{"id":10750,"date":"2013-10-11T15:16:37","date_gmt":"2013-10-11T13:16:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=10750"},"modified":"2013-10-11T15:50:03","modified_gmt":"2013-10-11T13:50:03","slug":"lantica-arte-della-macchinina-rotante-iperveloce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=10750","title":{"rendered":"L&#8217;antica arte della macchinina rotante iperveloce"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/61DUJ1KQ35E\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-10751\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-10751\" alt=\"Tethercar\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Tethercar-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Tethercar-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Tethercar.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fu circa 2 milioni e mezzo di anni fa, nel pieno mezzo dell&#8217;et\u00e0 del Paleolitico, che il cacciatore primitivo, con sua somma sorpresa, si accorse di possedere una straordinaria capacit\u00e0: quella di provare un senso d&#8217;empatia verso le cose inanimate, purch\u00e9 fossero in cerca di un bersaglio, reale o percepito. Il merito, idealmente, potrebbe darsi all&#8217;invenzione di arco e frecce. Di strumenti da scagliare, prima di allora, gi\u00e0 ne avevamo conosciuti molti: pietre affusolate, tozzi giavellotti fatti con costole di tigri, rudimentali ma aerodinamiche asce di selce e cos\u00ec via. Per\u00f2 fu soltanto dal fortuito incontro tra flettenti e corda, nonch\u00e9 tramite l&#8217;introduzione del concetto d&#8217;impennatura, che per la prima volta parve quasi di volare assieme ad una freccia. L&#8217;assoluta identificazione fra la persona e il suo strumento, da che abbiamo testimonianze scritte, \u00e8 un caposaldo di tutte le civilt\u00e0, che siano pacifiche o guerriere.<br \/>\nQuello che gli antichi ancora non sapevano, perch\u00e9 mancavano le risorse tecnologiche, \u00e8 come tale sforzo facilmente comprensibile potesse diventare puramente astratto, ovvero tramutarsi nella ricerca di una cifra, piuttosto che di quel punto fisico da flagellare. Che nello specifico, vedi questo caso, si potesse perseguire, invece della selvaggina, un&#8217;immane velocit\u00e0: 330 Km\/h, da raggiungersi con l&#8217;ausilio di rombanti quattro rotelline. Cos\u00ec nasce, negli anni &#8217;30, la formidabile <em>tether car, <\/em>questo<em>\u00a0<\/em>giocattolo per coraggiosi. Erano i tempi in cui l&#8217;aviazione faceva passi da gigante, con attraversamenti di mari, oceani e continenti, quando i motori diventavano sempre pi\u00f9 grandi, le ali pi\u00f9 robuste e insieme ad esse, inevitabilmente, cresceva la diffusione dei modellini radiocomandati. Bimotori, biplani e altre meraviglie in scala, da controllarsi a distanza, stavano entrando per la prima volta in tutte le case (di chi poteva permetterseli) con somma gioia di grandi e piccini, soprattutto negli Stati Uniti. Proprio l\u00ec nacque, grazie all&#8217;operato di due fratelli, questa forma di automobilina iperveloce, che montava, tradizionalmente, il motore a benzina di un aereo. E si tratt\u00f2 fin da subito di un successo, perch\u00e9 questi modellini, molto spesso, erano pi\u00f9 veloci di un&#8217;auto omologata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/z817dqjHK1w\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-10752\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-10752\" alt=\"Tethercar 2\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Tethercar-2-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Tethercar-2-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Tethercar-2.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dai penetranti\u00a0<em>pilum\u00a0<\/em>dei legionari romani passando per la raffinata tecnica del\u00a0<em>kyudo,<\/em>\u00a0la via dell&#8217;arco giapponese, fino alle discipline moderne dell&#8217;atletica leggera, ci hanno insegnato che per lanciare qualche cosa verso un obiettivo, devi in qualche misura partire assieme a lei. Estendere mentalmente quel braccio lungo la traiettoria ricercata, fino al tuo bersaglio, oppure sar\u00e0 difficile colpirlo. E quale modo migliore potrebbe esserci che questo, immaginarsi alla guida del dardo stesso? Una\u00a0<em>tether car<\/em>, secondo il progetto originale dei <a href=\"http:\/\/www.vintageracer.net\/dooling-bros.html\" target=\"_blank\">Dooling Brothers<\/a>, dovrebbe avere caratteristiche ben precise. 30-60 cm di lunghezza, un corpo metallico del peso massimo di 3 Kg e un motore a combustione, possibilmente alimentato con carburanti particolarmente micidiali. Non \u00e8 insolito, ai nostri giorni, che tali macchinine vengano dotate di un sistema basato sul nitrometano, la temuta, turbifica\u00a0<em>nitro<\/em> del cinema e dei videogames. Per quanto riguarda la carrozzeria, sono accettate forme sia realistiche, riproducenti autoveicoli effettivi, che veri e propri proiettili, trionfi immaginifici dell&#8217;aerodinamica.