, una citt\u00e0; anzi, Metropolis II, la scultura cinetica su quattro livelli, con 18 superstrade di cui una a sei corsie, alti grattacieli e un&#8217;intera ferrovia, attualmente in mostra presso il <a href=\"http:\/\/www.lacma.org\/\" target=\"_blank\">LACMA<\/a> di Los Angeles. I piccoli ed agili veicoli si muovono all&#8217;equivalente (in scala) di 240 miglia orarie, gi\u00f9 per le ripide discese, compiono maestose parabole e poi si bloccano, impattando rumorosamente contro il posteriore delle loro simili-partite-poco-prima. Quindi, imboccato il difficile sentiero di quel nastro, che lentamente le riporta al punto di partenza, avanzano affannose, riproducendo il traffico di una terribile ora di punta. Non c&#8217;\u00e8 continuit\u00e0, diversamente dall&#8217;autostrada di un lungo viaggio; si va lenti, poi veloci e cos\u00ec via; &#8220;\u00c8 questa la ragione principale dello stress di guida&#8221; Spiega lui, mentre manovra i pochi interruttori &#8220;Il ritmo diseguale, l&#8217;accelerazione a seguito di brusche soste&#8221;. Anche la fonte dell&#8217;usura delle auto, con conseguente spesa, come ben sanno i precari e i pendolari urbani. Naturalmente, l&#8217;opera contiene molte tematiche ulteriori. C&#8217;\u00e8 lo spazio architettonico irreale, fatto di palazzi svettanti, con le travi a doppia T e gli altri elementi dell&#8217;urbanistica disumanizzata. <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=yBeU-JmEvFE\" target=\"_blank\">Che in un altro frangente lui schiantava nella terra<\/a>, neanche fossero le fiocine del capitano Achab. Il tutto \u00e8 mescolato con sapienza estetica davvero navigata. Vista dall&#8217;alto, questa pista-scultura potrebbe costituire il sogno di un bambino di qualunque et\u00e0. E poi ritorna, con essa, il ricorsivo pluralismo delle cose indipendenti, tanto caro a chi l&#8217;ha costruita. Vedi ad esempio <i>All the Submarines of the United States of America<\/i> (1987), in cui l&#8217;autore aveva appeso alla rinfusa in una stanza 625 piccoli sottomarini, tutti uguali. La citt\u00e0 di Metropolis II ha un che di selvatico, che sfugge all&#8217;immediata comprensione. Pi\u00f9 che un meccanismo, pare un organismo.<br \/>\nLa gente la circonda, osservandola da tutti i lati. Le auto girano vorticose, intorno all&#8217;edificio e poi pure dentro, sopra e sotto la scultura. Lo stesso fanno i globuli, gli zuccheri e le altre sostanze, nelle vene di colui che siede in centro. L&#8217;artigiano-demiurgo preme il tasto, avvia la giostra: il resto \u00e8 rubiconda gravit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/yBeU-JmEvFE\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-12758\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Chris Burden 2\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/03\/Chris-Burden-2-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per ogni Omega, l&#8217;Alfa. Un uomo in una stanza, al centro dell&#8217;inquadratura, aspetta pazientemente l&#8217;avvenire di qualcosa. Di fronte a lui, a cinque metri di distanza, c&#8217;\u00e8 il suo amico. Che gli sta puntando addosso un grosso fucile carico, con mira attentamente calibrata. L&#8217;uomo \u00e8 Chris Burden, l&#8217;anno \u00e8 il 1971 e <a href=\"http:\/\/historyofourworld.wordpress.com\/2009\/10\/05\/chris-burden\/\" target=\"_blank\">questo \u00e8 <\/a><em><a href=\"http:\/\/historyofourworld.wordpress.com\/2009\/10\/05\/chris-burden\/\" target=\"_blank\">Shoot<\/a>, <\/em>il suo primo gesto d&#8217;arte storico. Che fece un gran rumore, sia nei fatti che metaforicamente, specie alla sua epoca. Ed \u00e8 facile capirne la ragione; non capita tanto spesso che un&#8217;artista, nell&#8217;esercizio delle sue funzioni fisiche e mentali, decida di farsi sparare su di un braccio, cos\u00ec.<br \/>\nE questo fu, soprattutto, il suo stile di quegli anni, a cavallo fra tradizioni ed <em>avant-garde<\/em>, quando i media espressivi tecnologici irrompevano sulla scena degli artisti, cambiando le regole del gioco d&#8217;espressione. Si fece allora crocifiggere su una Volkswagen Beetle. Rimase per ventidue giorni in equilibrio su una piattaforma triangolare della Ronald Feldman Gallery, fuori dalla vista dei visitatori. A quanto dicono, non scese neanche per mangiare. Poi rimase faticosamente immobile di fronte a un orologio, per ore, a Chicago, prima di distruggerlo con un martello. In seguito a quell&#8217;esperienza validissima, nel 1978, divent\u00f2 professore all&#8217;<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/University_of_California,_Los_Angeles\" target=\"_blank\">Universit\u00e0 della California<\/a>, proprio dove si era laureato. L&#8217;auto flagellamento ha pur sempre un suo sinistro fascino e funzione, soprattutto per le menti dei creativi.