{"id":12362,"date":"2014-01-25T15:59:21","date_gmt":"2014-01-25T14:59:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=12362"},"modified":"2014-01-25T16:12:18","modified_gmt":"2014-01-25T15:12:18","slug":"i-segreti-della-pialla-giapponese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=12362","title":{"rendered":"I segreti della pialla giapponese"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/hjhTbePvyXc\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-12366\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Yosegi\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/01\/Yosegi-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c&#8217;\u00e8 prova migliore dell&#8217;abilit\u00e0 di un falegname che chiedergli di realizzare questa scatolina, decorata secondo il metodo\u00a0<em>yosegi-zaiku<\/em> (\u5bc4\u6728\u7d30\u5de5). Lui dovr\u00e0 prendere fino ad otto campioni di legno differente, perfezionandoli fino all&#8217;aspetto di sottilissime bacchette, bianche, nere, rosse, gialle e cos\u00ec via. Ciascuna proveniente da alberi diversi. Poi, con mano attenta, incollarle saldamente fra di loro, creando l&#8217;equivalente non commestibile di un rotolo di <em>sushi-maki,<\/em>\u00a0senza riso, ovviamente, ma<em>\u00a0<\/em>dalla superficie lignea e geometricamente ripetuta. E ben prima che si possa contemplare tale strano oggetto, cos\u00ec artigianalmente calibrato, sar\u00e0 gi\u00e0 giunto tempo di tagliarlo! In sottili striscioline, come fosse un trancio di salmone. Grazie all&#8217;uso di un ineccepibile strumento: la\u00a0<em>kanna <\/em>(<b>\u924b<\/b>), tradizionale pialla giapponese.<br \/>\nChi l&#8217;avrebbe mai detto, che l&#8217;opaco legno potesse diventare quasi trasparente! Un colpo dopo l&#8217;altro, quel blocchetto si trasforma in carta variopinta. \u00c8 una meraviglia della tecnica artigiana che viene da lontano, anche cronologicamente. Venne infatti utilizzata, fin dagli albori dell&#8217;epoca Edo (1603-1867), come sistema decorativo per soprammobili, cassetti, scrivanie e varie tipologie di scatole tra cui questa, rettangolare con coperchio, \u00e8 senz&#8217;altro la pi\u00f9 semplice. Un&#8217;aspetto interessante di queste creazioni \u00e8 che non erano per niente fuori dal comune, appannaggio dei potenti, bens\u00ec un prodotto a basso costo, ancora oggi favorito per l&#8217;esportazione. Ne preparavano a dozzine, in poche ore, grazie al metodo descritto in apertura. Il segreto per crearle, probabilmente, veniva tramandato dentro alle botteghe, di padre in figlio, attraverso la pratica e con significativo orgoglio di categoria. C&#8217;era persino un grano di sacralit\u00e0. Dal punto di vista culturale e secondo la prassi culturale dello S<em>hint\u014d, <\/em>lavorare il legno \u00e8 sempre stato un mestiere veramente puro, proprio perch\u00e9 prossimo agli spiriti della foresta. Colui che potesse prendere un qualcosa di organico e complesso, per trasformarlo in cose utili alla societ\u00e0, funzionali o gradevoli allo sguardo, veniva mantenuto in grande considerazione.<br \/>\nAnche il celebre\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Katsushika_Hokusai\" target=\"_blank\">Katsushika\u00a0Hokusai<\/a> (1760-1849) con le sue xilografie, raffigur\u00f2 pi\u00f9 volte i falegnami, possibilmente in giustapposizione con la cima del monte Fuji, in lontananza. <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/File:Fujimi_Fuji_view_field_in_the_Owari_province.jpg\" target=\"_blank\">Ecco un esempio, tratto dal suo ciclo illustrativo pi\u00f9 famoso<\/a>, di un fabbricante di botti armato della pialla a lancia, remota antenata della <em>kanna<\/em>. Chi meglio di quel grande artista, che dell&#8217;incisione in legno fece un mezzo visuale rivoluzionario, avrebbe potuto comprendere quell&#8217;importanza, di assemblare un metaforico contenitore\u00a0di sapienza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<figure style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/JrmCyADNhe0\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-12364\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Kanna\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/01\/Kanna-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">Dei falegnami giapponesi si sfidano a Uwajima nel 2012. L&#8217;intervento degli americani in visita dimostra il difficile utilizzo del <em>kanna<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell&#8217;epoca Edo esistevano diverse scuole di falegnameria, ciascuna ben distinta dalle altre. Il\u00a0<i>sukiya-daiku<\/i>\u00a0era colui che costruiva le abitazioni e le case da T\u00e8. Costui, secondo le regole dell&#8217;ideale estetico del <em><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Wabi-sabi\" target=\"_blank\">wabi-sabi<\/a>, <\/em>edificava strutture rustiche e leggiadre al tempo stesso, che con la loro apparente modestia potessero evocare la transitoriet\u00e0 del mondo materiale. Il\u00a0<em>m<\/em><i>iyadaiku<\/i>, architetto protot\u00ecpico di allora,\u00a0si dedicava ai grandi templi delle citt\u00e0 di Kyoto, Edo ed Osaka, magistralmente assemblati tramite l&#8217;applicazione di particolari tecniche ad incastro, colonnati e complesse considerazioni ingegneristiche. Tali strutture sono tra i pi\u00f9 antichi edifici lignei ancora utilizzati quotidianamente.