{"id":10883,"date":"2013-10-16T16:34:52","date_gmt":"2013-10-16T14:34:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=10883"},"modified":"2013-10-16T16:56:10","modified_gmt":"2013-10-16T14:56:10","slug":"le-armonie-vulcaniche-holton-rower","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=10883","title":{"rendered":"Le armonie vulcaniche di Holton Rower"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/Gyktr2OI4v4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-10884\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-10884\" alt=\"Tall painting\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Tall-painting-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Tall-painting-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Tall-painting.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La vernice che impreziosisce le tele degli autori, oppure le case e i mobili dei costruttori, \u00e8 uno strumento difficile da controllare, tendenzialmente disinteressato ai nostri molteplici bisogni. Va mescolata, ben disposta col pennello, sfumata e lasciata ad asciugare mediante l\u2019impiego di metodi particolari; guai, a chi dovesse trattarla senza l\u2019adeguato senso di rispetto. Quel fluido ribelle, colando a destra e a manca, farebbe i suoi spietati comodi, a danno dell\u2019ambiente circostante. Lo capiscono la panchina scolorita, il muro screpolato, l\u2019automobile arrugginita&#8230;E i loro sfortunati utilizzatori, soggetti ai crismi dell\u2019imprecisa copritura. Chiunque apra quel barattolo, evocatore del genio semi-liquido pigmentato, deve farlo a suo rischio e pericolo, con limiti di tempo e potenzialit\u00e0. Non si cancellano gli errori. Dieci minuti, oppure 10 ore, non importa: esaurita l\u2019alchimia, tutto torna fisso minerale, sedimento fragile, impossibile da plasmare. Finisce, insieme all\u2019ipotesi dell\u2019arte. E ogni lasciata \u00e8 persa, senza fune di recupero, nel perenne regno del rimorso e del colore. Perci\u00f2, da tradizione, si studia molto a lungo, onde poter stendere un progetto, oppure un disegno, prima di operare. Soprattutto sarebbe questa, secondo molti, la vocazione del pittore. Ovviare con l\u2019ipotesi, correggere prima del tempo, applicar la tempera, l\u2019olio, il pennarello soltanto con l\u2019opera gi\u00e0 fatta (nella sua mente). Per creare, nel mondo fisico, un regno della perfezione.<br \/>\nQuesta configurazione visuale sarebbe dunque il grande merito dell\u2019Accademia, intesa come scuola classica di matrice antica, pura, dedita nella ricerca del sublime. Nonch\u00e9, talvolta, uno fra i limiti pi\u00f9 stringenti, tra tutti quelli posti alla creativit\u00e0 dell\u2019uomo. Perch\u00e9 l\u2019arte che realmente rappresenti la natura, per sua stessa definizione, dovrebbe prescindere da limitazioni di genere e contesto. Come ogni altro processo generativo, sia o meno lo sfoggio d\u2019intuizione, manualit\u00e0 ed esperienza tecnica applicata, oppure, persino, in assenza <strong>volontaria<\/strong> di tali elementi. Come insegnava la dottrina del Taoismo, a volte la saggezza \u00e8 l\u2019inazione (<i>wu-wei<\/i>). Lasciando che le cose prendano l\u2019iniziativa, se ne pu\u00f2 restare affascinati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><br \/>\nCos\u00ec nascono, dai loro soggetti nascosti nelle pieghe pi\u00f9 profonde dell\u2019ermetismo, queste colanti opere dell\u2019artista newyorkese <a href=\"http:\/\/holtonrower.com\/\" target=\"_blank\">Holton Rower<\/a>, praticante di una tecnica piuttosto interessante, definita <i>tall painting <\/i>(pittura dall&#8217;alto). Che consiste nel far fare tutto, senza interventi di censura, ad un duo davvero d\u2019eccezione: gravit\u00e0 e vernice, liberate dalla cima di un quadrato. E il risultato che si ottiene, senz\u2019altro fuori dal comune, rende giustizia all\u2019originalit\u00e0 di tale iniziativa. Serve giusto un ampio spazio, dove poterle collocare. E un po\u2019 di fantasia, per riuscire ad apprezzarle: i commenti a questa tipologia di video, pubblicati con l\u2019accelerazione digitale della tecnica <i>time-lapse<\/i>, non sono sempre positivi. Peccato ci si fermi all\u2019apparenza, senza grattare quel superficiale strato di colore! Ci\u00f2 che sembra semplice agli occhi di qualcuno, molte volte non lo era, prima di pensarlo. \u201cMacchie\u201d? Non scherziamo.<br \/>\nLui, giustamente noncurante, costruisce le sue strutture verticali in compensato, fatte di semplici estrusioni geometriche, tridimensionali. Poi, con l\u2019aiuto di amici reclutati all\u2019occorrenza, lascia cadere sulla cima delle vernici poco dense, un colore alla volta, ad intervalli regolari. Lentamente, tutto scende verso il basso&#8230;Cos\u00ec scorrendo, come fanno fiumi, il rosso sangue, deserti o candidi ghiacciai perenni, crea una successione d\u2019onde, perfettamente regolari, concentriche espressioni della stessa forma. Verde, marrone, azzurro? Forse una foresta, con un fiume in mezzo. Rosso e giallo? Le fiamme di un vulcano! Si tratta, fondamentalmente, di geometrie frattali: riproposizioni senza fine dello stesso tema, ancora e ancora, sempre concentrico e omni-comprensivo. Se ne potrebbe trarre una formula matematica; che definisca ciascuna opera, certo, per\u00f2 pure la sua controparte naturale. Ed \u00e8 proprio questo il bello, la reciproca ricorrenza, fra la materia e questa strana arte. Con l\u2019accettabile esclusione dei quattro angoli della piattaforma, lasciati vuoti, calpestati per necessit\u00e0. Ogni mezzo espressivo, per quanto sofisticato, comporta qualche improvvida limitazione.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 studio prospettico, preciso controllo d\u2019artista, nell\u2019applicazione di questa occulta metodologia. Soltanto la preparazione di alcuni presupposti e la scelta dei singoli colori, oltre alla pazienza. Quella, sempre. C\u2019\u00e8 pure un detto americano \u201c[<i>To] watch paint dry<\/i>\u201d (guardare la vernice che si secca) usato per riferirsi ad attivit\u00e0 particolarmente noiose, considerate fini a se stesse. E una tintura come questa ad asciugarsi, si capisce, deve metterci diverse ore. Eppure l\u2019idea di fondo, previo il superamento di qualche vecchio preconcetto, rester\u00e0 per sempre valida. Di qui all\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vernice che impreziosisce le tele degli autori, oppure le case e i mobili dei costruttori, \u00e8 uno strumento difficile da controllare, tendenzialmente disinteressato ai nostri molteplici bisogni. Va mescolata, ben disposta col pennello, sfumata e lasciata ad asciugare mediante l\u2019impiego di metodi particolari; guai, a chi dovesse trattarla senza l\u2019adeguato senso di rispetto. Quel &#8230; <a title=\"Le armonie vulcaniche di Holton Rower\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=10883\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su Le armonie vulcaniche di Holton Rower\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[77,95,147,103],"class_list":["post-10883","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-arte","tag-pittura","tag-stati-uniti","tag-timelapse"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10883","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10883"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10883\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10883"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10883"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10883"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}