<br \/>\nIn tutto il mondo non restano pi\u00f9 di una decina di tracciati adatti a questa disciplina, ed a vederla in pratica si capisce ben presto la ragione: le circostanze di lancio sono cos\u00ec specifiche, tanto particolari, che tali arene possono servire unicamente a quello scopo. Ne esistono anche di portatili, utilizzate per\u00f2 soltanto nel caso di campionati ad alta affluenza, come quello <a href=\"http:\/\/www.amrca.com\/\" target=\"_blank\">dell&#8217;AMRCA <\/a>(la federazione americana) o della <a href=\"http:\/\/www.gmbk.org\/\" target=\"_blank\">GMBK<\/a>\u00a0(quella tedesca). Sono tutte di forma circolare, generalmente di circa 20 metri di diametro, con robuste mura intorno, essenziale misura salvacaviglie a vantaggio degli spettatori. Ecco come si svolge la gara.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/youtu.be\/TuGvWRY41wk\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-10759\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-10759\" alt=\"Tethercar 3\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Tethercar-3-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Tethercar-3-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Tethercar-3.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><br \/>\nLa figura pi\u00f9 importante, il pilota, che in realt\u00e0 una volta effettuato il lancio ha ben poco controllo sul veicolo, si posiziona al centro, sopra un piedistallo rialzato, con base rotante. In mano tiene un cavo legato all&#8217;automobile, che user\u00e0 soltanto nella prima parte della <em>performance<\/em>, come ausilio all&#8217;accelerazione. Avviato il motore, mandato il segnale all&#8217;assistente, che spinge l&#8217;auto con l&#8217;apposito bastone, quest&#8217;ultima prender\u00e0 il via, con rombo modulato sulla pi\u00f9 assordante dimostrazione dell&#8217;<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Effetto_Doppler\" target=\"_blank\">effetto doppler<\/a>. Al centro, girando su se stesso come un lanciatore olimpico del peso, il pilota la segue, poi, ad un certo punto, lascia la presa. Il dardo \u00e8 partito.\u00a0Ci sono tre classi di autoveicoli, classificati per cilindrata:\u00a02.5 cc, 3.5 cc, 5 cc e 10 cc. La velocit\u00e0 media di ciascun partecipante, al termine della competizione, viene confrontata con quella degli altri, per stabilire il vincitore. L&#8217;attuale record del mondo <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Tether_car\" target=\"_blank\">secondo quanto riportato da Wikipedia<\/a>, \u00e8 proprio di un italiano, Gualtiero Picco, che nel 2009 raggiunse gli impressionanti 344.959\u00a0Km\/h.<br \/>\nQuesto tipo di veicoli provengono da un tempo remoto, quando le gare su strada non erano condizionate dall&#8217;attuale attenzione per la sicurezza. Prima degli avanzamenti nei campi dell&#8217;elettronica, dell&#8217;aerodinamica e degli pneumatici, che hanno reso pi\u00f9 ragionevoli, accessibili e anche meno ardue le gare fra campioni della guida vera, togliendo, inevitabilmente, parte di quel fascino spericolato. Considerazioni giuste, che poi sono filtrate, per analogia, anche nella guida simulata. Ma nel campo dei giocattoli, \u00e8 ovvio, nessuno rischia di schiantarsi. Quindi, perch\u00e9 rallentare?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fu circa 2 milioni e mezzo di anni fa, nel pieno mezzo dell&#8217;et\u00e0 del Paleolitico, che il cacciatore primitivo, con sua somma sorpresa, si accorse di possedere una straordinaria capacit\u00e0: quella di provare un senso d&#8217;empatia verso le cose inanimate, purch\u00e9 fossero in cerca di un bersaglio, reale o percepito. Il merito, idealmente, potrebbe darsi &#8230; <a title=\"L&#8217;antica arte della macchinina rotante iperveloce\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=10750\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;antica arte della macchinina rotante iperveloce\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[297,327,137,147],"class_list":["post-10750","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-giocattoli","tag-modellismo","tag-motori","tag-stati-uniti"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10750","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10750"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10750\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10750"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10750"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10750"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}