{"id":11229,"date":"2013-11-14T15:33:25","date_gmt":"2013-11-14T14:33:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=11229"},"modified":"2013-11-14T15:35:31","modified_gmt":"2013-11-14T14:35:31","slug":"lo-schermo-tangibile-che-ti-ricostruisce-col-kinect","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=11229","title":{"rendered":"Lo schermo tangibile che ti ricostruisce col Kinect"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vimeo.com\/79179138\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-11230\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-11230\" alt=\"inFORM\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/11\/inFORM-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/11\/inFORM-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/11\/inFORM.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tocca e strofina, ingrandisci, riduci, scorri di lato e dopo passaci un panno, tanto per pulire. Se c&#8217;\u00e8 una cosa che ormai facciamo sempre, \u00e8 parlare con il nostro cellulare. Non intendo soltanto rivolgendosi a chi c&#8217;\u00e8 dall&#8217;altra parte, ma proprio con lui, l&#8217;oggetto stesso, comunicando attraverso un linguaggio che, per necessit\u00e0, si articola in gesti manuali, piuttosto che parole. E manovrando quell&#8217;interfaccia utente semplice e intuitiva, comunemente detta <em>touch<\/em>, in cambio noi riceviamo dati, informazioni virtuali. Per\u00f2 c&#8217;\u00e8 pure il caso, grazie all&#8217;esperimento tecnico di un dipartimento <a href=\"http:\/\/web.mit.edu\/\" target=\"_blank\">del famoso M.I.T<\/a>, che prima o poi, miniaturizzazione permettendo, i nostri dispositivi abbiano la capacit\u00e0 d&#8217;espandersi o contrarsi nell&#8217;asse della profondit\u00e0, a proprio piacimento. Potendo finalmente contrapporre l&#8217;ideale dito-casa-telefono, loro propaggine bio-luminescente, contro quell&#8217;insistente palmo umano. Dieci o mille volte&#8230;Senza limitazioni contestuali, appendici in quantit\u00e0! Ebbene, quanto pesa un pixel? Dipende. Se del tipo tradizionale, inteso come unit\u00e0 minima di luce e tiepido colore, sarebbe difficile da misurare. Un micro-nano-grammo di atomi, o a seguire. Ma se invece si trovasse sopra questa matrice a quadrettoni, il rivoluzionario <a href=\"http:\/\/tangible.media.mit.edu\/project\/inform\/\" target=\"_blank\">inFORM<\/a>, quanto basta. Ovvero l&#8217;entit\u00e0 immanente sufficiente ad esserci, poter toccare, spostar le palle rosse, o altre cose.<br \/>\nPi\u00f9 che essere un semplice tavolino da caff\u00e9, questa ridotta superficie fuoriesce da un mondo di sfrenata fantascienza.\u00a0In particolare, rilevante \u00e8 l&#8217;immagine del classico ponte ologrammi, fornitura standard di ogni nave di Star Trek, in grado di dare forma fisica alle sue realistiche simulazioni, che siano serie o d&#8217;intrattenimento. Ovviamente, qui siamo in una fase ben pi\u00f9 primitiva. La <em>risoluzione<\/em>, perch\u00e9 in fondo stiamo parlando di uno schermo, \u00e8 davvero limitata: siamo ad un minimo stimato di 2 cm. Abbastanza per poter creare una riduzione del <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Giant's_Causeway\" target=\"_blank\">Selciato dei Giganti<\/a>\u00a0(basalto d&#8217;Irlanda) o il modellino di un edificio in stile <a href=\"https:\/\/minecraft.net\/\" target=\"_blank\">Minecraft<\/a>, poco pi\u00f9. Per\u00f2, in fondo, non \u00e8 questo il punto: stiamo parlando soprattutto di un meccanismo dotato di risposta rapida, quasi paragonabile al concetto di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Frequenza_d'aggiornamento\" target=\"_blank\">refresh<\/a>. Pi\u00f9 che ricrear le cose con assoluta precisione questo, praticamente, si muove alla velocit\u00e0 dell&#8217;occhio, del prestigiatore.