{"id":11385,"date":"2013-12-03T09:58:53","date_gmt":"2013-12-03T08:58:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=11385"},"modified":"2013-12-03T10:10:29","modified_gmt":"2013-12-03T09:10:29","slug":"la-foresta-dei-tatami-volanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=11385","title":{"rendered":"La foresta dei tatami volanti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/utq2OfXbw00\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-11386\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-11386\" alt=\"Tameshigiri\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/12\/Tameshigiri-500x263.jpg\" width=\"500\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/12\/Tameshigiri-500x263.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/12\/Tameshigiri.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non puoi intrecciare la paglia di riso in un agglomerato a forma di parallelepipedo, poi prendere quel blocco e ripulirlo dalle impurit\u00e0, riscaldarlo al calor rosso. Un tale ammasso di materia vegetale andrebbe molto presto a fuoco. Neanche puoi, del resto, forgiarlo e piegarlo 100, 1000 volte, ricercando l&#8217;ottenimento di un tutt&#8217;uno solido, flessibile allo stesso tempo, celebrato nei testi dei guerrieri per pi\u00f9 di 900 anni. E neppure, questo ipotetico mucchio di sterpaglie, puoi raffreddarlo lentamente, tramite l&#8217;uso di argille particolari, allo scopo di favorirne la tempra pi\u00f9 solida e tagliente. Certi materiali sono complessi, nobili, naturalmente poderosi. Altri, come il <em>tatami<\/em>, basta bagnarli e arrotolarli, perch\u00e9 diano&#8230; Il massimo. Cosa che, alquanto stranamente, pu\u00f2 bastare a vincere pi\u00f9 d&#8217;una battaglia, tra quelle all&#8217;ordine del giorno.<br \/>\nA guardare, in effetti, un video come questo, ritraente una moderna sessione d&#8217;allenamento nelle arti marziali, i prosaici tappetini parrebbero piuttosto fatti d&#8217;invulnerabile titanio, di metallo-boruro, di cristallo-quarzite, d&#8217;unobtanio\/anti-materia, per quanto resistono al filo tagliente di un alto numero d&#8217;inefficienti staffilate, da parte di questi giovani adepti della spada giapponese. Molto bene lo sapevano, gli artigiani pavimentisti giapponesi. Che passando per le risaie, raccoglievano questi presunti scarti, la parte non commestibile delle piante semi-sommerse, li spianavano, intrecciandoli, quindi li legavano tra loro, attraverso l&#8217;uso di una corda. Suolo delle case dei potenti, sarebbero idealmente diventati, simbolo di status e di ricchezza. Oppure questo: vittime del colpo di una spada, durante la messa in pratica del <em>tameshigiri<\/em>, o il taglio della prova. Cambiano i valori, le regole del sostrato e del contesto. Per\u00f2 la natura umana resta una costante, al punto che ci sono, adesso come allora, persone con congrue risorse da investire nella qualit\u00e0.<br \/>\nIl signore del feudo, governatore di un intero clan, pretendeva di possedere una spada ben diversa dalle altre; in grado di tagliare meglio, uccidere di pi\u00f9. Per questo, sopra l&#8217;elsa, prima di pagare il fabbro-monaco &#8220;depositario di una tradizione millenaria&#8221; (il quale, di sicuro, non lavorava a buon mercato) controllava, sopra l&#8217;elsa (<em>nakago<\/em>), che ci fosse una scritta come questa: codesta lama ha tagliato cinque, sei, sette corpi umani. Sincerandosi accuratamente, tramite l&#8217;accertamento di tale dicitura, che l&#8217;arma non fosse vergine, ma gi\u00e0 bagnata. Del sangue dei morti, o dei viventi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/qliIAP_OGm4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-11387\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-11387\" alt=\"Tameshigiri2\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/12\/Tameshigiri2-500x263.jpg\" width=\"500\" height=\"263\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/12\/Tameshigiri2-500x263.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/12\/Tameshigiri2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fortunatamente, spesse volte, questo sangue veniva soltanto simulato. Il <em>tameshigiri\u00a0<\/em>\u00e8 una disciplina dalle diverse, variabili interpretazioni.\u00a0Alle sue origini, probabilmente co\u00e9ve con l&#8217;imporsi della cultura samuraica (primo shogunato di Kamakura &#8211; 1192 d.C.) veniva considerata un passaggio necessario per sincerarsi del valore di una lama. Si usavano come bersagli stuoie arrotolate, paletti di legno di bamb\u00f9, sottili lamine di metallo, concepite per approssimarsi alla resistenza al taglio di un effettivo corpo umano. Oppure, con piglio decisamente sperimentale, si usavano direttamente dei cadaveri.