{"id":10251,"date":"2013-09-20T15:59:39","date_gmt":"2013-09-20T13:59:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=10251"},"modified":"2013-09-20T16:34:04","modified_gmt":"2013-09-20T14:34:04","slug":"lepica-impresa-della-monetina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=10251","title":{"rendered":"L&#8217;epica ricerca della super-monetina"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/youtu.be\/kBE8wX2twAw\" target=\"_blank\" rel=\"attachment wp-att-10252\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-10252\" alt=\"Donovan\" src=\"http:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/09\/Donovan-500x312.jpg\" width=\"500\" height=\"312\" srcset=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/09\/Donovan-500x312.jpg 500w, https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/..\/public\/newmedia\/2013\/09\/Donovan.jpg 1440w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due Facce, l&#8217;alter ego maligno del procuratore Harvery Dent, prima di annientare le sue vittime era solito lanciare una moneta. Testa o croce, vita o morte. L&#8217;incapacit\u00e0 di prendere una decisione, per chi detiene ingiustamente un simile potere, \u00e8 il pi\u00f9 chiaro segno di follia. Gli eroi non hanno dubbi o esitazioni, agiscono puntuali, tempestivi, seguendo il faro mirabile della giustizia, da loro istintivamente percepita. Quindi non c&#8217;\u00e8 da stupirsi se l&#8217;irascibile Donovan Murdock, protagonista di questo folle <em>cartoon, <\/em>al momento in cui lancia in aria quell&#8217;oggetto stranamente tintinnante, la sua scelta l&#8217;ha gi\u00e0\u00a0fatta: &#8220;Chi tocca muore!&#8221; La fibbia cranio-forme, la mascella tagliata con l&#8217;accetta, i muscoli (superiori) di uno stritolatore: perch\u00e9 parlare? Ogni tetro passo, condotto tramite le piccole gambette, esprime un senso di minaccia. Costui, fra tutti, \u00e8 l&#8217;allegoria pi\u00f9 eloquente del concetto di machismo. Come Chuck Norris, che posto di fronte ai suoi nemici pare sempre dire &#8220;Tu? Con quale armata?&#8221; Il problema per\u00f2, in questo specifico caso, \u00e8 l&#8217;ambiente circostante. Donovan si trova in un luogo molto particolare, riconoscibile dall&#8217;atmosfera e alcuni aspetti di design. Quella serranda, quegli scatoloni&#8230;Non c&#8217;\u00e8 dubbio: siamo nel vicolo d&#8217;inizio di un grande classico dei videogame. Il primo quadro di DOUBLE DRAGON. Guai, a chi dovesse mostrare la sua cara moneta in tal contesto, tirandola fuori dalla tasca. Stregoni, picchiatori, astronavi, draghi, orchi, aquile&#8230; L&#8217;armata dei nemici videoludici, gli eterni fagocitatori di gettoni, \u00e8 gi\u00e0 in agguato. Tempo di menar le mani! Fra splendidi effetti speciali, trasformazioni e scene apocalittiche degne del pi\u00f9 moderno <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Adventure_Time\" target=\"_blank\">Adventure Time<\/a>.<br \/>\nIn questo video\u00a0<em>COIN\u00a0<\/em>dei talentuosi\u00a0<a dir=\"ltr\" href=\"https:\/\/www.youtube.com\/user\/Exit73Studios?feature=watch\" target=\"_blank\" data-sessionlink=\"feature=watch&amp;ei=BUI8UqP8G5Sr8AOIp4DADg\" data-ytid=\"UCz_M6MsduSNrU7qgK9TgGhw\" data-name=\"watch\">Exit73Studios<\/a>, io ci vedo la perfetta riproduzione dello spirito dei primi videogame, anche, soprattutto a discapito delle minuzie. Quei giochi non sceglievano, intenzionalmente, di essere primitivi. Erano quanto di meglio potesse esistere, il <em>non plus ultra<\/em>, coronamento di lunghi anni di sviluppo tecnologico. Ricreandoli come davvero erano, gli si fa un dispetto, perch\u00e9 nessuno li guardava ad occhio nudo. Si usava la pi\u00f9 strana delle lenti: quella della fantasia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;oro, per loro. Non per noi, per loro. A molti sar\u00e0 capitato, fra gli anni &#8217;80 e &#8217;90, di sentirsi chiedere da un parente o da un amico tradizionalista, niente affatto esperto in videogiochi: &#8220;Almeno, oggi hai vinto qualche cosa?