{"id":10608,"date":"2013-10-06T15:47:37","date_gmt":"2013-10-06T13:47:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=10608"},"modified":"2013-10-06T16:41:15","modified_gmt":"2013-10-06T14:41:15","slug":"fuga-dal-dedalo-gottlob-leidenfrost","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=10608","title":{"rendered":"Fuga dal dedalo di Gottlob Leidenfrost"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/w0lMJcAfzU4\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-10609\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-10609\" alt=\"Leidenfrost maze\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Leidenfrost-maze-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Leidenfrost-maze-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Leidenfrost-maze.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Restava una porta, mancava l&#8217;uscita. E ogni giorno sparivano i topi. 10 ce n&#8217;erano, poi ne rimasero nove. L&#8217;eterno dilemma dei camici bianchi: non si pu\u00f2 mettere la bestia in un labirinto, aspettandosi che ogni volta ritrovi la via. Sinistra, sinistra, destra, sinistra, destra e dopo? Sono imperfetti, gli esseri viventi, cedono e smettono di affannarsi, troppo stanchi per cercare il formaggio&#8230; Oppure: succede qualcosa. Persino i gladiatori del Colosseo, un bel giorno potevano guadagnarsi la libert\u00e0. E dopo 1.000 volte, se i Pianeti si allineano, quando risplendono Stelle diverse, il topo pu\u00f2 diventare. Acqua, che corre veloce, verso. Fuori! La scienza, come diceva il chimico pi\u00f9 famoso della citt\u00e0 di Albuquerque (che tutti, per presunte ragioni di\u00a0<em>privacy<\/em>, usavano chiamare Heisenberg) \u00e8 lo studio del <em>cambiamento<\/em>. Quindi, se vari l&#8217;ordine degli addendi, purch\u00e9 rimanga il conflitto, tutto tende a allo stato di quiete. Quando Gandalf evoc\u00f2 gli acquosi cavalli del fiume di Granburrone, turbinante Rombirivo, questi erano nove, tanti quanti le belve cavalcate dai malvagi, spettrali aggressori. Ad ogni azione, corrisponde una reazione uguale e contraria. Cos\u00ec potrebbe esser nato, fantasia permettendo, questo dedalo enorme, l&#8217;occulto <strong>Labirinto di Leidenfrost<\/strong>, basato sull&#8217;omonimo, imprescindibile principio della dinamica dei fluidi, che a comando si scatena, previo riscaldamento di un&#8217;adeguata superficie d&#8217;appoggio. Stiamo parlando, come da video allegato, di un esperimento realmente messo in pratica\u00a0da Carmen Cheng e Matthew Guy, studenti dell&#8217;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/user\/UniofBath?feature=watch\" target=\"_blank\">Universit\u00e0 di Bath<\/a>. Che va visto, per essere creduto.\u00a01,2,3&#8230;9&#8230; Gocce, una per ciascun topo, gettate sul primo pannello, invitate, anzi no, costrette, a correre verso l&#8217;uscita. Eccome, se andavano! Pi\u00f9 sicure, veloci che mai. Altro non sarebbe, questo prodigio, che l&#8217;applicazione di un fenomeno facilmente osservabile anche da noi, uomini della strada. Quello secondo cui, quando si riversa un liquido sopra un solido MOLTO al di sopra della sua temperatura di ebollizione, questo non evapora completamente, bens\u00ec solo in parte. E il gas che ne deriva, intrappolato sotto la goccia residua, gli fa da cuscinetto protettivo, rendendola, per cos\u00ec dire, <strong>sguisciante. <\/strong>Fu confermato, come principio, tramite gli esperimenti del fisico tedesco\u00a0<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Johann_Gottlob_Leidenfrost\" target=\"_blank\">Johann Gottlob Leidenfrost<\/a>.\u00a0Da quel giorno, ci assilla.<strong>\u00a0<\/strong>L&#8217;avrete probabilmente notato, facendo bollire un uovo, nel formarsi di piccole perle bizzose, goccioline d&#8217;acqua che scivolano, libere, per tutta la vostra padella. Per\u00f2, qui si fa scienza: a noi, solo questo non ci sarebbe bastato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;effetto di Leidenfrost pu\u00f2 fare di tutto. Famoso \u00e8 l&#8217;esperimento del dito da rischiare per la scienza, immerso nell&#8217;acqua, poi subito intinto nell&#8217;aromatico piombo fuso. Quanti professori, spericolati guerrieri dell&#8217;insegnamento, quanti divulgatori televisivi&#8230; Se si \u00e8 abbastanza veloci, dicono che l&#8217;acqua, evaporando, protegga l&#8217;umana appendice. Altrimenti, si finisce come Frodo, mutilato nel finale del film. La materia va capita, prima di sottometterla. Aveva ragione <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Walter_White\" target=\"_blank\">quel chimico di\u00a0Albuquerque<\/a>. Meglio non metterci il dito.<br \/>\nDa qui viene l&#8217;idea, innovativa, di rendere seghettata la superficie di ebollizione da usare per l&#8217;acqua, con una successione infinita di cunei ad orientamento uniforme. Sopra un tale percorso, come ampiamente dimostrato presso l&#8217;Universit\u00e0 di Bath, in Inghilterra, si pu\u00f2 prevedere il movimento delle gocce, con assoluta precisione. Questo, dunque, sarebbe il suolo dell&#8217;ipnotico labirinto. Il progetto, nonch\u00e9 il suo funzionamento, ricorda da vicino un semi-antico videogame per Dreamcast, intitolato <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/ChuChu_Rocket!\" target=\"_blank\">ChuChu Rocket<\/a>, pieno zeppo di roditori sperduti, gatti e freccette direzionabili (pareti blu, marcatori direzionali arancioni. Pu\u00f2 essere un caso?) Per\u00f2, qui, quanto \u00e8 precisa la traiettoria! Un sistema simile potevano usarlo anche a Creta, per dare da bere all&#8217;ennesima vittima smarrita, di brutali, punitive Tauromachie. E i topi, nel frattempo, ringraziano. Davvero, niente di pi\u00f9 incredibile si poteva realizzare, sfruttando il mirabile effetto di Leidenfrost. Limitandosi all&#8217;acqua.<br \/>\nPerch\u00e9 la temperatura necessaria a creare lo splendido cuscinetto, simile a quello di un hovercraft, non \u00e8 sempre la stessa. Ci sono, per l&#8217;appunto, sostanze pi\u00f9 strane, che lo sviluppano non appena a contatto con l&#8217;aria, infinitamente pi\u00f9 calda di loro. Ad esempio, l&#8217;azoto. Che tempo fa venne utilizzato, insieme ai magneti, per creare l&#8217;improbabile fenomeno della cosiddetta\u00a0<a href=\"http:\/\/www.quantumlevitation.com\/\" target=\"_blank\">levitazione quantistica<\/a>, attraverso cui gli oggetti parevano sospesi nell&#8217;aria. O correvano, anche loro, verso un lontano traguardo. Per rinfrescarsi (Brrr) la memoria, basterebbe osservare il celeberrimo video virale creato, in Giappone, per il videogame di guida fluttuante, Wipeout:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/Zqmdv5iyIOY\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-10610\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-10610\" alt=\"Quantum Wipeout\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Quantum-Wipeout-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Quantum-Wipeout-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/10\/Quantum-Wipeout.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Restava una porta, mancava l&#8217;uscita. E ogni giorno sparivano i topi. 10 ce n&#8217;erano, poi ne rimasero nove. 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