<br \/>\nCon il passar degli anni, tendendo alla ricerca della spada definitiva, mutarono le tecniche, la forma e la lunghezza. La <em>katana<\/em> per antonomasia, quella dell&#8217;immaginario collettivo, lunga circa 60 cm, usabile con una oppur due mani, \u00e8 un&#8217;arma che raggiunse l&#8217;apice nell&#8217;epoca Sengoku (XV secolo), bench\u00e9 subordinata ad altre pi\u00f9 usabili sul campo di battaglia. Ce lo vedete un guerriero che carica il nemico in armatura, con elmo e tutto il resto, armato di una &#8220;sola&#8221; spada? Impossibile. <em>Yumi<\/em>, <em>yari<\/em>, <em>naginata <\/em>(arco, lancia, alabarda) erano le armi della guerra; a quei tempi, la spada serviva, molto spesso, soltanto a fare scena. Per questo era importante il nome, la discendenza di chi la produceva. E il modo in cui ne garantiva, a beneficio dei clienti, l&#8217;agognato taglio distruttivo.<br \/>\nA partire dal 21 ottobre 1600, con la battaglia di Sekigahara, il Giappone si ritrov\u00f2 d&#8217;improvviso in pace, bench\u00e9 pieno di spade. Continuare a vederle era, dunque, sempre pi\u00f9 difficile. Nell&#8217;epoca di Edo si cominci\u00f2 a provarle sui condannati a morte. Un colpo dopo l&#8217;altro, diagonale! Trasversale! Verticale! Crescevano gli utili, le vittime e il merito di chi le costruiva. Su quei lavori, magistrali opere artigiane, si costru\u00ec un&#8217;intera filosofia, che sopravvive tutt&#8217;ora, il mito trascendente dell&#8217;invincibile <em>katana<\/em><em><\/em><em>, <\/em>che taglia i proiettili a met\u00e0, recide i tronchi di quercia, distrugge persino i carri armati&#8230; La nostra tradizione \u00e8 piena di spade mitologiche, dai nomi di donna, oppure altisonanti, come Excalibur, infuse del potere di un demone o di un sacro paladino. In Giappone non c&#8217;\u00e8 niente di tutto ci\u00f2, per un semplice motivo: bastava il marchio di un vero costruttore, a renderle protagoniste leggendarie.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/Rxp7HqgCLZM\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-11388\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" alt=\"Tameshigiri3\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/12\/Tameshigiri3-500x263.jpg\" width=\"500\" height=\"263\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La realt\u00e0 \u00e8 che Miyamoto Musashi, Jubei Yagyu e gli altri spadaccini di allora, in una mano avevano l&#8217;arma, e nell&#8217;altra un&#8217;abile pennello. Strumento di ben pi\u00f9 duraturi miti, poesie o mirabili figure.<br \/>\n&#8220;Quanti di voi sono qui per i cartoni?&#8221; Era una tiepida mattina d&#8217;autunno, primo giorno di lezioni alla facolt\u00e0 di Lingue e Civilt\u00e0 Orientali &#8220;E quanti per i <em>manga<\/em>?&#8221; Qualche mano si alza, timidamente &#8220;Per la letteratura, la pittura, l&#8217;arte tradizionale?&#8221; Boato d&#8217;approvazione, per\u00f2 \u00e8 probabile, di collettiva convenienza. Io c&#8217;ero. Chiss\u00e0 che si aspettava l&#8217;insegnante! Simili domande, sospetto, potrebbero trovare posto anche in un <em>dojo<\/em> come quello, dei ragazzi giapponesi che tentano d&#8217;imitare i loro miti, pi\u00f9 o meno fantasiosi, tagliando a pezzi le stuoie di <em>tatami<\/em>. Oggi, in un mondo (almeno) apparentemente pi\u00f9 civile, lo scopo del <em>tameshigiri\u00a0<\/em>non \u00e8 pi\u00f9 mettere alla prova l&#8217;arma, ma la persona. Ci vuole in effetti molta abilit\u00e0, per effettuare un colpo perfettamente allineato, che divida il bersaglio in due o pi\u00f9 parti, senza che cada in terra.<br \/>\nLa stessa necessaria per assemblare la <em>katana,\u00a0<\/em>oppure perch\u00e9 no, il tappetino. Questo \u00e8, a mio parere, il vero spirito del creatore giapponese: quando fai qualcosa, qualunque cosa, la collettivit\u00e0 ti guarda. Hai un dovere verso il mondo, gli antenati e i <em>kami<\/em>: &#8220;Metticela tutta, <em>ganbare<\/em>!&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non puoi intrecciare la paglia di riso in un agglomerato a forma di parallelepipedo, poi prendere quel blocco e ripulirlo dalle impurit\u00e0, riscaldarlo al calor rosso. Un tale ammasso di materia vegetale andrebbe molto presto a fuoco. Neanche puoi, del resto, forgiarlo e piegarlo 100, 1000 volte, ricercando l&#8217;ottenimento di un tutt&#8217;uno solido, flessibile allo &#8230; <a title=\"La foresta dei tatami volanti\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=11385\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su La foresta dei tatami volanti\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[253,46,62,71],"class_list":["post-11385","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arti-marziali","tag-giappone","tag-katana","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11385","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11385"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11385\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11385"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11385"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11385"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}