{"id":12429,"date":"2014-01-31T16:08:37","date_gmt":"2014-01-31T15:08:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=12429"},"modified":"2015-02-02T08:08:46","modified_gmt":"2015-02-02T07:08:46","slug":"senza-paracadute-alla-carsica-dolina-blu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=12429","title":{"rendered":"Senza paracadute dentro alla carsica dolina blu"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/uQITWbAaDx0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-12430\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-12430\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/01\/Underwater-Base-Jump-500x312.jpg\" alt=\"Underwater Base Jump\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/01\/Underwater-Base-Jump-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/01\/Underwater-Base-Jump.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Esplorazione vuol dire movimento, di chi punta la prua verso la curvatura dell\u2019orizzonte, come pure quello in senso verticale, oltre la tradizionale geografia. L\u2019astronauta di un veliero futuribile, sospinto dalle irradiazioni cosmiche, viaggerebbe verso l\u2019infinito senza utilizzare mappe planetarie bidimensionali, ma con la certezza di una chiara direzione: l\u2019alto matematico, ovvero l\u2019allontanamento dall\u2019amata Terra. Quel gesto verrebbe misurato, per convenzione, in metri di distanza dalla superficie stessa dell\u2019Oceano. Qualcuno, prima o poi, un simile vascello lo progetter\u00e0, chiss\u00e0 come! Per\u00f2 nel frattempo, muovendosi da \u00a0quello stesso punto di partenza, certi viaggiatori s\u2019immergono all\u2019ingi\u00f9, senza troppe considerazioni tecnologiche particolari. Sono i <i>freedivers, <\/i>coloro che praticano l\u2019immersione intrepida in apnea. Oltre la rigida corazza di un comune palombaro, superando il pericolo d\u2019incorrere in frequenti decompressioni, soprattutto vista l\u2019assenza delle bombole.<br \/>\nFra loro, il protagonista di questo impressionante video \u00e8 Guillaume Nery, l\u2019esperto tuffatore che in occasione di una competizione di settore si \u00e8 dedicato a dimostrare una delle pi\u00f9 famose associazioni, quella tra il nuoto, ed il volo. O per meglio dire: la libera caduta, con tanto di terribile accelerazione verso la velocit\u00e0 terminale. Anche questa \u00e8 esplorazione, sebbene realizzata grazie a qualche trucco di regia, ed al servizio di una metafora, per giunta. Nascosta in fondo a un buco senza limiti, per lo meno all\u2019apparenza:\u00a0 il Dean\u2019s Blue Hole, dolina carsica* sita in una baia ad Ovest della ridente Clarence Town, popolare destinazione turistico-esterma delle soleggiatissime Bahamas. Un ambiente mai toccato, da che mondo \u00e8 mondo, dalla chiara luce di una stella. L\u2019abisso della perdizione? Sar\u00e0 sicuramente familiare, ai pi\u00f9, il concetto del fenomeno dei buchi neri, recentemente messo in dubbio dal grande fisico Stephen Hawking (avr\u00e0 avuto valide ragioni) ovvero degli astri collassati su se stessi, talune anomalie iper-gravitazionali tanto forti, cos\u00ec inarrivabili, da poter attrarre cose di ogni tipo. Nulla sfugge a tali pozzi, neanche un solo velocissimo fotone; tanto meno, ipoteticamente, lo farebbe quel veliero, con sopra l\u2019astronauta. Ed \u00e8 questo il cruccio del mistero: se tale foro, come la dolina carsica delle Bahamas, ha un diametro preciso, che si ritente assai ridotto, come mai non \u00e8 soggetto a crescita costante, mano a mano che divora la Galassia? Ci\u00f2 che assorbe, compresa quella nave di ventura, da qualche parte deve andare. Se c\u2019\u00e8 una porta, deve pur esserci una stanza. Ad ogni scala corrisponde un primo piano.