<br \/>\nTanto che in mancanza di teletrasporti, il quali forse ci arriveranno un po&#8217; pi\u00f9 in l\u00e0, ci pu\u00f2 fornire dell&#8217;assistenza nella cosa pi\u00f9 prossima che abbiamo: la tecnologia per esserci, quando non ci siamo. Vediamo come.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Serve una particolare telecamera, da collegarci in remoto. Ad esempio quella che abbiamo, tutti noi videogiocatori, sotto il televisore e inutilizzata da diversi mesi: il\u00a0<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Microsoft_Kinect\" target=\"_blank\">Kinect di Microsoft<\/a>, quell&#8217;oggetto che molto promise, poco realizz\u00f2. Strumento che, con il passar degli anni, si \u00e8 trasformato in caposaldo d&#8217;elezione degli sperimentatori, dimostrando a tempo debito una parte, almeno, del suo percepito potenziale. E che qui, molto appropriatamente, si \u00e8 trasformata in <strong>occhio del creatore<\/strong>, tanto avanzato da poter percepire, come del resto \u00e8 sua prerogativa, la profondit\u00e0. inFORM \u00e8 frutto del lavoro del <a href=\"http:\/\/tangible.media.mit.edu\/project\/inform\/\" target=\"_blank\">Tangible Media Group<\/a>, organo accademico della pi\u00f9 famosa <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Massachusetts_Institute_of_Technology\" target=\"_blank\">universit\u00e0 del Massachusetts<\/a>, creato sotto la guida del professor\u00a0Hiroshi Ishii. Fin dal 1997, proprio qui fu teorizzato il concetto d&#8217;interfaccia utente tangibile (TUI) da contrapporsi a quello tradizionale della GUI (Graphical User Interface).<br \/>\nNel video di presentazione di questa loro\u00a0ultima creazione, cos\u00ec accattivante che pare quasi una pubblicit\u00e0, ci mostrano il prototipo del dispositivo mentre riproduce i gesti di qualcuno, a distanza. Il giovane tecnico si muove innanzi agli obiettivi e ai raggi ad infrarossi della macchina da presa che, trasferendoli a distanza, riesce a riprodurli sul tavolino con sufficiente fedelt\u00e0. Cos\u00ec lui parla con lo schermo di un computer, ricomparendo dentro a un altro, ma non solo: i gesti delle sue mani, gli oggetti che manipola, magicamente ricompaiono, con forma materiale di quadrettoni, altrove. Pu\u00f2 persino sfogliare un libro, o muovere un palla, magari da un lato all&#8217;altro del pianeta (latenza permettendo). Nel frattempo un proiettore fuori inquadratura, probabilmente sovrastante, pu\u00f2 anche ricolorare parte delle variegate forme d&#8217;estrusione, dandogli maggior vivacit\u00e0. Le applicazioni immaginabile per un simile sistema sono molteplici, anche solo nel campo dell&#8217;intrattenimento. Resta per\u00f2 il problema dello spazio: in questa forma non definitiva, una simile meraviglia comporta l&#8217;utilizzo di macchine ingombranti, pi\u00f9 di un armadio dell&#8217;Ikea. Difficile effettuare una stima di prezzo, per\u00f2 \u00e8 probabile che una versione commerciale, purtroppo, non la vedremo tanto presto. Nel frattempo, per nostra (s)fortuna, dagli altri lidi ci ri-propongono il Kinect (2.0). Speriamo che qualcuno pensi ai giochi, stavolta!<br \/>\nStiamo entrando in un&#8217;epoca nuova, successiva a quella dell&#8217;informazione.La sempre pi\u00f9 ampia disponibilit\u00e0 di stampanti tridimensionali, piccole macchine CNC e altri dispositivi di fabbricazione personale segnano la strada oltre l&#8217;economia di scala. Per\u00f2 qualcosa come questo ci mancava; l&#8217;opportunit\u00e0 di materializzare i gesti, oltre che le cose. Ricreando quindi, per inferenza, parte della nostra stessa umanit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tocca e strofina, ingrandisci, riduci, scorri di lato e dopo passaci un panno, tanto per pulire. Se c&#8217;\u00e8 una cosa che ormai facciamo sempre, \u00e8 parlare con il nostro cellulare. 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