<br \/>\nIl <em>sashimono-shi<\/em>, dal canto suo, costruiva l&#8217;oggettistica e gli arredi. I suoi strumenti erano, sono tre: lo scalpello\u00a0<em>nomi<\/em>, la sega a mano <em>nokogiri\u00a0<\/em>e la\u00a0<em>kanna, <\/em>o pialla per livellare. Questa, a differenza della controparte occidentale, non viene spinta in avanti, ma trainata verso l&#8217;utilizzatore. Si tratta di un blocco di legno forato, con un lato interno obliquo, su cui viene assicurata con un perno un&#8217;affilata lama. La superficie su cui poggia non \u00e8 piana, ma convessa.\u00a0La sua costruzione, apparentemente semplice, pu\u00f2 trarre in inganno: non solo usarla, ma pure realizzarla, richiede un certo grado di sapienza metallurgica.<br \/>\nCome per la spada giapponese, il filo tagliente della <em>kanna<\/em> risultava da un&#8217;amalgama di due tipi di acciaio, duro e morbido, saldati e ripiegati su stessi. Simili strumenti rappresentavano l&#8217;orgoglio dei loro proprietari, insieme al segreto della tecnica decorativa\u00a0<em>yosegi-zaiku.\u00a0<\/em>Non \u00e8 insolito che una\u00a0<em>kanna <\/em>di<em>\u00a0<\/em>alto livello, con il marchio di un famoso produttore, valga ancor pi\u00f9 delle creazioni realizzate grazie ad essa. A meno che queste ultime non siano delle scatole del genere\u00a0<em>himitsu bako<\/em>, ovvero con apertura segreta. Tale categoria d&#8217;oggetto, amata in tutto il mondo, rilevante per la cultura americana e comparsa anche in un episodio della <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=E6jmMp9N6bs\" target=\"_blank\">sit-com\u00a0<\/a><em><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=E6jmMp9N6bs\" target=\"_blank\">Big Bang Theory<\/a>,\u00a0<\/em>costituisce la realizzazione di un&#8217;imprescindibile ideale: nascondere una monetina, o altre cose, alla perfezione. Soltanto con dozzine di manovre, facendo scivolare a lato molteplici pannelli e altre mistiche diavolerie, si potr\u00e0 giungere all&#8217;interno del contenitore.<br \/>\nNaturalmente, pure il modo usato in TV potrebbe funzionare. Ci sar\u00e0 un motivo, se le vere casseforti non le fanno in legno.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/mi_b6uGolgU\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-12365\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Yosegi 2\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/01\/Yosegi-2-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" \/><\/a><\/p>\n<figure style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/C5tc4cYYkYw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-12366\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Himitsu-bako\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2014\/01\/Himitsu-bako-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-caption-text\">&#8220;Super-Cubi&#8221; \u00e8 il non-plus-ultra delle himitsu-bako. Giungere al suo interno richiede 324 passaggi, senza alcuna possibilit\u00e0 d&#8217;errore. Il suo proprietario, a beneficio di chi non ci credeva, <a href=\"http:\/\/s933.photobucket.com\/user\/eclipsedavephoto\/media\/supercubidirections.jpg.html\" target=\"_blank\">ha gentilmente pubblicato online la soluzione<\/a>.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c&#8217;\u00e8 prova migliore dell&#8217;abilit\u00e0 di un falegname che chiedergli di realizzare questa scatolina, decorata secondo il metodo\u00a0yosegi-zaiku (\u5bc4\u6728\u7d30\u5de5). Lui dovr\u00e0 prendere fino ad otto campioni di legno differente, perfezionandoli fino all&#8217;aspetto di sottilissime bacchette, bianche, nere, rosse, gialle e cos\u00ec via. Ciascuna proveniente da alberi diversi. Poi, con mano attenta, incollarle saldamente fra di &#8230; <a title=\"I segreti della pialla giapponese\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=12362\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su I segreti della pialla giapponese\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[168,77,406,482,46,481],"class_list":["post-12362","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-antiquariato","tag-arte","tag-artigianato","tag-falegnameria","tag-giappone","tag-legno"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12362","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12362"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12362\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12381,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12362\/revisions\/12381"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12362"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12362"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12362"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}