<\/p>\n<figure style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?attachment_id=12760\" rel=\"attachment wp-att-12760\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"metropolis2\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/03\/metropolis2-500x331.jpg\" width=\"500\" height=\"331\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\"><a href=\"http:\/\/www.lacma.org\/art\/exhibition\/metropolis-ii\" target=\"_blank\">Via<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14px; line-height: 1.5em;\">L&#8217;artista, quindi, prese ad esprimersi attraverso un altro tipo di creazioni, meno sofferte dal punto di vista personale. Ingegneristiche, architettoniche, finalizzate ad un qualche tipo di commento verso le contraddizioni dell&#8217;umana societ\u00e0.<br \/>\nCostru\u00ec un diorama di citt\u00e0 stato futuribili, in guerra tra loro grazie a numerosi soldatini, <i>A Tale of Two Cities<\/i> (1981) e poi ponti, robot, fabbriche automatizzate. Rilevante perch\u00e9 simile a quella Metropolis II di apertura, \u00e8 l&#8217;opera <i>The Two Minute Airplane Factory, <\/i>messa in mostra per due mesi nel 1999 presso la Tate Gallery di Londra. Un sistema per l&#8217;assemblamento automatico di piccoli aeroplani in legno e carta, ciascuno fatto in due minuti e poi lanciato verso i lunghi corridoi del museo. Che funzion\u00f2 soltanto a tratti, finendo per dimostrare che: &#8220;Il dominio degli automatismi e pur sempre soggetto ai limiti dell&#8217;efficienza.&#8221; I veri artisti hanno il dono della fluidit\u00e0. Per\u00f2, che peccato!<br \/>\nMolto pi\u00f9 funzionale, ingengnoso \u00e8 risultato questo ingorgo d&#8217;automobiline. Circa 100.000 ce ne sono, per due anni di lavoro. Operazione riuscita, stavolta, dunque? Basterebbe misurare il successo avuto in campo internettiano. Abituati ai molti modellini e ai marchingegni degli appassionati monomaniaci, che costruiscono le cose pi\u00f9 diverse per l&#8217;industria spontanea di YouTube, i visitatori del web si sono subito appassionati a questa splendida Metropolis II. E il video di corredo, che pu\u00f2 essere pregno di significato, come pure solo buffo, piacevole, divertente&#8230;\u00c8 ricomparso da ogni parte. Conoscere colui che l&#8217;ha reso possibile, alla fine, pu\u00f2 soltanto renderlo pi\u00f9 interessante.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/YjOYaKbgzS4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-12759\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-12759\" alt=\"Chris Burden\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/03\/Chris-Burden-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/03\/Chris-Burden-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/03\/Chris-Burden.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi ha detto che l&#8217;arte contemporanea debba essere, per sua intrinseca natura, difficile da interpretare? Le opere di Chris Burden sono pi\u00f9 dirette della scia di una cometa, forti e corpose quanto l&#8217;alba di una torrida mattina nel Sahara. Guardate questa, ad esempio. Un&#8217;intera flotta di automobili giocattolo, coloratissime, che percorrono senza posa la pi\u00f9 &#8230; <a title=\"Demiurgo delle centomila macchinine\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=12756\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Demiurgo delle centomila macchinine\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[201,77,503,504,82,147],"class_list":["post-12756","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-architettura","tag-arte","tag-arte-contemporanea","tag-modellini","tag-scultura","tag-stati-uniti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12756","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12756"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12756\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12777,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12756\/revisions\/12777"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12756"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12756"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12756"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}