&#8221; Incomprensibile, bizzarro era il concetto che si potesse entrare in un bar, riversare dozzine di gettoni dentro alla <em>macchinetta<\/em> e tornare sempre, invariabilmente, a mani vuote. La sala giochi era nell&#8217;immaginario collettivo ancora quella dei casin\u00f2 di Las Vegas, l&#8217;antonomasia del regno dell&#8217;azzardo. E il neonato campo videoludico correva parallelo, con una sola fondamentale differenza. Ovvero che non si vinceva&#8230; Proprio MAI! Questo aspetto ormai, a molti di coloro che realizzano gli odierni <em>blockbuster<\/em> da 300 milioni e passa di dollari, non \u00e8 forse tanto chiaro. Nel videogioco puro, quello del joystick e dei quattro pulsantoni, non c&#8217;era l&#8217;idea che il &#8220;fruitore&#8221; (l&#8217;acquirente) dovesse ricevere un compenso per il suo tempo, per l&#8217;interesse dimostrato; una volta inserito quel gettone, l&#8217;avevi perso. L&#8217;unica variabile era il tempo. Quanto duravi, contro gli alieni Space Invaders. Il numero di palline mangiate, prima dell&#8217;indigestione. I malviventi malmenati, le righe di cubi smaterializzate&#8230; Alla fine, tanto, ogni singola citt\u00e0 di Missile Command bruciava, tutti gli omini di Defender venivano rapiti e cos\u00ec via. Quell&#8217;aureo gettone valeva <em>soltanto<\/em> quanto la tua vita. Anzi, tre vite, il pi\u00f9 delle volte. Oggi hai speso&#8230; 15 euro? Avrai esattamente 4, 5 ore di divertimento. 50, 60 euro? tra le sedici e venti ore, all&#8217;incirca, viene considerato il giusto. Ogni Game Over \u00e8 male accetto. E se nei giochi degli anni post-duemila, fatti di esperienze cinematiche, contenuti pre-masticati, trame bizantine e <em>focus testing<\/em>, si sta perdendo questa strada del mettersi alla prova, \u00e8 perch\u00e9, tanto spesso, la nostalgia \u00e8 il pi\u00f9 superficiale, istintivo dei sentimenti umani. Ci si cura delle inezie, perdendo il quadro generale.<br \/>\nBasta guardare certe retrospettive, lo stile grafico dei cosiddetti <em>retrogame<\/em>. Pixel enormi, riferimenti grossolani, crossover telefonati e martellanti. Le generazioni degli 8 e 16 bit, diventate un unico ammasso poco chiaro, che vengono rappresentate con quel determinato tipo di personaggio, certi effetti sonori e valori produttivi di poco conto, dato che, ovviamente, &#8220;Ancora l&#8217;industria non esisteva&#8221;. I creativi, quelli si, c&#8217;erano. E il talento dei singoli individui, forse molto pi\u00f9 di ora. Quei tempi e quei personaggi torneranno, prima o poi. Purch\u00e9 si smetta, ingenuamente, di paragonarci a loro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due Facce, l&#8217;alter ego maligno del procuratore Harvery Dent, prima di annientare le sue vittime era solito lanciare una moneta. Testa o croce, vita o morte. L&#8217;incapacit\u00e0 di prendere una decisione, per chi detiene ingiustamente un simile potere, \u00e8 il pi\u00f9 chiaro segno di follia. Gli eroi non hanno dubbi o esitazioni, agiscono puntuali, tempestivi, &#8230; <a title=\"L&#8217;epica ricerca della super-monetina\" class=\"read-more\" href=\"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/?p=10251\" aria-label=\"Per saperne di pi\u00f9 su L&#8217;epica ricerca della super-monetina\">Leggi tutto<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[93,70,261,110],"class_list":["post-10251","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-news","tag-cartoon","tag-divertente","tag-retrogame","tag-videogiochi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10251","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10251"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10251\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10251"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10251"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.jacoporanieri.com\/blog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10251"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}