Ritratti affascinanti dipinti su vecchi floppy disk

Nick Gentry è l’artista Londinese che dipinge volti di grandi dimensioni su composizioni di dischetti magnetici da 3½ pollici, facilmente riconoscibili come appartenuti allo storico computer Commodore Amiga. Vero simbolo del gaming anni ’80 e ’90, il supporto mediatico di questo sistema relativamente antico diventa così tela pittorica imperfetta, superficie grezza dove le etichette scritte a penna si mescolano con gli adesivi di riviste specializzate ed occasionalmente incontrano titoli variopinti, impronte fossili di gemme videoludiche dimenticate. Allo stesso modo di uno scultore che sappia come seguire le venature naturali della pietra, l’autore integra perfettamente i tratti preesistenti degli adesivi e ruota persino un paio di dischetti a dipinto, per rappresentare le pupille dei volti usando i perni metallici sul retro del floppy.

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The Apple of Zelda: l’eroe alla conquista del mondo Mac

Chiunque abbia lavorato in un contesto aziendale sa quanto possa diventare lunga la strada da un computer alla stampante. In una giornata ricca di impegni, la coda dei documenti assume l’aspetto di un’Odissea futuribile e complessa… L’agognato fascicolo virtuale, coraggioso e intraprendente, si inoltra fra i bytes di spooler iper-saturi e concorre in velocità contro le scansioni rivali dei colleghi, centinaia di pagine a colori che si frappongono fra lui e il mondo cartaceo cui noi l’avevamo destinato. Se poi il nostro foglio ha sopra un disegnino della principessa Zelda, ci sarà un altro grosso problema da superare: il malefico Ganondorf, re dei Gerudo.

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La Toyota con il vanto di aver spostato uno Space Shuttle


La Nasa ha una storia fatta di mezzi di trasporto straordinariamente complessi e sofisticati, non solo tra quelli che vanno effettivamente nello spazio. Allestire una rampa di lancio a Cape Canaveral significa spostare apparecchiature complesse e astronavi colossali, un problema risolto solo grazie alla progettazione del famoso Crawler-Transporter, uno tra i veicoli di terra più grandi al mondo. Talmente pesante che può muoversi solo sulla speciale strada crawlerway, costruita con caratteristiche altrettanto fuori dal comune. Come fare quindi se ci si trova a migliaia di chilometri di distanza? La risposta, strano a dirsi, è che si usa un comune fuoristrada di serie.

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La canoa che si piega come un origami

Quante volte abbiamo faticato a trovare un posto per la barca dentro al nostro appartamento in città? A chi preferisce yacht o motoscafi, ingombranti gommoni o navi da crociera Anton Willis non saprebbe proprio cosa dire, ma in compenso ha progettato una canoa. E’ diversa dalle altre: questa infatti si piega in pochi minuti, come fosse fatta di carta, diventa una semplice valigia del peso di 10 Kg e si infila in un ripostiglio, nel portabagagli o sotto il letto; persino la pagaia può essere smontata in quattro pezzi. Poi, una volta giunti in riva al mare o nei pressi di un tratto fluviale adeguato alle nostre esigenze, bastano pochi minuti per dispiegarla in un trionfo di plastica corrugata e gomma a tenuta stagna. Un rapido varo e potremo subito partire verso l’orizzonte. L’autore dichiara di essersi ispirato al lavoro del fisico ed esperto di origami Robert J. Lang.

Oru Kayak non è che l’ultimo dei prodotti innovativi finanziati con la piattaforma di crowd-funding Kickstarter, spesso utilizzata per progetti ad alto contenuto tecnologico, informatica e videogame. Ma qualche volta le idee semplici sono anche le più utili e geniali. A seguire il video che ha già permesso a Willis di raccogliere oltre 150.000 dollari in prenotazioni, con ancora un mese di tempo a disposizione per la sua campagna di raccolta fondi.

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