<br \/>\nBuchi neri e buchi blu. Nel secondo, in questo caso, \u00e8 penetrato un altro esploratore, antesignano di un distante mondo, scomparendo dallo sguardo e dall\u2019orizzonte degli eventi. Da qualche parte, alla fine, dovr\u00e0 pur essere sbucato.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">*Una dolina marina, o per usare il termine anglofono, un <i>blue hole<\/i>, \u00e8 una caverna verticale, di forma pressappoco circolare, che si \u00e8 formata a seguito delle grandi glaciazioni pleistoceniche, per l\u2019effetto delle infiltrazioni. I fenomeni carsici, costruttori di ogni tipo di valle pi\u00f9 o meno emersa, sono spesso dovuti alle precipitazioni atmosferiche sulla roccia, persino quelle, come in questo caso, penetrate attraverso le profondit\u00e0 abissali. Tali cavit\u00e0 sommerse, piuttosto rare, sono famose per la scurezza bluastra delle acque al loro interno, in grado di creare il pi\u00f9 incredibile contrasto con quelle circostanti,\u00a0 che a loro volta le sovrastano come un azzurro cielo. La linea divisoria tra i due fluidi viene detta l\u2019aloclino.<br \/>\nTali luoghi si trovano,\u00a0 generalmente, presso le coste del Belize, nel Guam, in Australia ed in Egitto, ed altre zone sedimentarie della tipologia chiamata piattaforma carbonatica. Il Dean\u2019s Blue Hole, in particolare, \u00e8 il pi\u00f9 profondo del mondo, almeno tra quelli che abbiano l\u2019ingresso sommerso: 202 metri di stretto pertugio, che si allarga verso il fondo, quasi totalmente oscuro, gelido e privo di vita. Anticamente, si ritiene, bizzarri pesci vivevano tra quelle alte mura, dentro a diramazioni trasversali, come formiche, nascosti tra la sabbia ed il pietrisco. Oggi vi restano solo i batteri pi\u00f9 resistenti, in totale solitudine. Ed occasionalmente, va da s\u00e9, qualche coraggioso individuo, alla ricerca della storia del suo sport. Tra gli spericolati che s\u2019immergono per piacere, sempre alla ricerca di un primato, questa caverna \u00e8 una sorta di Nirvana, cui accostarsi con timore reverente. Nell\u2019aprile del 2010 William Trubridge vi s\u2019immerse per 92 pazzeschi metri, senza altro ausilio che le sue stesse mani nuotatrici, stabilendo il nuovo record mondiale di <i>freediving<\/i>. Nicholas Mevoli nel 2013 perse qui la vita, moltissimi minuti dopo aver effettuato l\u2019ultimo respiro. Aveva gi\u00e0 raggiunto l\u2019altezza inversa di un enorme grattacielo, di quelli usati per praticare il <i>base jumping<\/i>, senza bombole, quasi con le ali.<br \/>\nL\u2019avventura di Guillaume Nery, come lui stesso dichiara sul suo blog, non \u00e8 pura verit\u00e0: nessuno ha mai raggiunto il fondo del Dean\u2019s Blue Hole, tanto meno l\u2019ha poi riscalato a mani nude, in apnea, come un rocciatore. La realt\u00e0 \u00e8 diversa. Trascorrendo alcuni giorni in quell\u2019ambiente insieme alla sua ragazza, dotata di videocamera e capacit\u00e0 d\u2019usarla, finalmente ci dimostra come sarebbe stato farlo. Giungere sul ciglio dell\u2019abisso, fare un passo innanzi e poi lanciarsi, come un paracadutista, verso un suolo lontanissimo. Raggiungerlo, persino. Acqua ed aria, terra e fuoco, non sono che interfacce. Ci\u00f2 che conta \u00e8 l\u2019immaginazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esplorazione vuol dire movimento, di chi punta la prua verso la curvatura dell\u2019orizzonte, come pure quello in senso verticale, oltre la tradizionale geografia. L\u2019astronauta di un veliero futuribile, sospinto dalle irradiazioni cosmiche, viaggerebbe verso l\u2019infinito senza utilizzare mappe planetarie bidimensionali, ma con la certezza di una chiara direzione: l\u2019alto matematico, ovvero l\u2019allontanamento dall\u2019amata Terra. 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