La Discesa del Condor, ciclismo estremo a La Paz

E’ difficile sopravvalutare l’impatto avuto dalle telecamere indossabili in stile GoPro sul mondo degli sport estremi. Dove prima venivano mandati in onda semplici spezzoni ripresi da postazioni fisse, oggi è possibile osservare le più incredibili prove di tecnica e coraggio, che siano sportive, semi-scientifiche e per quanto folli ed improbabili, dallo stesso movimentato punto di vista di che le ha compiute in prima persona. La portata mediatica di questo ambiente altamente specifico è così aumentata istantaneamente di diversi ordini di grandezza, fino a coinvolgere con facilità l’uomo comune ed il mondo intero. Fra tutte le compagnie di organizzazione e broadcasting di tali eventi, di certo nessuna l’ha capito meglio di Red Bull – il paracadutista Baumgartner, ad esempio, portava nella tuta ben tre telecamere ad alta definizione.

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La stanza disordinata in cui dovevano tornare i colori

Un tavolo pieno di oggetti del tipo più vario, una carta da parati ben poco vivace ed un individuo decisamente incolore. Tutto completamente monocromatico, non una sfumatura. Cosa fare per ravvivare la scena? La soluzione più classica avrebbe visto la piena varietà cromatica tornare nel giro di due minuti, o magari improvvisamente, grazie alla scenografica rimozione di un filtro di post-processing in Adobe After Effects o software equivalenti. Ma non nel caso di Eran Amir e della sua collezione di bric-a-brac grigio scuro. Grazie alla realizzazione del tutto artigianale di scenografia e trucco, questo video mette in pratica una soluzione molto più semplice, non esageratamente tecnologica e piuttosto originale.

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La crudele leggenda dei 30 calabroni samurai

Una tranquilla mattina d’estate: il gradevole tepore rilassa gli animi inquieti, il richiamo degli uccelli sottolinea l’atmosfera distesa della regione di Fukuoka in agosto. Le api operose di un alveare artificiale fanno la loro parte nell’assicurarsi un altro giorno di protezione. Ronzando preparano ordinatamente l’ambìto miele, sostanza che le associa per la sua utilità al costruttore Uomo. Ma un pericolo mortale è in agguato… Nel frattempo, infatti, un’intera compagnia di Calabroni Giganti Giapponesi affila le mandibole come un branco di Grendel famelici e dispiegando le ali si prepara al massacro.

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In questo video New York diventa una città deserta

Siamo abituati a vedere la famosa metropoli americana come scenografia rovinata dei grandi film post-apocalittici ma ad abitarla c’è sempre qualcuno – persino nel caso del Pianeta delle Scimmie.  I sopravvissuti futuribili, tenaci ed impavidi, occupano le rovine dei loro antenati coltivando l’insalata dove un tempo sorgevano grattacieli e centri commerciali. Città che invece continuano ad esistere senza i loro costruttori, perfettamente integre ed immutate, non le avevamo mai viste.

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