Baby Kung-Fu: un vero drago si riconosce dalla tenera età

Nel nuovo video del filmmaker di Montreal Patrick Boivin, esperto utilizzatore di 3D Studio Max e delle tecniche di stop-motion, suo figlio poco più che neonato combatte contro un simpatico drago di peluche. La scena vuole essere un tributo a Bruce Lee ed ai due Kill Bill di Tarantino, un pò per l’iconica tuta da ginnastica gialla ed un pò per le movenze da guerriero addestrato del giovane protagonista. L’autore è già noto per un video dalle tematiche simili, in cui la sorella maggiore di questo Dragon Baby interpretava il supereroe Iron Man, indossando una fantastica versione in scala dell’armatura volante dei fumetti americani, famosa in tutto il mondo anche grazie all’interpretazione cinematografica di Robert Downey Jr.

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La crudele leggenda dei 30 calabroni samurai

Una tranquilla mattina d’estate: il gradevole tepore rilassa gli animi inquieti, il richiamo degli uccelli sottolinea l’atmosfera distesa della regione di Fukuoka in agosto. Le api operose di un alveare artificiale fanno la loro parte nell’assicurarsi un altro giorno di protezione. Ronzando preparano ordinatamente l’ambìto miele, sostanza che le associa per la sua utilità al costruttore Uomo. Ma un pericolo mortale è in agguato… Nel frattempo, infatti, un’intera compagnia di Calabroni Giganti Giapponesi affila le mandibole come un branco di Grendel famelici e dispiegando le ali si prepara al massacro.

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Il perturbatorium dadaista del dott. Colin Raff

Negli abissi digitali della piattaforma di micro-blogging Tumblr si nascondono alcune delle mostruosità più surreali del web: fumetti bizzarri, fotomontaggi totalmente irragionevoli e soprattutto, più di ogni altra cosa, le migliori .gif animate del genere creepy, totalmente slegate dal concetto di realtà e riutilizzate ad æternum su forum, newsgroups, chan e social networks come risposte ad effetto, firme incomprensibili o distrattori “di deragliamento” dei già tenui fili logici discorsivi in atto (threads) verso l’ignoto ed il totale nonsense. Tra i più prolifici creatori di queste strane animazioni pseudo-situazionali occupa un posto di primo piano l’illustratore e scrittore americano Colin Raff.

L’autore identifica i pittori Goya, Bruegel ed Ernst come suoi principali ispiratori ma a mio parere anche Tim Burton e Terry Gilliam sono loro complici inconsapevoli, soprattutto nel caratterizzare molte di queste creature decisamente originali ed il più delle volte del tutto monocromatiche. Personaggi come Electrotagoras la mummia barocca, il puppenoptride ovvero l’insetto burattinaio nato senza una testa, l’uomo dalle molte facce ed il sempre fondamentale stambecco inquisitorio, che si affaccia discreto alla finestra per fare da testimone ad un indigesto pasto geometrico.

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Collezioni satellitari di parcheggi, piscine, centrali nucleari…

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Una chiave di lettura interessante per le centinaia di migliaia di foto che compongono il giga-mosaico fotografico chiamato Google Maps: le cose e gli edifici che costruiamo ci descrivono come umanità ed al tempo stesso non potrebbero esistere senza di noi, ma lo sfondo della natura le sovrasta e le racchiude. Usiamo dunque i satelliti per isolarle e studiamole dall’alto per ciò che veramente sono. L’artista lascia a noi il compito di trarre una conclusione, se pure lo vogliamo e ne sentiamo il bisogno. Di certo il risultato estetico di queste composizioni cumulative è singolare, riuscendo a catturare in pieno l’attenzione dell’osservatore.

Jenny Odell è nata a San Francisco ed ha studiato design a Berkeley. Le sue creazioni sono state recentemente esposte allo Yerba Buena Center for Arts, nel quartier generale di Google e durante il festival di fotografia francese Les Rencontres d’Arles, in Provenza.

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